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Messina, nasce il comitato per la difesa della Corte d’Appello

Alessandra Serio

Messina, nasce il comitato per la difesa della Corte d’Appello

mercoledì 11 Maggio 2016 - 16:09
Messina, nasce il comitato per la difesa della Corte d’Appello

Magistratura, avvocatura e università al tavolo per scongiurare la soppressione dell'ufficio apicale del distretto. La prossima settimana a Roma si discute del centro minori, mentre a fine mese il Comitato coinvolgerà anche la Camera di Commercio.

Non si ferma la mobilitazione a difesa della Corte d'Appello di Messina. Le rassicurazioni che sembrano arrivare dalla commissione Vietti, alla fine della mappatura dei distretti italiani, non basta agli operatori di giustizia della provincia. Anche perché i criteri in base ai quali si discute la riforma sono ancora oggi quelli che potrebbero penalizzare Messina. Stamani a Palazzo Piacentini si è quindi tenuta una nuova riunione, con la costituzione di una sorta di comitato nato proprio per tenere alta l'attenzione. Comitato che vuole coinvolgere sempre di più i cittadini e le altre forze sociali. ed ha già programmato una serie di iniziative.

Il prossimo 27 maggio si terrà perciò una nuova tavola rotonda, stavolta alla Camera di Commercio, mentre il prossimo 18 maggio a Roma una delegazione inconterà il sottosegretario alla Giustizia, Federica Chiavaroli.

"Non siamo qui per difendere un privilegio ma per tutelare un diritto", ha ribadito stamani il Procuratore generale Giovanni D'Angelo, al tavolo insieme ad Ordine degli avvocati di Messina, Associazione nazionale magistrati e Università, promotori del Comitato a difesa della Corte d'appello.

"Abbiamo voluto creare un Comitato per mantenere alta la soglia d'attenzione sulla Corte– ha dichiarato il presidente dell'Ordine degli avvocati, Vincenzo Ciraolo – La sua soppressione va ben oltre gli effetti che si possono immediatamente percepire e si tradurrebbe, di fatto, nella consegna del territorio alla mafia e alla 'ndrangheta". A rischiare la chiusura insieme con la Corte, infatti: Tribunale e Procura per i minori; Tribunale di sorveglianza; Tribunale del riesame; D.D.A.; D.I.A.; Avvocatura distrettuale; Distretto notarile; Tribunale sezione misure di prevenzione; Comandi provinciali delle forze dell'ordine."

"Il timore è che nel ridisegnare la geografia delle Corti- ha evidenziato il presidente della giunta distrettuale di Messina dell'ANM, Corrado Bonanzinga- si dia esclusiva rilevanza all'unico criterio che ci potrebbe vedere soccombenti ovvero il numero di abitanti. Tutti gli altri parametri di riferimento depongono a favore del mantenimento: carichi di lavoro, impatto della criminalità organizzata, carenze infrastrutturali. La Corte d'appello è vitale per rispondere all'esigenza di giustizia della città e ha carichi di lavoro superiori a Corti della cui soppressione non si discute. Partendo da questa consapevolezza noi ci impegneremo affinché il presidio venga mantenuto".

Dello stesso avviso il procuratore D'Angelo. "Quando si dice che il Piemonte ha una sola Corte d'appello che copre anche la Val d'Aosta si fa un paragone fuorviante. Non solo perché le infrastrutture del Piemonte non sono quelle siciliane e spostarsi da Mistretta a Catania non è come andare da Asti a Torino ma, soprattutto, perché non si può prescindere dal diverso peso criminale e mafioso esercitato nelle due realtà. Io comprendo le ragioni per le quali i Governi pensano di ridurre gli uffici giudiziari ma in questo caso c'è un diritto superiore che è quello alla giustizia che va salvaguardato".

L'istanza di giustizia in ingresso è il più importante parametro al quale rispondere anche per il presidente della Corte d'appello di Messina, Michele Galluccio: "Il 27 maggio alla Camera di commercio è chiamata a raccolta la società civile della nostra città. La Corte non chiede privilegi ma solo il mantenimento del suo rango".

Un ruolo da protagonista all'interno del Comitato verrà svolto dall'Università degli studi di Messina che effettuerà un'analisi sull'impatto economico che la chiusura della Corte avrebbe. "Qualsiasi università– ha sottolineato il rettore, Pietro Navarra vive se il territorio nel quale opera è vivo anch'esso. I docenti trasferiscono nelle aule dell'università le esperienze che fanno. Se una parte di questa esperienza è sacrificata viene sacrificata anche l'offerta formativa. Anche solo per questa ragione l'università non può che manifestare un forte sostegno al mantenimento di questo presidio di legalità. Il 27 maggio deve essere un momento in cui si unisce un unico coro per l'esigenza di mantenere la Corte d'appello a Messina".

"La Corte d'appello di Messina è un presidio di legalità troppo importante. Va mantenuta", commenta il deputato di Area popolare Vincenzo Garofalo, promotore dell'incontro romano col sottosegretario Chiavaroli. Sul tavolo, il l mantenimento a Messina del Centro di prima accoglienza per i minori.
"L'incontro che ho organizzato al Ministero tra il sottosegretario e il presidente dell'Ordine degli avvocati di Messina Ciraolo per discutere del mantenimento a Messina del Centro di cui è stata disposta la sospensione con decreto il 7 marzo scorso, sarà una occasione per parlare anche della necessità di mantenere in città la sede della Corte D'Appello contro il nuovo disegno di geografia giudiziaria che ne vorrebbe la soppressione. Messina è sempre stata considerata una città 'babba' e questo ha consentito nel corso dei decenni alle cosche di intensificare qui i loro traffici. Chiudere la Corte d'appello potrebbe avere effetti devastanti in un territorio ad alto rischio come il nostro. Per questo ci opporremo con tutte le nostre forze contro questa ipotesi".
Alessandra Serio

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