Cacciola: "Ci sono i fondi per migliorare il tram. Assurdo toglierlo"

Cacciola: “Ci sono i fondi per migliorare il tram. Assurdo toglierlo”

Cacciola: “Ci sono i fondi per migliorare il tram. Assurdo toglierlo”

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sabato 14 Luglio 2018 - 22:31

L'ex assessore alla mobilità fa un quadro chiaro della linea tranviaria. In arrivo fondi per aumentare le vetture e migliorare il percorso

"La linea tranviaria di Messina costituisce l’asse portante del trasporto pubblico locale della nostra città e in questi vent’anni di vita, nonostante le travagliate vicissitudini, prima legate alla sua costruzione, poi alle discutibili scelte di percorso, ha avvicinato molti cittadini al Tpl". Lo dice l'ex assessore alla mobilità, Gaetano Cacciola.
"Grazie alla linea tranviaria cittadina – prosegue -, Messina si qualificava fra le poche città italiane che con maggiore sensibilità avevano raccolto il messaggio del cambiamento della mobilità nei centri cittadini. Utilizzare mezzi ecologici e ad alta frequenza era il modo migliore per seguire il percorso di cambiamento, da poco avviato per una “Mobilità Sostenibile”. Prima di allora si facevano solo i Pum (Piani urbani di mobilità) per pianificare la mobilità in città, oggi i Comuni devono redigere i Pums (Piani urbani per la mobilità sostenibile), non è più una scelta, è un obbligo perché le città devono essere realizzate a misura di uomo e non di auto".
Sull'ipotesi di togliere il tram. "Significa non solo tornare 20 anni indietro sul concetto di mobilità cittadina, ma significa soprattutto uscire da un contesto nazionale che dispone di finanziamenti e di linee guida basati sull’uso di mezzi ecologici e di trasporto rapido di massa. Non dimentichiamo infatti i finanziamenti definiti della “cura del ferro” (delibera Cipe del 17 dicembre 2017), che stanno distribuendo centinaia di milioni nelle città italiane, fra cui Messina che ha avuto 11,4 milioni di euro per migliorare sia alcuni tratti di linea, che per fare interventi di manutenzione straordinaria e di cosiddetto “revamping” delle vetture del tram (VEDI QUI)".
Cacciola ammette che la tranvia messinese presenta tante criticità, "dovute essenzialmente alla precedente cattiva gestione di Atm che fino al 2013 aveva portato ad un servizio di bassissima qualità, riducendo le iniziali 15 vetture addirittura a 4, non effettuando mai la manutenzione ordinaria dei mezzi che via via si sono deteriorati e che proprio per questo, oggi comportano una maggiore spesa di esercizio".
Ma "dal 2014 in avanti l’azienda, grazie ad una gestione oculata e “razionale” è riuscita a far ripartire il servizio tranviario e a migliorarlo sensibilmente, portando sei vetture costantemente in linea e due vetture sussidi che si aggiungono nelle ore di punta, per un totale di 8 vetture. Nel frattempo sono stati progettati interventi di manutenzione straordinaria per complessivi 4 milioni di euro a valere sui fondi Poc Metro, e con i già citati 11,4 milioni di euro della delibera Cipe del 17 dicembre 2017, si avrà la possibilità in pochi mesi di raggiungere almeno le 12 vetture in linea, con passaggi ogni 7-8 minuti. Questi interventi faranno ridurre i costi di esercizio perché riporteranno la linea e le vetture a condizioni di normale funzionamento".
Poi sull'aspetto economico: "Sentire che la tranvia è in squilibrio finanziario, cioè costa più dei ricavi ottenuti, non solo non è vero perché come tutti i servizi pubblici, oltre le entrate da bigliettazione, bisogna tener conto dei contributi regionali, ministeriali e comunali, ma è quanto mai pretestuoso perché in qualunque città è ben noto che la linea che costituisce l’asse portante come le metropolitane di Roma, di Milano o di Torino sono quelle più onerose, ma sono quelle che consentono di avere maggiore fidelizzazione cioè più utenza, più abbonamenti e maggiore bigliettazione. Togliere il tram significa mettere a rischio