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Città Metropolitane a rischio dissesto. Chiesto l’intervento del governo

Marco Celi

Città Metropolitane a rischio dissesto. Chiesto l’intervento del governo

domenica 09 Luglio 2017 - 05:03

Un vertice, quello che si è svolto ieri a Milano, che ha visto partecipare alcuni dei sindaci delle Città Metropolitane italiane per chiedere a voce unanime soprattutto risorse finanziarie. Preannunciate azioni eclatanti in caso di mancate risposte da parte del Governo.

Bilanci in rosso e servizi a rischio: questi i principali problemi che i sindaci delle Città Metropolitane hanno esposto in un incontro che si è tenuto venerdì a Milano, a Palazzo Isimbardi. Guidato dal presidente dell’ANCI e dal coordinatore delle Città metropolitane e sindaco di Firenze, Dario Nardella, hanno partecipato i sindaci metropolitani Renato Accorinti (Messina), Giuseppe Sala (Milano), Luigi de Magistris (Napoli), Antonio Decaro (Bari) ed Enzo Bianco (Catania) oltre ai delegati in rappresentanza di Virginia Raggi (Roma) e Chiara Appendino (Torino).

All'ordine del giorno gli argomenti inseriti sono stati quelli del completamento del processo di riforma istituzionale delle Città Metropolitane, della situazione corrente della gestione economica e finanziaria, delle iniziative a sostegno degli investimenti e individuazione dei settore di interesse, dello stato di avanzamento del progetto “Metropoli strategiche” e della proposta di partecipazione al MIPIM 2018.

Univoca la linea d'azione dei sindaci metropolitani che hanno espresso l'urgenza che il Governo consenta il trasferimento di risorse adeguate per garantire le condizioni di governabilità e programmazione che, in questi ultimi anni, sono mancate a causa della pesante riduzione dei trasferimenti statali. Le Città Metropolitane di Milano, Messina, Catania e Palermo non sono ancora riuscite a chiudere il bilancio, per cui i rappresentanti delle amministrazioni chiedono l'adozione di soluzioni definitive reclamando l'assunzione di un ruolo attivo nelle decisioni future in considerazione che tali Enti non possono essere lasciati alla deriva perché rappresentano le istanze di ben 20 milioni di cittadini.

In tal senso, è stato anche chiesto un incontro urgente con il premier Gentiloni entro il mese di luglio, preannunciando che, in caso di assenza di soluzioni adeguate, saranno attuate proteste eclatanti, anche se, sempre nella serata di venerdì, il Presidente del Consiglio ha comunicato che fisserà, in tempi brevissimi, un incontro per affrontare le tematiche di maggiore urgenza.

Il sindaco metropolitano Accorinti, a conclusione del vertice, ha affermato che "non ci interessa chiudere i bilanci elemosinando con il cappello in mano, vogliamo risposte dallo Stato. In altre occasioni ho ribadito con forza che lo Stato non mette in condizione questi enti di poter operare nel pieno delle proprie funzioni, si deve porre attenzione ai cittadini e non proseguire sulla strada dei prelievi forzosi che stanno letteralmente uccidendo le Città Metropolitane. Il problema va chiarito e risolto definitivamente ed è per questo che si rende improrogabile un incontro con il premier Gentiloni, non è più sostenibile la politica del sostegno alle banche e poi lasciare queste importanti amministrazioni allo sbando. Da questo incontro si esce fuori tutti uniti verso un solo obiettivo che è quello di assicurare i diritti dei cittadini e gli stipendi per i dipendenti ed è per questo che metteremo in campo tutte le nostre energie e siamo disposti ad azioni eclatanti pur di realizzare la necessaria normalizzazione amministrativa degli enti".

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