Il cast messinese vede fra gli altri Ettore Ianniello, che impersona il giovane Cervantes ferito nella battaglia di Lepanto, Mauro Failla e Davide Colnaghi
Uscirà nelle sale italiane dal 26 marzo Don Chisciotte, che porta sul grande schermo il capolavoro di Cervantes; una rilettura al contempo fedele e molto attuale.
Il nuovo film di Fabio Segatori, in concorso alla 17ª edizione del BIF&ST di Bari International Film&Tv Festival, inizia con le sequenze ambientate nel 1571, realizzate a Messina con la collaborazione del produttore messinese Gigi Spedale e con il patrocinio del Comune di Messina.
Alessio Boni interpreta con straordinaria verosimiglianza e sincerità “il cavaliere dalla trista figura” affiancato da Fiorenzo Mattu, che conferisce al suo Sancio Panza una toccante carica di umanità. Completano il cast Angela Molina, Marcello Fonte, Galatea Ranzi e Carlo De Ruggieri, insieme alle esordienti Gabriella Bagnasco nel ruolo di Dulcinea e Martina Molinaro in quello di Altisidora. Il cast messinese vede fra gli altri Ettore Ianniello, che impersona il giovane Cervantes ferito nella battaglia di Lepanto e Mauro Failla nel ruolo del medico che lo ebbe in cura e Davide Colnaghi, portantino che lo accudisce.

«Chi non si è mai sentito uno sciocco idealista in un mondo governato dall’avidità e dalla sopraffazione?» osserva il regista Fabio Segatori, che aggiunge: «Intorno a Don Chisciotte c’è il deserto, un Medioevo che non finisce mai. Il cavaliere esorta gli uomini a essere liberi, ma alla fine si rende conto che “la libertà è un esperimento nuovo, non ci siamo ancora abituati”».
Realizzato al di fuori delle logiche industriali dominanti, il film punta sulla potenza del testo classico, sul lavoro degli attori e sullo stupore per dei luoghi mai visti al cinema. I paesaggi sono un vero co-protagonista del film. Il Sud Italia è un luogo mitico e reale, una terra aspra e sospesa nel tempo. Girato nell’Alto Ionio, tra Basilicata e Calabria, il film attraversa calanchi scavati dal vento, castelli medievali a picco sul mare, fiumare, spiagge incontaminate e distese arse dal sole.
È un film fisico, materico. Nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale, delle immagini finte, è stato costruito un mulino a vento funzionante alto 12 metri, sul quale Alessio Boni, ripreso con una telecamera, è volato nel cielo a testa in giù. Un vero “corpo a corpo” contro il mago Freston, il nemico della Giustizia e della Libertà.
La vicenda prende inizio nel 1571, con Miguel de Cervantes, ferito nella battaglia di Lepanto, che giace in un ospedale di Messina. La sequenza è stata girata negli ambienti del cinquecentesco Forte Gonzaga, riaperto dopo anni proprio per le riprese del film, e nel Forte S. Salvatore suggestive messo a disposizione dalla Marina Militare.
Tra febbre e allucinazioni, Cervantes vede dei libri dati alle fiamme: sono di Don Alonso Chichano, un uomo ossessionato dai romanzi cavallereschi che decide di farsi cavaliere errante. Nasce così Don Chisciotte della Mancia, che elegge la contadina Dulcinea a dama ideale e trascina con sé Sancio Panza, sedotto dalla promessa di un castello da governare.
Il cavaliere cerca di difendere i più deboli, anche a costo di apparire ridicolo e folle. Sbeffeggiato, umiliato e infine sconfitto, Don Chisciotte viene riportato a casa in gabbia, ma non può ridursi a una vita senza ideali. E così muore. Nella notte siciliana, Cervantes riapre gli occhi: dal dolore, dalla guerra e dalla follia è nato Don Chisciotte, ovvero il sogno ostinato di un’umanità più libera.
L’opera, prodotta e distribuita da Baby Films con il sostegno di MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Calabria Film Commission e Lucana Film Commission e in collaborazione con Rai Cinema, sarà presentata in anteprima nazionale il 22 marzo alle ore 16:30 presso il Multicinema Galleria. Dal 26 marzo in distribuzione nelle sale di tutta Italia e, nei prossimi mesi, sarà presentato a Messina e nelle altre città siciliane.