il numero di utenti. Si è passati dai 2 milioni di utenti annui del 2013 ai quasi 11 milioni del 2017, e nel contempo il contributo del comune e sceso da 21 milioni di euro a 13 milioni con un aumento dell’efficientamento del servizio, lato Comune, dal 10 al 70%. Il rischio è che se si elimina il tram gli utenti possono ridursi del 35-40%, ritornare quindi a 6-7 milioni di viaggi-utente l’anno e quindi una drastica riduzione di quell’efficientamento che l’attuale amministrazione intende migliorare. Le amministrazioni comunali, al di là delle dichiarazioni in campagna elettorale, hanno un obbligo nei confronti dei cittadini, fornire servizi, mai eliminarli. Più i servizi aumentano più aumenta la vivibilità e l’occupazione, lasciare a casa autisti significa non solo non garantire il servizio ma significa ridurre ulteriormente le opportunità di lavoro in città. Siamo riusciti a far viaggiare sul tram tutte le tipologie di cittadini, lavoratori, studenti, anche quelli universitari, ma soprattutto abbiamo fatto viaggiare anche le persone con difficoltà a deambulare o genitori con bambini in carrozzina, grazie anche ai progetti di attraversamento pedonale semaforizzato e scivoli di avvicinamento alla pedana di attesa del tram. Con le app li teniamo costantemente informati sul passaggio alla fermata. Cosa diranno se una mattina uscendo da casa non lo vedranno più? Il messaggio chiaro che ho recepito fin dal primo momento di confronto con gli assessori alla mobilità e i tecnici delle altre città è che se quando esci da casa non vedi il mezzo pubblico, non hai fiducia e non lo prendi. Se si dovesse togliere il tram ed il cittadino non lo vedesse più ci vorranno anni per recuperare la fiducia riconquistata e le auto invaderanno ancora e molto più di prima la nostra città. Chi non vuole il tram non ha interesse al miglioramento del Trasporto Pubblico Locale e sono proprio loro che devono comprendere che le città moderne non sono più costituite da strade larghe con auto e parcheggi in centro ma da grandi marciapiedi, attraversamenti rialzati, zone 30, parcheggi di interscambio in periferia, aree pedonali, piste ciclabili e soprattutto da un tpl su ferro e su gomma altamente ecologico (elettrico)".
In conclusione, "il tram può e deve essere migliorato sia per quanto riguarda la configurazione della linea, soprattutto lungo il tratto tra la prefettura e la stazione ferroviaria, che per quanto concerne l’ammodernamento delle vetture, per le quali i soldi sono già disponibili, ma non può e non deve essere eliminato perché l’involuzione culturale sarebbe così drastica da escludere Messina da qualunque circuito di città metropolitana sostenibile".

3 commenti

  1. Ritengo che sia troppo semplice questa considerazione dell’ex assessore da non considerare…..va bene “stravolgere per fare” ma non fino a questo punto, caro il nostro nuovo sindaco!!!!

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  2. Il tram è costato una fortuna che ha inciso nel deficit attuale (solo una parte della spesa è stata coperta dai fondi europei,forse 1/4;il resto lo stiamo pagando noi) senza per altro risolvere o attenuare i problemi legati alla circolazione.In una città estesa in lunghezza come la nostra sarebbe stato facile progettare un percorso che fosse venuto incontro alle esigenze della gente comune:scuole,ospedali,uffici,mercati,aree commerciali.Invece il percorso originale è stato modificato per non urtare interessi vari.Molto più veloce ed economico sarebbe stato un percorso nord-sud protetto da cordoli che garantisse l’attraversamento rapido a taxi,mezzi di soccorso,ordine pubblico e bus ecologici.Quindi o si modifica il tutto o si sostituisce

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  3. Ma il genio Cateno queste cose le pensa da solo o si fa aiutare da altri geni? Caro ex Assessore non si preoccupi che adesso arriva il tram che vola!

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