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Il Movimento Cristiano Lavoratori rilancia il suo impegno da Messina

Redazione

Il Movimento Cristiano Lavoratori rilancia il suo impegno da Messina

sabato 25 Gennaio 2020 - 19:40
Il Movimento Cristiano Lavoratori rilancia il suo impegno da Messina

Nella sala Sinopoli del Teatro Vittorio Emanuele il XII congresso regionale Mcl. Si è discusso di mezzogiorno, di politiche economiche, dei bisogni delle persone

Dal XII congresso regionale MCL arriva una denuncia forte alla crisi economica e sociale del Mezzogiorno, alla debolezza del sistema di rappresentanza e di partecipazione dei corpi intermedi e del mondo cattolico in generale. «Diciamo con forza che non bisogna arrendersi e scappare, ma occorre dare una spinta per i giovani, superare la rassegnazione» ha spiegato il presidente regionale MCL Fortunato Romano dalla sala Sinopoli del teatro del Vittorio Emanuele. Duecento i delegati da tutte le province arrivati a Messina confermano la forza di un movimento come L’MCL, diffuso in tutto il territorio siciliano, che riesce a interpretare i bisogni della gente e a declinarli in proposte e azioni concrete per la politica.

«Chiediamo una veloce e migliore spesa pubblica – ha ribadito Romano – Occorre rigenerare le politiche del lavoro e quelle sociali che siano però adeguate ed efficaci. Svegliamo le associazioni del terzo settore, i partiti, i sindacati affinché abbiano un maggior ruolo come protagonisti. Continuiamo a dare fiducia a questo Governo regionale, dal quale però ci aspettavamo un’azione più incisiva».

A presenziare i lavori di oggi è arrivato il presidente generale del MCL Carlo Costalli. A lui il compito di fare una riflessione sul ruolo del movimento per il rilancio del Mezzogiorno. «La nostra è una realtà in grande crescita. Oggi parliamo di Sud che deve collegarsi al Nord. Un Sud che deve agganciarsi alla ripresa – non ha dubbi -. Dobbiamo lavorare per l’unità del Paese. Senza il Sud, l’Italia non decolla. Noi siamo contro una cultura dell’assistenzialismo e una cultura delle divisioni. C’è una parte politica che lavora per le divisioni e noi dobbiamo costruire ponti per unire».

Della necessità di unire e di accogliere ha parlato l’assistente ecclesiastico nazionale don Francesco Poli a conclusione della sua riflessione su un passo di Vangelo. «Accogliere vuol dire ascoltare l’altro. Farlo entrare nella propria vita e nelle proprie case. Solo così è possibile capire i reali bisogni del prossimo. Questo il nostro ruolo per essere protagonisti della realtà».

Durante il congresso che ha impegnato i delegati fino al pomeriggio, si è affrontato più volte il tema della famiglia e dei suoi bisogni. Dario Micalizio, presidente del Forum delle associazioni familiari, una rete di secondo livello che vede l’MCL protagonista e cofondatore a livello regionale ha sottolineato come «denatalità e famiglie del ceto medio siano i due focus che dovrebbero essere attenzionati dalle politiche regionali e comunali. Basta pensare -ha fatto notare- che nel 2019 in Italia sono nati 490mila bambini, esattamente la metà di quelli nati nel 1969. Ciò comporta un problema a livello economico e una sostenibilità del welfare. Chi sceglie di avere famiglie deve essere aiutato. In Italia la nascita di un figlio è la seconda causa di povertà». Micalizio ha invitato i sindaci e gli amministratori presenti oggi a sfruttare le possibilità offerte in materia fiscale. «I comuni hanno la possibilità di rimodulare le imposte sulla base dei reali carichi familiari e non sull’Isee, che invece discrimina le famiglie con figli».

Dal Segretario Regionale della Cisl Sebastiano Cappuccio l’invito a tutti i partecipanti a «mettere assieme le competenze, ma anche quello che rappresentano. Serve un cambio di rotta e un’assunzione di responsabilità attraverso un percorso di condivisione di scelte e quindi un progetto di rilancio in cui gli elementi del lavoro, della crescita e dell’occupazione e del sociale siano visibili e resi fruibili per tutti i cittadini. Deve ripartire dal Sud del Mezzogiorno il vero momento di crescita del Paese. Da qui può ripartire il momento di congiunzione del Paese».

E di lavoro e di quanto si sta cercando di fare per incrementarne la crescita ha centrato il suo intervento l’assessore regionali agli Enti Locali, Bernadette Grasso. «Serve lavoro e da due anni come Assessorato stiamo puntando sull’agevolazione del settore della formazione per cercare di far restare i giovani in Sicilia – ha affermato -. Quando vanno via i ragazzi, spesso le famiglie li seguono. Ne deriva un impoverimento culturale». Dal collega di giunta Marco Falcone l’impegno a continuare sulla strada di miglioramento dei collegamenti regionali. «Chi come me guarda i trasporti, si rende conto che rappresentato la qualità di un territorio – spiega Falcone -. In questi due anni tante cose sono state fatte e tante altre ne stiamo facendo per esaltare un grande patrimonio fatto di intelligenze e cultura. Nel giro di due anni sono stati investiti 1240 milioni di euro. E altri ne verranno impiegati per favorire sempre di più lo sviluppo della Sicilia».

L’MCL con i suoi tremila iscritti e con 200 circoli riesce a intercettare le reali necessità del territorio, che non chiede assistenzialismo fine a se stesso. Ne è convinto il sindaco di Messina Cateno De Luca. «Ė fondamentale oggi smontare questa visione della sussidiarietà invertita – ha detto-, perché ci troviamo con i vari livelli di governo che scaricano sul territorio quelle che sono le proprie defaiance e i tagli costanti che vengono operati per pareggiare i loro bilanci, non pensando a quelle che sono le conseguenze sui bilanci dei comuni e delle famiglie». Da qui la necessità di rivedere le attuali forme di sussidiarietà, orizzontali e verticali, nei rapporti con i sindacati e tutto il terzo settore. «Solo attraverso un loro ruolo di collaborazione è possibile ottenere una visione di co-governo che consenta anche a chi vive nei “palazzi” di aver un termometro della realtà».

A Sua Eccellenza Monsignor Cesare Di Pietro, vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Messina l’invito al MCL a «non allinearsi alle correnti dominanti. Ma a essere un pungolo che spinge in avanti. Forti della vostra identità, rappresentate un Sud che è per l’Italia. Il Sud non è un rimorchio, un segmento staccato, un binario morto. Il sud è parte integrante del paese. Il Sud è una risorsa per il paese».

Al termine dei lavori il congresso Regionale ha rieletto alla presidenza per i prossimi 4 anni Fortunato Romano, e nominato al consiglio Giacomo Accardi, Vincenzo Barcellona, Angela Barone, Pietro Bono, Michele Cristaldi, Giorgio D’Antoni, Piergiuseppe De Luca, Michele De Maria, Gaetano Drago, Cardella Roberta, Gaetano Lamberto, Rita Daniele, Alfio Marchese, Paolo Ragusa, Cipriano Sciacca, Fausto Terrana, Giovanni Terranova, Gianluca Vece e Lillo Zaffino.

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