Inchiesta compro oro di Palermo, sequestri anche a Messina. L'azienda: "Siamo estranei ai fatti" - Tempostretto

Inchiesta compro oro di Palermo, sequestri anche a Messina. L’azienda: “Siamo estranei ai fatti”

Alessandra Serio

Inchiesta compro oro di Palermo, sequestri anche a Messina. L’azienda: “Siamo estranei ai fatti”

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giovedì 28 Aprile 2022 - 21:25

Ecco la società messinese finita nell'inchiesta sui compro oro di Palermo I difensori: "Sequestri scattati ai fini delle indagini, estranei ai fatti"

E’ scattata anche a Messina l’operazione della Guardia di Finanza di Palermo sull’attività di diversi compro oro sospettati di riciclare i beni di alcuni mandamenti palermitani. I finanzieri hanno notificato un avviso di garanzia al titolare della Gold&Gold, attiva in riva allo Stretto, uno dei più grossi banco metalli di tutta l’isola.

Gli investigatori hanno effettuato un sequestro nella sede della società, portando via in particolare documentazione relativa alle operazione effettuate nella fonderia messinese dai soggetti palermitani finiti nel mirino. Sigillati anche computer e altre attrezzature, che andranno ora al vaglio dei consulenti informatici, per verificare la documentazione presentata dai “clienti” palermitani.

Concorso esterno in associazione mafiosa e ricettazione le ipotesi di reato per le quali è scattato l’avviso di garanzia a Messina, un atto dovuto per poter aver accesso alla documentazione che servirà agli investigatori per verificare le operazioni compiute dai palermitani nella fonderia messinese.

“Il nostro cliente è destinatario esclusivamente di un provvedimento di perquisizione dal quale non possiamo trarre alcun utile elemento di valutazione. Tuttavia all’esito dei nostri colloqui difensivi abbiamo potuto trarre il convincimento che l’attività della società e stata sempre svolta nel pieno rispetto della normativa vigente sia nel rapportarsi con i soggetti attenzionati dalla procura di Palermo che (nei medesimi termini) con numerosi altri non oggetto di indagine. Siamo fiduciosi che all’esito dei doverosi approfondimenti non emergeranno condotte penalmente rilevanti a carico del nostro assistito”, dichiarano gli avvocati Bonaventura Candido e Daniela Chillè, difensori del titolare della Gold&Gold.

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