"Game over per Schifani, u babbiu finiu": De Luca accelera sulle dimissioni dei 36 all'Ars

“Game over per Schifani, u babbiu finiu”: De Luca accelera sulle dimissioni dei 36 all’Ars

Giuseppe Fontana

“Game over per Schifani, u babbiu finiu”: De Luca accelera sulle dimissioni dei 36 all’Ars

mercoledì 01 Aprile 2026 - 12:03

Il leader di ScN e i deputati regionali Lombardo e Sciotto siglano la raccolta firme da presentare entro il 31 luglio: "Meloni staccherà la spina".

PALERMO – Il progetto denominato “Governo di liberazione” targato Cateno De Luca e Sud chiama Nord batte un altro colpo a Palermo. Nel giorno del Pesce d’Aprile (“ma le dimissioni sono qui, sono vere”), il leader del partito e gli altri due deputati all’Ars, Pippo Lombardo e Matteo Sciotto, hanno apposto le proprie firme sul foglio delle dimissioni di 36 deputati che, qualora fosse “completato”, porterebbe alla caduta del governo regionale targato Renato Schifani.

L’obiettivo 36 firme entro il 31 luglio 2026

L’obiettivo di De Luca è quello di raggiungere le 36 firme entro il 31 luglio 2026, così da votare a ottobre di quest’anno, come aveva già dichiarato. Oggi, primo aprile, lo ha ribadito, aggiungendo che sarà il governo nazionale di Giorgia Meloni a giocare un ruolo fondamentale in tal senso. La premier, a suo dire, vorrà staccare la spina alla giunta Schifani e per questo ci saranno almeno 10 firme provenienti dal centrodestra, entro luglio.

De Luca: “AAA Cercasi presidente”

De Luca in conferenza all’Ars, con al fianco i colleghi deputati e il coordinatore regionale Danilo Lo Giudice, ha affermato: “Abbiamo una dimissione che consegneremo. Inizieremo noi ad aprire questo fronte. Questo foglio non è altro che la raccolta delle 36 firme dei deputati per aprire il fronte serio e chiudere questa fase vergognosa del governo di Schifani. Si apre la fase A.A.A. Cercasi presidente. Come vedete non c’è il mio logo né il mio nome nella slide”.

Cosa dice l’art. 8 bis dello Statuto

Poi De Luca ha letto l’art. 8 bis dello Statuto della Regione Siciliana, che recita: “Le contemporanee dimissioni della metà più uno dei deputati determinano la conclusione anticipata della legislatura dell’Assemblea, secondo modalità determinate con legge adottata dall’Assemblea regionale, approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti”. E al punto 2: “Le nuove elezioni hanno luogo entro novanta giorni a decorrere dalla data delle avvenute dimissioni della maggioranza dei membri dell’Assemblea regionale”. Infine il punto 3: “Nel periodo tra lo scioglimento dell’Assemblea e la nomina del nuovo Governo regionale il Presidente e gli Assessori possono compiere atti di ordinaria amministrazione”.

De Luca: “Game over Schifani, u babbiu finiu”

Dopo si è passati alle firme di Lombardo, Sciotto e dello stesso De Luca. Il leader di ScN ha aggiunto: “Non ci è tremata manco la mano, come vedete. Ora si apre una fase e vi dico cosa succederà. La norma prevede che ci sia un documento unico con le dimissioni di 36 deputati. Queste oggi restano in cassaforte. I colleghi parlamentari possono venire da noi a firmare e così arriviamo al dunque”. E ha proseguito: “La mozione di sfiducia ha preso 26 voti, ne servono altri 10. Il 31 luglio succederà questo: Game Over, o come dicono a Fiumedinisi ‘u babbiu finiu'”.

Il ruolo di Meloni: “Vorrà staccare la spina”

“Oggi volerò a Roma – ha concluso – e vi anticipo cosa sta per succedere. La Meloni, oltre a mandare messaggini a La Vardera, ha tutto l’interesse a staccare la spina. Questo è un ragionamento che guarda anche alle elezioni nazionali. Le dimissioni entro il 31 luglio portano a votare entro ottobre. Dobbiamo depositare questo atto con le 36 firme entro quella data. Si arriverà a 36 proprio grazie a una decisione del centrodestra che staccherà la spina al governo Schifani”. Da qui l’apertura a interlocuzioni con “quella parte di centrodestra che ha conclamato la chiusura di questa fase politica. Sono io l’interlocutore oggi, perché nessuno nel centrosinistra è nelle condizioni di ribaltare questo paradigma”.

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8 commenti

  1. “Siamo in una fase in Sicilia dove ci troviamo nel bel mezzo del vannamarchismo, dove impera chi si sa vendere meglio.(…)”
    (Cit. del leader di ScN, tratta dalla Gazzetta del Sud, di oggi).
    PS: di chi sta parlando ? Anche di ScN ?

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  2. COGITO ERGO SUM 1 Aprile 2026 15:10

    E speriamo bene che Cateno riesca a toglierci di mezzo anche la FARAONI. Sarebbe meraviglioso.

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  3. “Game over u babbiu finiu”…
    Oui, Je suis Catherine Deneuve…..

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  4. Abbiamo imparato che quando dice una cosa la situazione è esattamente al contrario. Sbraita, sbraita, ma non credo proprio che in questo momento a Roma abbiano interesse ad andare a elezioni. Spero che, rimasto col cerino in mano, orsu’ si spenga.

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  5. Ho una domanda.
    Non capisco quest’ intesa con la Meloni. Da elettrice percepisco un De Luca strabico. Guarda a sx ma allo stesso tempo favorisce Meloni che vuole ( metaforicamente ) la testa di Schifani. E se la premier avesse in mente di ripetere il 2022?
    Cioè elezioni politiche e regionali siciliane, ovvio tenendo presente che lo scioglimento delle camere spetterebbe al PdR?
    Quale sarebbe la nostra convenienza,in quel caso?

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  6. Quindi con appena soli 3 deputati su un totale di 36 decidi cosa fare del governo regionale?Io fossi in te cateno farei anche firmare tutti i ministri, sottosegretari il presidente del consiglio e della repubblica e farei il governo cateno!O addirittura il presidente del parlamento europeo.Fai dimettere tutti cateno pure il presidente Trump e Putin!

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  7. Non è chiaro…ScN, mi pare che
    chiede al PD di entrare in coalizione, ma l’unico e solo interlocutore, con la Meloni, per un nuovo governo è il leader di ScN perché a sinistra nessuno è capace(1*colpo duro al cento sinistra);
    cerca di fare cadere il Presidente di Regione, ma chiede ai membri del partito del presidente di farlo cadere(2*colpo duro a centro destra).
    Ma come funziona ? Buoni o cattivi purché ScN vinca comunque il gioco ?

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  8. Marcella Millimaggi 2 Aprile 2026 08:52

    Perchè mai altri 10 deputati dovrebbero dimettersi, visti gli stipendi? Non tutti hanno un elettorato fedele e molti sono lì solo perchè in posizione “blindata” al momento delle elezioni. E’ ben probabile che pensino a emolumenti e pensioni. Magari non li conosceva nessuno enon hanno fatto nulla per diventare famosi ma hanno uno stipendio di tutto rispetto senza avere mai fatto un concorso. Resteranno lì dove sono! Cateno sarà anche una fede ed un immaginifico, ma i soldi sono soldi!

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