Indagine sui rifiuti a Gela, le opposizioni all'attacco di Schifani

Indagine sui rifiuti a Gela, le opposizioni all’attacco di Schifani

Marco Olivieri

Indagine sui rifiuti a Gela, le opposizioni all’attacco di Schifani

giovedì 25 Giugno 2026 - 14:50

Da Barbagallo e Cateno De Luca a Nuccio Di Paola, Pd, ScN e Cinquestelle criticano la gestione regionale in seguito al caso della discarica di Timpazzo

SICILIA –  5 arresti per traffico illecito di rifiuti, inquinamento ambientale e gestione di rifiuti non autorizzata nella discarica di Timpazzo a Gela. L’indagine dei carabinieri, con il Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, occupa la scena politica. E le opposizioni invocano un cambio di passo da parte del governo regionale dopo il sequestro disposto dal giudice per le indagini preliminari.

Barbagallo: “Schifani non è stato in grado di varare un piano rifiuti vero in Sicilia”

Così Anthony Barbagallo, segretario regionale del Partito democratico: “I rifiuti erano, sono e restano uno dei problemi non risolti da Schifani alla guida della Regione con la Tari più cara d’Italia. Schifani non è stato in grado di varare un piano rifiuti vero con impianti di compostaggio al servizio dei Comuni che non sono stati messi nelle condizioni di realizzarli. E questo è il risultato della mancata programmazione: gli impianti non ci sono, i rifiuti si accumulano, cresce la pressione, arriva l’emergenza. E l’impianto di Timpazzo, a Gela, che dovrebbe ‘servire’ un determinato bacino diventa invece la discarica di mezza Sicilia”.

“Continua il coacervo di interessi e poltrone – aggiunge – che è l’unico elemento distintivo di questo governo e di questa maggioranza di centrodestra. La Sicilia è sommersa dai rifiuti, paga milioni per smaltirli all’estero e non sarà di certo l’illusione anacronistica dei termovalorizzatori a incenerire le responsabilità politiche di questo governo che, anche in questo ambito, ha privilegiato – conclude Barbagallo – interessi di pochi a quello supremo dei siciliani”.

Cateno De Luca: “Avevamo predetto ciò che poi si è verificato”

E questa la dichiarazione del leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca, che in passato aveva messo in discussione la gestione politica dei rifiuti da parte dell’allora presidente Musumeci: “Nel 2021, con gli esposti presentati alle Procure, abbiamo denunciato un sistema marcio e anticipato quello che sarebbe accaduto: la saturazione degli impianti pubblici, l’esportazione dei rifiuti fuori dalla Sicilia e l’aumento spropositato dei costi a carico dei cittadini. Così è stato. In queste ore l’inchiesta sulla discarica di Gela sta facendo emergere elementi che confermano quanto denuncio da anni, da solo e carte alla mano, sul sistema dei rifiuti in Sicilia. Mentre la politica regionale faceva finta di non vedere, nel maggio del 2021 presentavo un esposto dettagliato in tutte le Procure siciliane, denunciando un modello fallimentare fondato sulle emergenze, sul peso crescente dei privati e su un sistema che scaricava i costi sui cittadini. Quel sistema ha prodotto la saturazione delle discariche catanesi, anche con i rifiuti provenienti da Palermo; lo avevamo previsto negli esposti”.

“Sui rifiuti un’emergenza continua, a Messina abbiamo dimostrato che un sistema diverso è possibile”

Continua De Luca: “Oggi l’inchiesta di Gela, con arresti e sequestri per traffico illecito di rifiuti, riporta al centro quelle denunce. Anche su Gela avevamo previsto tutto perchè è il sistema che è marcio. Saturare gli impianti pubblici per permettere ai privati di fare profitti mentre i soldi per fare le piattaforme pubbliche, utili al recupero e al riciclo, sono fermi. Siamo stati, purtroppo, profeti di sciagure. Per anni la Sicilia è stata lasciata dentro un’emergenza continua, mentre i cittadini pagavano una Tari tra le più alte d’Italia. E adesso a Palermo fanno finta di cadere dal pero? Noi continueremo ad andare avanti senza fare sconti a nessuno. Chi ha gestito questo settore mettendo davanti interessi personali e logiche di potere dovrà assumersi le proprie responsabilità. A Messina abbiamo dimostrato che un sistema diverso è possibile. Ora questa battaglia deve riguardare tutta la Sicilia. La nostra regione merita trasparenza, competenza e rispetto”.

Di Paola: “Inefficienze sui rifiuti del governo Schifani”

Questo invece il commento del coordinatore regionale del Movimento Cinquestelle Nuccio Di Paola: “I dettagli agghiaccianti emersi nelle ultime ore sulla discarica di Timpazzo, dipinta dagli inquirenti come una vera e propria ‘Terra dei Fuochi’ con rifiuti non trattati e roghi tossici occultati sotto la sabbia persino durante i controlli dell’Arpa, confermano la totale implosione del sistema. La revoca immediata dei vertici societari da parte dell’assemblea dei sindaci è l’ennesimo atto d’accusa contro una gestione indifendibile, ma il vero nodo resta politico e strutturale. La verità è che la discarica di Timpazzo non avrebbe mai potuto funzionare, perché in pochissimo tempo è stata trasformata nel centro nevralgico dei rifiuti siciliani. Vi conferivano quasi tutti i Comuni dell’isola, calpestando deliberatamente il principio di prossimità, secondo cui i rifiuti dovrebbero muoversi il meno possibile dal luogo in cui vengono prodotti. Il governo Schifani ha preferito centralizzare tutto per coprire le proprie inefficienze, e con il piano degli inceneritori si appresta a ripetere esattamente lo stesso identico errore”.

“Modello fallimentare dei termovalorizzatori”

E ancora: “Il modello dei termovalorizzatori voluto dal presidente della Regione è speculare e fallimentare tanto quanto quello che ha portato al collasso di Timpazzo. L’intenzione della governance è infatti quella di creare due grandi poli su cui concentrare enormi quantità di rifiuti provenienti da tutti i Comuni siciliani, costringendo i territori a subire l’ennesimo accentramento in spregio alla salute pubblica e alla corretta pianificazione. I mega-impianti centralizzati replicheranno le stesse identiche storture, il caos gestionale e i costi esorbitanti legati ai trasporti, che alla fine peseranno sulle tasche dei cittadini. Questa vicenda dimostra che le vecchie logiche di governo hanno fallito su tutta la linea. Il modello che portiamo avanti noi, fondato su una gestione pubblica diffusa e trasparente, sulla legalità e sulla vera economia circolare a chilometro zero, è l’unico in grado di superare questi problemi strutturali e liberare la Sicilia dalla perenne emergenza”.

Articoli correlati

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED