Indagini alla svolta dopo l'autopsia? I Ris setacciano la casa del pescatore Marchese. Il drammatico racconto della nipote
BARCELLONA – Forse è alla svolta il caso del pensionato di Terme Vigliatore trovato morto sulla scogliera di Tonnarella. Dopo l’autopsia, effettuata ieri pomeriggio dal medico legale Letterio Visalli per conto della Procura di Barcellona, i carabinieri hanno riaperto le audizioni dei testimoni già ascoltati in prima battuta e di altre persone. L’obiettivo dell’inchiesta è adesso approfondire il contesto in cui è morto Vincenzo Marchese e ricostruire le ultime ore, per verificare se è accaduto qualcosa o se il caso può essere effettivamente archiviato come morte naturale. Sotto la lente, adesso, i traffici di un gruppo di uomini che abitavano nella stessa zona del pescatore in pensione, per i quali era forse diventato una presenza “scomoda”.
“Era stato minacciato e aveva paura”
Tra le testimonianze raccolte in queste ore dai carabinieri c’è anche quella della nipote, la stessa che lo ha trovato senza vita, sulla massicciata del litorale poco lontano da casa, poco dopo la scomparsa. La donna ha confermato le indicazioni degli altri familiari, raccontando di dissidi che il 72enne aveva avuto, settimane fa, con un gruppo di nordafricani residenti nelle vicinanze di Marchese. Uno di loro, ha raccontato, lo aveva pesantemente minacciato di morte. Proprio il giorno prima della scomparsa, ha detto la nipote, lo zio l’aveva chiamata raccontandole di avere trovato una serratura forzata e svelandole dell’ultima minaccia. “Vieni a prenderti quei pochi soldi che ho in casa”, le avrebbe in sostanza chiesto lo zio, forse temendo un furto per “ritorsione”.
I “disordini” a Tonnarella
Nei mesi scorsi, infatti, Marchese aveva più volte segnalato alle forze dell’Ordine i tentativi di effrazione nelle diverse abitazioni estive, in questo periodo vuote. Il sospetto è che proprio questa sua attività di “vigilanza” avrebbe creato i malumori dei vicini stranieri, tra i quali nei mesi scorsi sono stati effettuati alcuni fermi.
La famiglia vuole chiarezza
Queste non sono le uniche stranezze notate dalla famiglia: il suo corpo trovato semi nudo, alcuni oggetti che mancano in casa, l’appartamento lasciato con la porta aperta e altri elementi insospettiscono i parenti di Marchese, che si sono affidati all’avvocato Nino Aloisio per essere assistiti durante gli approfondimenti della Procura di Barcellona.
I primi rilievi sulla spiaggia

L’indagine, affidata alla sostituta Dora Esposito e coordinata dal procuratore capo Giuseppe Verzera, ipotizza al momento la morte come conseguenza di altro reato e il furto e non contempla indagati. Il primo esame del medico legale Genovese, effettuato al momento del ritrovamento, non ha trovato ferite profonde né segni di violenza evidenti né sono state trovate tracce utili, lungo la spiaggia.
I Ris esaminano la casa del pescatore
La Procura ha però chiesto al dottore Visalli di stabilire l’esatta causa della morte ma anche di chiarire a cosa può essere dovuta la ferita sulla parte alta della nuca, se risale a dopo la morte, se è compatibile con la caduta sulla massicciata della spiaggia, tre metri sotto il livello della strada, o se è compatibile con colpi di altra natura e a quando risale. Il dossier del perito sarà sul tavolo del magistrato tra qualche settimana, ma dopo la primissima indicazione gli investigatori hanno effettuato altri accertamenti. Al setaccio le immagini delle video camere di zona mentre i Ris hanno posto il nastro rosso all’abitazione di Marchese, sequestrata: gli esperti scientifici dei Carabinieri torneranno per analizzare a fondo l’appartamento.

Solo un commento: era un uomo buonissimo che non ha mai e mai avrebbe fatto male nemmeno ad un insetto. R.I.P.