Operazione Matassa, Pernicone conferma: cercavo voti per Genovese e Rinaldi

Operazione Matassa, Pernicone conferma: cercavo voti per Genovese e Rinaldi

Alessandra Serio

Operazione Matassa, Pernicone conferma: cercavo voti per Genovese e Rinaldi

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venerdì 26 Gennaio 2018 - 16:31

L'uomo delle coop di Santa Lucia sopra Contesse, condannato per concorso esterno, conferma di aver distribuito i pacchi di pasta in zona sud durante la campagna elettorale di 4 anni fa in favore di Genovese e Rinaldi.

"Non sono un uomo del clan, il Consorzio Angel non era di Nostro ma lo gestivo direttamente, ho fatto campagna elettorale per Paolo David, Francantonio Genovese e Franco Rinaldi.

E' vero, distribuivo i pacchi della spesa nel quartiere chiedendo a chi li riceveva di votare per loro. Non credevo fosse reato. Era David il mio referente, è stato lui a farmi conoscere Francantonio e suo cognato, sono stati loro a "tirarmi" dentro la campagna elettorale".

Non sono queste le parole esatte ma questa è in sostanza la deposizione di Angelo Pernicone e del figlio Giuseppe. I due sono stati ascoltati come testimoni stamane in aula bunker, dove si sta celebrando il processo principale scaturito dall'operazione Matassa, che vede alla sbarra anche l'ex consigliere comunale in questione e i due referenti politici principali, accusati di corruzione elettorale.

I due Pernicone, attivi in zona sud nel settore delle coop di servizi, sono già stati condannati in via definitiva in abbreviato per voto di scambio, corruzione elettorale ed associazione mafiosa (leggi qui la condanna) .

Diventata definitiva la condanna, Pernicone è stato liberato dai domiciliari ed ha ora il solo obbligo di dimora. La Procura di Messina, però, ha fatto appello chiedendo che torni ai domiciliari.

Oggi toccava a lui essere ascoltato, e pur essendo imputato di procedimento connesso, pur se definito, ha scelto di rispondere anziché avvalersi della facoltà di non rispondere.

Pernicone si è quindi difeso dall'accusa di essere colluso con un personaggio come Gaetano Nostro, considerato elemento di spicco della mala della zona sud cittadina, pur conoscendolo da tempo. Ed ha negato l'infiltrazione dei clan nelle attività che gestiva. Di contro, ha confermato quella che è l'ipotesi principale dell'Accusa nei confronti di Paolo David, Francantonio Genovese e Franco Rinaldi, ovvero quella di aver fatto campagna elettorale in zona sud attraverso "regalìe" di vario genere. Compresi i pacchi di pasta che Pernicone distribuiva, confermando che lo faceva per conto loro, e che il contatto più stretto era quello con David, allora impegnato nella campagna elettorale per il consiglio comunale di Messina – siamo nella primavera del 2013.

E' stato il figlio Giuseppe a spiegare che non sapevano si trattasse di un reato, mentre il padre Angelo ha confermato di aver incontrato personalmente più di una volta sia Genovese che Rinaldi – la Polizia aveva filmato una loro cena in centro.

Si torna in aula il prossimo 14 febbraio, per il contro esame dei Pernicone.

Leggi qui l'operazione Matassa

Leggi qui: la figura di Pernicone

Leggi qui: le buste della spesa anche sull'ambulanza

4 commenti

  1. DA COME HO CAPITO COMPRAVANO I VOTI CON LA PASTA

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  2. ma davvero ancora si distribuiscono i pacchi di pasta per i voti come nel dopoguerra ?

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  3. e ti pareva se non CANTAVANO prima leccavono

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  4. Ha fatto bene la procura ha fare Appello per farlo ritornare in custodia cautelare.
    Sai quanto costa un kg. di pasta 0,65€.
    Mi faccia il piacere ahahahah ! dica la vera verità.

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