Tirreno

Inceneritore Valle del Mela. Manca la firma al piano paesaggistico, è polemica

Dovrà ricevere la firma del presidente della regione entro il prossimo 27 ottobre, il piano paesaggistico di ambito 9. L’importante documento rappresenta uno dei principali punti cardine nella questione dell’inceneritore A2A della Valle del Mela, attestandosi a tutti gli effetti come il più grande ostacolo alla sua realizzazione.

Vicini alla scadenza, la polemica

Il piano paesaggistico era stato oggetto di una sentenza del TAR di Catania del 30 aprile scorso, che lo aveva annullato a causa di un vizio procedurale. Alla regione, tuttavia, erano stati forniti 180 giorni per adottare nuovamente il piano. La questione è stata più volte oggetto di un’accesa polemica, che aveva visto fronte comune da parte degli ambientalisti che chiedevano che il documento fosse approvato il prima possibile.

A pochi giorni dalla scadenza dei 180 giorni forniti alla regione, risulta ancora assente la firma del presidente Nello Musumeci. Punto, quest’ultimo, sul quale si è scatenato un forte dibattito.

«In questi mesi gli uffici della regione hanno lavorato per approntare il decreto che avrebbe dovuto salvare il Piano paesaggistico –dichiarano i portavoce del comitato Cittadini contro l’Inceneritore del Mela- A fine settembre il decreto è stato inviato al presidente Musumeci per la firma finale ma, a quanto pare, quest’ultimo finora si è rifiutato di firmarlo. A motivazione di questa scelta –aggiungono- il presidente della regione ha dichiarato di voler riflettere sul documento fino al termine del 27 ottobre, ventilando anche ipotesi di modifiche che però necessiterebbero di rifare tutto l’iter d’accapo. Così facendo dovremmo attendere anni per poi avere, nella migliore delle ipotesi, un piano del tutto diverso da quello attuale. Nel frattempo il territorio resterà ovviamente privo di alcuna salvaguardia».

Sulla questione è intervenuto anche il presidente di Zero Waste Sicilia, Beniamino Ginatempo: «Il Governatore Musumeci è stato ieri a Roma sul palco di Salvini –dichiara Ginatempo- Se ne può dedurre che ne sposi quindi gran parte delle politiche nordiste. Fra queste l’incenerimento degli oggetti e materiali post consumo, sospettiamo. In realtà i segnali ci sono tutti. Fra questi l’inspiegabile ritardo con cui Musumeci risponde al TAR confermando l’adozione del piano paesaggistico di ambito 9. Queste lunghe attese su questioni così urgenti, per non dire emergenziali, la dicono lunga sulle resistenze più o meno occulte che un riordino del settore rifiuti deve affrontare».

La replica di Musumeci

Non si è fatta attendere la replica del presidente della regione Sicilia, Nello Musumeci, che ha dichiarato di essere pronto ad apporre la propria firma sul piano paesaggistico entro i prossimi due giorni.

«La Valle del Mela non può ospitare ulteriori impianti industriali di forte impatto ambientale. L’ho scritto all’ex premier Paolo Gentiloni l’otto marzo 2018, quando ho formalizzato, nero su bianco, il parere contrario della Regione al progettato del mega inceneritore –ha dichiarato Musumeci- Lo ripeterò nei prossimi giorni al ministro dell’Ambiente Sergio Costa, al quale ho chiesto un incontro a Roma per la prossima settimana. In quell’occasione ribadirò l’esigenza di definire per la Valle del Mela un Piano di bonifica e di risanamento ambientale, che il mio governo è disposto a cofinanziare. Su quel territorio, colpevolmente sfruttato da decenni, abbiamo le idee ben chiare. E non da ora. Quanto al Piano Paesaggistico del Messinese, penso di completarne l’esame con i miei collaboratori entro due giorni. Lo avevo già detto, peraltro. Non mi spiego, quindi, l’animosità di alcuni gruppi e associazioni locali. Mi rifiuto di pensare che sia solo speculazione politica orchestrata da chi cerca visibilità, non potendone avere in altro modo. Voglio invece sperare che sia solo l’ansia di chi teme che la Regione possa, come nel lungo passato, continuare a restare inerte e inerme di fronte alla devastazione dei propri territori. Avrò il piacere di incontrare nelle prossime settimane quei volontari ambientalisti per ascoltare le loro proposte e concordare assieme ai sindaci della zona concrete iniziative di risanamento».