Gli ex tirocinanti senza assegno d'inclusione e il lavoro come priorità

Gli ex tirocinanti senza assegno d’inclusione e il lavoro come priorità

Marco Olivieri

Gli ex tirocinanti senza assegno d’inclusione e il lavoro come priorità

lunedì 04 Marzo 2024 - 07:00

Oggi Comune e Messina Social City consegnano gli attestati per “Percorsi nuovi dell’abitare". E, al di là delle polemiche, il tema vero è creare occupazione

MESSINA – Progetto “Percorsi nuovi dell’abitare”: stamattina Comune e Messina Social City consegnano gli attestati a oltre 400 tirocinanti. Tirocini d’inclusione sociale nell’ambito della progettualità Pon Metro. L’iniziativa comincia alle 9.30, al Palacultura “Antonello”. Si legge in una nota: “Il programma prevede, in apertura dei lavori, un tavolo tecnico per dare l’opportunità di discutere e valutare l’efficacia dei tirocini e individuare nuove strategie per il futuro. Durante l’incontro, saranno condivise le esperienze maturate, analizzati i risultati ottenuti e discusse le possibili migliorie da apportare alle future progettualità. A conclusione dell’evento, l’amministrazione comunale e l’azienda Msc presenteranno delle novità in favore dei tirocinanti. Sono stati invitati a partecipare gli stakeholder locali (portatori d’interesse, n.d.r.), le altre aziende partecipate e il privato sociale rappresentato dal Centro servizi per il volontariato”.

I tirocinanti esclusi dall’assegno d’inclusione

Si tratta di un argomento al centro di polemiche e scontri politici. In particolare, Palmira Mancuso, coordinatrice in Sicilia di +Europa, e Angela Rizzo, impegnata nell’associazionismo, hanno sollevato il problema dell’esclusione degli ormai ex tirocinanti dall’assegno d’inclusione. Anche il consigliere di Fratelli d’Italia, Libero Gioveni, ha scritto una nota polemica: “I tirocini d’inclusione sociale che l’amministrazione ha posto, e porrà a breve in essere, vengono fatti per aiutare le persone che vivono un disagio economico oppure per penalizzarli?”.

La domanda provocatoria è la premessa per richiedere che “le prossime misure pensate per queste categorie, e in particolare per gli ex tirocinanti che hanno concluso la loro attività lo scorso 22 dicembre, non contemplino il rilascio della certificazione unica. Risulta davvero paradossale il fatto che molti degli ex tirocinanti che, durante il loro impiego a Messina Servizi e in Amam, hanno percepito la modesta indennità di 600 euro mensili – rileva Gioveni – non abbiano potuto accedere all’Adi (assegno di inclusione). Il tutto causa dell’innalzamento del loro valore Isee, frutto del percepimento della misura economica”.

E ancora: “Se da un lato si vuole tendere una mano a questi soggetti, dall’altro invece, così come avvenuto in questo periodo di fermo che dura già da due mesi e mezzo, li si è danneggiati proprio perché in molti non hanno potuto usufruire dei sussidi anche minimi dello Stato. Pertanto, mi auguro che l’avviso che sembrerebbe già essere in cantiere, da parte di amministrazione e Messina Social City, preveda regole diverse che abbiano l’unico obiettivo di fornire un concreto aiuto a chi è in difficoltà senza rischi futuri”.

La necessità di creare lavoro in una Messina in crisi economica e sociale

Messina, lo abbiamo più volte scritto, vive un’enorme, e dalle radici antiche, crisi economica e sociale. Di certo, in una città con un problema così strutturale legato all’occupazione, anche i tirocini, per chi proviene dalle zone del risanamento, possono rappresentare un passo in avanti. Tuttavia, diventa necessario potenziare la formazione lavoro e creare possibilità d’impiego reali a chi ha vissuto queste esperienze e a tutte le persone in difficoltà. Il tutto in linea con quanto ha dichiarato l’assessora Alessandra Calafiore ai microfoni di Tempostretto.

Al di là della polemica sul numero, destinato a crescere, di più di mille dipendenti di Msc, a tempo indeterminato e determinato, il vero tema è fare tutte le verifiche per far sì che si potenzi il servizio e l’organizzazione sul piano dirigenziale, lì dove è necessario. Verifiche più rigorose possibili per migliorare eventualmente il servizio e correggere ciò che ha bisogno di essere modificato.

Messina in crisi

In una città con disagi così rilevanti, questa è la necessità. Ancora di più dopo l’abolizione assurda del reddito di cittadinanza, la vera sfida è creare vere sinergie tra locale, regionale e nazionale, imprese e Comune, per offrire autentiche possibilità di lavoro.

Chi non ha una formazione adeguata, i cinquantenni e le persone di qualsiasi età prive d’occupazione, la disoccupazione femminile così alta a Messina e provincia, i giovani che non lavorano e non studiano, gli ex detenuti, i laureati, i diplomati e quelli con la terza media: risultano tante le fasce d’età e sociali che hanno bisogno di sostegno. E tutti gli sforzi, in ogni ambito, devono essere diretti a un’efficace progettazione sociale ed economica. Il rischio delle polemiche, invece, è che durino il tempo di un mattino, lasciando le cose così come stanno. Serve un salto di qualità.

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2 commenti

  1. Quello che viene proposto è utopico se non strumentale.
    Chi oggi come questi ragazzi o adulti si trova a sopravvivere a causa di trascorsi avversi di qualunque natura essi siano, sono semplicemente irrecuperabili al mondo del lavoro.
    Politica e sindacati fanno finta di non capire che lo stato nel quale sono sprofondate generazioni di messinesi è irreversibile per molti di loro.
    Va detta la verità e ricominciare a lavorare sulle nuove generazioni perché la frittata oramai per quelle vecchie è fatta.
    Chi dovrebbe assumere tutte queste persone con discutibili attestati di competenza e per quale motivo?
    Signori politici, sindacalisti, guardateli in faccia e dite loro la verità ovvero che l’unica via rimasta loro è l’assistenzialismo o la disperazione.
    Avete il dovere di essere onesti.

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  2. I 400 “tirocinanti” stipulavano una convenzione lavorativa con il Comune di Messina per la figura professionale, di “operatori ecologici e raccoglitori o separatori di rifiuti” dove venivano impegnati giornalmente, dal lunedì al venerdì per 5 ore lavorative giornaliere e una indennità mensile di euro 600 da corrispondersi al tirocinante che avesse effettuato almeno il 70% delle ore mensili previste, I 400 tirocinanti sono tornati a casa e Messina è rimasta senza spazzini alla mercè della consuete sporcizia. Premesso che non occorre un TIROCINIO per pulire le strade con scopetta e paletta, ovvero senza adeguati mezzi di lavoro, non si capisce perchè i necessari operatori non sono stati assunti in pianta stabile dall’Azienda che non ha mai garantito un regolate ed efficiente sistema della raccolta rifiuti e pulizia delle strade.. sistema che non deve essere confuso con lo svuotamento dei contenitori dei rifiuti… Basta pensare alla sterminate presenza di erbacce in ogni dove, che sono il “frutto” della mancata pulizia.

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