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Incentivi progettuali al Cas, accuse da rifare al processo Tekno 2

Alessandra Serio

Incentivi progettuali al Cas, accuse da rifare al processo Tekno 2

martedì 18 Febbraio 2020 - 18:19
Incentivi progettuali al Cas, accuse da rifare al processo Tekno 2

La Procura ha cambiato i capi di imputazione contestati ai dipendenti Cas coinvolti nel processo Tekno sugli incentivi progettuali. Le implicazioni

Accuse “ da rifare” al processo sugli incentivi progettuali liquidati al Consorzio Autostrade Siciliane, denominato Tekno 2. E’ successo  all’udienza di stamattina in corso davanti ai giudici della I sezione Penale.  La Pubblica Accusa ha riqualificato i capi di imputazione contestati ai  quasi 60 dipendenti del Cas alla sbarra.

I PM Anna Maria Arena e Stefania La Rosa hanno presentato al Tribunale (presidente Vermiglio), ed ai tanti avvocati difensori impegnati nel processo, un incartamento di una quarantina di pagine che “trasforma” il capo di imputazione iniziale, praticamente “omnicomprensivo”, in un lungo elenco di capi, che riassumono punto per punto, episodio per episodio, o meglio progetto per progetto, tutte le contestazioni mosse dalla Procura agli imputati.

Il Pm Stefania La Rosa, titolare dell’inchiesta

L’Accusa ha sottoposto i nuovi capi di imputazione al Tribunale e gli avvocati hanno chiesto qualche giorno per esaminare meglio il tutto. Si torna in aula il 29 aprile, quindi, per capire come proseguire.

 Il colpo di scena è arrivato a processo già avviato ed entrato nel vivo: nelle scorse udienze sono già sfilati parecchi testimoni e i primi consulenti tecnici dell’Accusa.

 Che cosa cambia? I reati contestati – dal peculato al falso – agli imputati restano gli stessi. Perché, allora, questa scelta della Procura? In sostanza viene specificato ad ogni dipendente del Cas coinvolto qual è, o quali sono,  i progetti che gli vengono imputati.

Il capo di imputazione originariamente formulato, invece, era generico: il lungo elenco dei dipendenti coinvolti, sotto il lungo elenco dei progetti e lavori per i quali, secondo la Procura, non avrebbero dovuto intascare gli incentivi progettuali che in realtà gli sono stati liquidati.

Questo comporta, dal punto di vista della difesa soprattutto ma anche per il Tribunale, una “difficoltà di lettura”: quali sono, in concreto, le accuse che vengono imputate a ciascun dipendente e quali no, in quale episodio un dipendente è o non è coinvolto, da cosa esattamente deve difendersi e con quali mezzi di prova?

Ma anche e soprattutto il rischio che venga avanzata qualche richiesta di nullità. Così riformulate, quindi, le accuse hanno probabilmente una maggiore “tenuta”.

Dall’altro lato, però, per l’andamento del dibattimento anche questo potrebbe essere un boomerang, quanto meno sotto il profilo della lungaggine. Come detto il processo è già in fase avanzata. Il rischio è, adesso, che debbano essere sentiti nuovamente testimoni e consulenti, e comunque davanti ad un “nuovo” capo di imputazione gli avvocati hanno sempre la facoltà di chiedere l’introduzione di nuovi mezzi di prova, ad esempio citare nuovi testimoni, ulteriori rispetto all’elenco “cristallizzato” ad apertura del dibattimento.

In verità la questione non è nuova. I difensori avevano già eccepito rilievi al capo di imputazione “costruito” dall’Accusa in origine, sia nel corso dell’udienza preliminare che ad avvio del processo. Eccezioni tutte rigettate.

Procedendo col dibattimento, però, le criticità potenziali dovute alla formulazione del capo di imputazione hanno cominciato a venire fuori. Da qui la scelta del Pubblico Ministero di “cambiare in corsa”.

La Procura oggi ha anche chiesto che il Tribunale disponga una perizia per acquisire una serie di documenti – alcuni dei quali erano stati prodotti durante l’esame dei testimoni ad esempio ma non erano stati acquisiti agli atti, e per acquisirne di ulteriori.

Si parla soprattutto, più nello specifico, della documentazione allegata a ogni progetto, a sua volta a corredo dei decreti di liquidazione, che la Polizia Giudiziaria non ha trovato al Cas ma che sono acquisibili presso altre amministrazioni, o che hanno a che fare con l’effettività dei lavori svolti.

Il Tribunale si è riservato la decisione sulla perizia, e prima di aggiornare alla fine di aprile prossimo ha disposto che siano completati i contro esami dei consulenti – dopo essere interrogati dai PM, cioè, si dovranno sottoporre alle domande degli avvocati – e ha riservato alla fase finale del dibattimento la possibilità per il PM e per i difensori di avanzare richieste relative a nuovi mezzi di prova.

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