Giallo di Montagnareale, sabato il giorno della verità dall'autopsia

Giallo di Montagnareale, sabato il giorno della verità dall’autopsia

Alessandra Serio

Giallo di Montagnareale, sabato il giorno della verità dall’autopsia

venerdì 30 Gennaio 2026 - 14:56

Movente e dinamica, un'ipotesi c'è. Fari puntati su due ore decisive, nella mattina del 28 gennaio.

Patti – Gli inquirenti si sono fatti una idea precisa di quello che è successo nel bosco di Montagnareale, la mattina del 28 gennaio scorso. I racconti testimoni, gli elementi ritrovati sul posto, i dati estratti dai cellulari e l’esame dei cadaveri hanno già offerto un quadro di quello che potrebbe essere accaduto ai fratelli Giuseppe e Davis Pino di San Pier Niceto e all’82enne Antonio Gatani di Librizzi. “Aspettiamo però i primi esiti dell’autopsia e dell’esame balistico”, conferma il procuratore capo di Patti Angelo Cavallo, a lavoro sul caso insieme ai Carabinieri ed alla sostituta procuratrice Roberta Ampolo.

Movente e dinamica, un’ipotesi c’è

Com’è apparso chiaro sin da subito, infatti, saranno gli esami scientifici la base per la svolta nell’inchiesta che al momento vede ancora tutte le ipotesi aperte. Al vaglio anche il ruolo del quarto uomo, già ascoltato dagli investigatori come persona informata sui fatti, al momento non indagato. Si tratta dell’amico cacciatore che quella mattina era uscito molto presto con Gatani per andare a cacciare. L’uomo, che ha confermato quanto già spiegato dai parenti dei fratelli Pino e dello stesso Gatani, ovvero che i fratelli di San Pier Niceto e l’anziano ex manovratore di mezzi non si conoscevano, ha indicato alcuni elementi che ora sono al vaglio degli investigatori.

Il racconto del quarto uomo

Il cacciatore racconta infatti che i due si sono avviati con le rispettive auto verso la zona di Montagnareale che avevano scelto per braccare i suini e, nei pressi del luogo dove poi sono stati rinvenuti i cadaveri, ha lasciato l’auto per proseguire con quella di Gatani.

I carabinieri hanno ascoltato i testimoni che hanno raccontato di aver visto l’auto sul posto. Questi elementi, insieme agli altri desunti dalle indagini, indicano che Gatani non ha fatto molta strada, prima di morire, rispetto a dove aveva lasciato il mezzo, e che il momento degli spari può essere circoscritto ad un paio d’ore che adesso gli investigatori stanno minuziosamente ricostruendo.

Fari puntati su autopsia ed esami balistici

Sarà però l’autopsia a fornire i punti fermi per la ricostruzione definitiva del puzzle, insieme all’esame balistico: indicherà quando e come sono morti i tre, quale arma ha sparato, le distanze tra l’arma e le vittime, al momento in cui è stato aperto il fuoco, ed esattamente quanti colpi e in quali parti del corpo sono stati colpiti tutte e tre le vittime (durante il primo esame ne sono stati rinvenuti 4). L’incarico sarà conferito oggi pomeriggio ai medici legali Giovanni Andrò e Alessio Asmundo e prenderà il via domattina all’obitorio dell’ospedale Papardo di Messina. Mentre anche oggi i Ris dei Carabinieri torneranno a Montagnareale a caccia di indizi. Fari puntati su domani, quindi, come giornata decisiva per la possibile svolta nel giallo.

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