Risanamento, tutti di fronte al prefetto. L’assessorato intanto prende precauzioni - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

Risanamento, tutti di fronte al prefetto. L’assessorato intanto prende precauzioni

Risanamento, tutti di fronte al prefetto. L’assessorato intanto prende precauzioni

venerdì 23 Marzo 2012 - 01:48

Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza convocato alle undici. Sul tavolo tutte le “carte”. Il consiglio del V quartiere inoltra le proprie richieste al prefetto

La convocazione è stata fissata per le undici e c’è da scommettere che il confronto non terminerà in tempi brevi. Sul tavolo verranno infatti scoperte tutte (o quasi) le carte dell’intricata vicenda dell’occupazione abusiva degli alloggi di Fondo Basile. E lo si farà di fronte al prefetto Alecci, che sulla questione ha più volte sollecitato la necessità di un incontro. Ci sarà il sindaco, ci sarà l’assessore Sparso, ci sarà il comandante Ferlisi, ci sarà il commissario dello Iacp che proprio qualche giorno fa ha inoltrato ufficialmente richiesta all’autorità giudiziaria di procedere alla consegna degli alloggi i custodia agli aventi diritto. Un’ “accortezza” assolutamente necessaria, su cui l’assessorato al risanamento si era espresso già all’indomani della determina sindacale con cui era stata prevista, nell’agosto scorso, l’assegnazione degli alloggi di Fondo Basile, Rione Santa Chiara, diventati pietra dello scandalo.

In una nota del settembre 2011 inviata all’allora commissario Iacp Laface, il dirigente dell’assessorato al risanamento Cardia scriveva: “Le chiavi dell’alloggio potranno essere consegnate dall’Iacp con le procedure di legge anche a titolo di custodia per scongiurare occupazioni abusive e/o danneggiamenti. Sarà dunque cura dell’Ente (Iacp, ndr) valutare se ricorrono le condizioni di legge per consegnare gli alloggi agli aventi diritto”. Condizioni che però, come si sa, sono venute meno per le ormai note vicende della ditta che ha realizzato i lavori senza però poterli portare a termine”.

Per scongiurare, però, che da ora in avanti la situazione possa ripetersi, l’assessore Sparso, con nota del 2 marzo scorso, ha invitato l’Enel “a non installare per gli alloggi siti in via Sant’Isidore angolo viale Giostra, (una volta che saranno recuperati), alcun apparecchio atto alla forniture e/o misurazione di energia elettrica se la richiesta non di attivazione non è accompagnata da autorizzazione del dipartimento risanamento, organo preposto all’assegnazione degli alloggi di edilizia pubblica”.

In vista dell’incontro intanto, il consiglio della V circoscrizione che nei fatti, con la denuncia di inizio febbraio, ha portato alla luce il caso delle occupazioni abusive, inoltra al prefetto alcune richiese ufficiali, cominciando proprio con lo sgombero della palazzina “prevedendo l’impiego della forza pubblica, se necessario: occorre che lo stabile venga riacquisito alla disponibilità piena del patrimonio pubblico al fine di poter ristabilire le condizioni di legalità che sono state calpestate per oltre un mese e mezzo. E’ misura pregiudiziale all’affidamento urgente degli alloggi liberati ai legittimi assegnatari, e pertanto non si può indugiare ancora: si stabiliscano modalità e tempistiche certe per procedere alla liberazione da parte degli abusivi. In secondo luogo, questo Consiglio circoscrizionale auspica che il Comitato ponga in essere direttive atte a comprendere se dietro le insolite e ripetute occupazioni abusive degli alloggi vi sia soltanto il cosiddetto “stato necessità” ovvero se vi siano dei disegni di criminalità più ampia che ha ritenuto di dimostrare con spregio e arroganza il proprio controllo sul difficile territorio di Giostra e il possesso ideologico della materia relativa al risanamento urbano: in tal senso, il Consiglio circoscrizionale esprime fiducia anche nell’azione della magistratura, correttamente chiamata in causa dallo IACP, che dovrà verificare l’effettiva natura delle occupazioni avvenute a Fondo Basile. Questo Consiglio circoscrizionale ritiene che le responsabilità – di chiunque esse siano – vadano chiaramente individuate, e vadano altrettanto indagate le catene di comando e di informazione che sovrintendono alla farraginosa macchina del risanamento urbano di Messina. Specificamente: si deve capire da dove provengano le informazioni riservate che danno il “la” alle ondate di occupazioni abusive. Infine, il Consiglio circoscrizionale auspica che il Comitato faccia chiarezza sull’insolito rimpallo di competenze e di responsabilità. Ne va, una volta per tutte, della dignità di questa città e della rispettabilità delle Istituzioni. Agisca, il Comitato prefettizio, in questa direzione. Avrà dalla sua parte la grande maggioranza perbene di questa città”. (E.DEP)

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2 commenti

  1. precario affamato 23 Marzo 2012 08:12

    si si si si fate tutte quello che volete ma quei poveracci lasciateli stare loro non anno nessuna colpa sono stati consigliati male e lo sanno tutti che e il CAPO POPOLO imbroglione che crede che le cose non sono cambiate ed prende in giro la povera gente promettendo promettendo presenta presente questo e questo autocertificazione che poi me la vedo io purtroppo ora i controlli sono fatti seriamente vero dirigenti all,risanamento fossi fossi ma caro CAPO POPOLO ti finiu a festa imbroglione e poi stai attento la pentola bolle bolle la legge va piano ma arriva

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  2. liliana parisi 23 Marzo 2012 10:06

    Finalmente!

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