Case Fantasma, 2 condanne per evasione fiscale e dissequestro della Cucuzzella - Tempostretto

Case Fantasma, 2 condanne per evasione fiscale e dissequestro della Cucuzzella

Alessandra Serio

Case Fantasma, 2 condanne per evasione fiscale e dissequestro della Cucuzzella

mercoledì 19 Dicembre 2018 - 23:23
Giudiziaria
Case Fantasma, 2 condanne per evasione fiscale e dissequestro della Cucuzzella

Due condanne, ma il dissequestro del patrimonio messo sotto chiave nel 2016.

Si chiude cosi il processo principale scaturito dall’operazione Case Fantasma, l’inchiesta della Guardia di Finanza che nel 2016 è sfociata in 3 arresti domiciliari e il sequestro della Cucuzzella Group.

Ieri il giudice per l'udienza preliminari Salvatore Mastroeni ha definito il processo in abbreviato condannando il titolare dell’impresa, Giovanni Cocuzzella, a 2 anni e mezzo, e ad un anno e 4 mesi Gioacchino Scattereggia (per lui la pena è sospesa), accusati a vario titolo di evasione fiscale e false fatturazioni. Con la sentenza il giudice ha anche disposto la revoca del sequestro effettato 3 anni fa dai finanzieri.

Cucuzzella e Scattareggia sono difesi dagli avvocati Salvatore Silvestro, Adriana La Manna e Sebastiano Campanella.

Torna all’imprenditore di Sant’Alessio, quindi, la propria quota nella società di famiglia e una serie di immobili che erano stati messi sotto sigillo.

L’inchiesta era nata da una precedente verifica su una società collegata, la Lo Giudice di Taormina. Esaminando conti e fatture, i finanzieri hanno trovato rapporti sospetti e fatture che non tornavano tra l’impresa e la Cucuzzella Group.

Le intercettazioni e le altre verifiche hanno poi rivelato che erano state emesse fatture false o gonfiate per realizzare una consistenze evasione fiscale sui conti della Cocuzzella. Le fatture false o gonfiate arrivavano a una cifra di oltre 9 milioni di euro. L’operazione era stata denominata Case Fantasma e ha portato ai domiciliari Giovanni, il fratello Salvatore Cucuzzella e Gioacchino Scattareggia.

L’evasione complessiva era stata stimata in oltre due milioni di euro. Sotto chiave, sottratti a tutti gli indagati, erano finiti le quote della società di famiglia, appartamenti tra Messina, Spadafora, Mongiuffi Melia e Santa Teresa di Riva, rapporti bancari e postali.

A coordinare le indagini era stato il sostituto procuratore Antonio Carchietti.

Nel 2016 erano anche scattati i domiciliari per Giovanni Cucuzzella, il fratello Salvatore e Scattareggia, imprenditore nel settore della ferramenta.

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