Quante volgarità e quanti attacchi pesanti, tra odiatori seriali e rabbia repressa
C’è una vecchia canzone di Fabrizio Moro, “Pensa”: “Pensa prima di sparare/Pensa prima di dire e di giudicare, prova a pensare”. Togliamo il verbo sparare e l’invito si sposa alla perfezione con l’odio da tastiera sui social. Gli insulti, le maledizioni, i doppi sensi e le volgarità a profusione contro il malcapitato di turno. Attacchi gratuiti e spesso privi di motivazione, se non la rabbia e il malcontento, legittimi ma che non devono trovare uno strumento casuale di sfogo. Così capita, ad esempio, che una giovane racconti il proprio percorso di vita, le proprie scelte, e venga insultata non si sa per quale motivo.
Come se una persona, raccontando la propria storia, volesse imporre agli altri il punto di vista. Ma non è così e basta leggere l’articolo senza pregiudizi per rendersene conto. In ogni caso, nessuna rabbia legittima può giustificare l’odio e gli insulti. Chi sta per scrivere un attacco pesante, da querela, si fermi un attimo, prima di premere il tasto invio. E si faccia una domanda semplice semplice: “E se ci fossi io al posto di quella persona?”.
Il Far West dei social
La gogna mediatica, il sessismo, il presupporre sempre che l’altro sia in malafede (“Quel giornalista ha un’opinione contraria alla mia, chissà chi lo paga”), l’assenza di freni inibitori su Facebook e nel Far West dei social: ma come siamo arretrati. Gli odiatori seriali proliferano in una terra di confine in nome di una presunta libertà. Ma la vera libertà si nutre di rispetto e di senso di responsabilità. Qualsiasi critica, aspra e severa, può essere pronunciata senza insultare.
L’odiatore di professione dovrebbe spostare lo schermo del cellulare o del computer e mettersi davanti a uno specchio. Davanti al proprio volto potrebbe capire che ogni denigrazione degli altri si ritorce contro sé stessi. Il “vero” nemico è spesso davanti a lui. O davanti a lei.

Condivido ogni parola dell’articolo. E aggiungo che questo avviene perché i social sono gratuiti, elementari da usare sul cellulare (molti non sanno usare un computer) e non si hanno, se non raramente, conseguenze penali. Cambiamo uno di questi fattori e il 90% degli utenti sparirà, rendendo la rete un posto nettamente migliore.