Intervista al direttore della Rems di Naso Giuseppe De Luca - Tempo Stretto

Intervista al direttore della Rems di Naso Giuseppe De Luca

Santi Cautela

Intervista al direttore della Rems di Naso Giuseppe De Luca

sabato 03 Agosto 2019 - 14:46
Intervista al direttore della Rems di Naso Giuseppe De Luca

Una struttura per l'esecuzione delle misure di sicurezza per gli autori di reato affetti da disturbi mentali. La Rems di Naso è una struttura efficiente.

La residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza, in acronimo REMS, in Italia, indica una struttura sanitaria di accoglienza per gli autori di reato affetti da disturbi mentali e socialmente pericolosi. La gestione interna è di esclusiva competenza sanitaria, poiché afferenti al Dipartimento di Salute Mentale (DSM).

In provincia di Messina, la struttura di Naso è all’avanguardia, è stata ieri visitata dai dirigenti dell’Asp insieme all’On. Catalfamo. Ad aprile 2015 sono stati i primi in Sicilia, ad oggi la Rems di Naso ha un trend di dimissioni di 100 soggetti che la pone tra le strutture più virtuose tra le trentatré Rems attive in Italia. Abbiamo quindi sentito il direttore, il Dottor Giuseppe De Luca.

Come giudica la sua esperienza alla guida di questa Rems?

Come esperienza senz’altro positiva la rems e ricca di soddisfazioni nata dalla chiusura degli ex Opg in forza di quanto disposto dalla legge 81/14 e che nn mutua rispetto a quest’ultimi la prevalenza dell’aspetto custodiale rispetto alle esigenze primarie di cure e terapie .la rems rappresenta l’eccezionalità del ricovero in ambiente detentivo ,nn la regola è laddove tutte le esperienze ambulatoriali residenziali e di ricovero,da parte dei dsm di appartenenza abbiano fatto registrare fallimento dei piano terapeutico.

Quali ingredienti rendono unico questo percorso umano per i detenuti?

La qualità professionale dell’equipe che ha come unico obbiettivo il raggiungimento di una compliance-psicofarmacologica dignitosa d valida con abbattimento del grado di pericolosità sociale in senso prettamente psichiatrico e la possibilità attraverso la presa in carico del soggetto da parte del dsm di appartenenza ( che obbligatoriamente deve avvenire entro i 45 gg dall’ingresso in rems ,e proseguire con le verifiche temporali ) e l’avvio di un percorso finalizzato al reintegro nel contesto sociale di appartenenza.

Quali progetti svilupperete nel nuovo anno?

Stiamo seguendo un altro soggetto in un percorso di studi presso l’università degli studi di Messina nella nostra cta (situata al piano inferiore ,struttura quest’ultima legata in maniera funzionale alla rems e della quale ne sono dirigente responsabile ) spesso i nostri progetti di riabilitazione vengono svolti insieme, tutto questo si traduce anche nella possibilità di un percorso virtuoso di comparare le varie fasi relazionali dei soggetti, in interfaccia con soggetti in parte colpiti da misure diverse. Stiamo lavorando già nel laboratorio teatrale alle rappresentazioni decembrine che i ragazzi alternano con la frequentazione della piscina, visite guidate a presidi di interesse culturale. Alcuni già lavorano alle attività presepuali, per la mostra annuale che si tiene a Capo d’Orlando, dove la struttura con i suoi manufatti è presente ogni anno con la riscossione di brillanti risultati.

Cosa può fare la politica per voi

La politica intesa come valore aggiunto può dare voce a questi nostri compagni di viaggio, cercare di prevedere forme di aiuto in concomitanza della loro uscita dal nostro circuito, forme di inclusione lavorativa e/o occupazionale, in fondo lo stigma della malattia mentale che in tanti vituperiamo se nn lo combattiamo rischia di diventare una condizione di esclusione e la malattia qualunque ne sia l’origine ed il distretto che colpisce deve essere fattore aggiunto ed inclusivo. Bisogna lavorare sempre a testa bassa confidando nell’assistenza della sorella fortuna e dopo avere conseguito un traguardo …continuare ….continuare …cercando di comprendere e di interpretare le necessità di questi nostri sfortunati compagni di viaggio.

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