Politica

“Io, precaria Asacom, dico basta alla guerra tra poveri. Ma lavoriamo tutti”

Chi scrive è una persona, una ragazza, una lavoratrice, una laureata, una terapista, un’ ASACOM acronimo che sta per “assistente all’autonomia e alla comunicazione” ovvero quella figura professionale che avvalendosi delle proprie capacità ed esperienza personale realizza, unitamente ad altre figure di supporto all’alunno con disabilità l’integrazione scolastica meglio specificata dall’art. 12, comma 4 della legge 104 del 1992 “l’integrazione scolastica ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della persona disabile nell’apprendimento, nella comunicazione,nelle relazioni e nella socializzazione.”

Chi scrive ha iniziato a svolgere tale servizio a Marzo del 2018 (alcune colleghe rivestono tale ruolo da periodi precedenti) dopo essere stata inserita in una short list di soggetti autorizzati a prestare assistenza specialistica creata a seguito di un avviso pubblico indotto dal comune di Messina, nello specifico come “educatore specializzato per minori autistici o affetti da gravi disturbi cognitivi comportamentali” , dimostrando di possedere i requisiti specifici per l’iscrizione al suddetto elenco (Laurea Magistrale, Mater, Dottorato di ricerca e/o specializzazione conseguita a seguito di esame relativamente ai metodi di intervento psico-educativo più noti e validati scientificamente e riconosciuti con le Linee Guida sull’autismo dell’Istituto Superiore della Sanità, e/o esperienza lavorativa comprovata nel campo dell’assistenza specialistica ai minori autistici..).

Chi scrive ritiene di aver svolto egregiamente il proprio lavoro con i piccoli utenti all’interno delle scuole giorno dopo giorno raggiungendo obiettivi fondamentali ed istaurando con loro e con le loro famiglie un rapporto di fiducia e affetto reciproco.

Chi scrive si trova oggi nella condizione di dover svolgere il proprio lavoro con l’amaro in bocca e con la consapevolezza che tra meno di un mese il proprio incarico terminerà e non avrà un seguito. Il 30 Giugno 37 ASACOM termineranno il loro rapporto di lavoro con l’Agenzia Messina social city senza possibilità di rinnovo in quanto l’intenzione, ormai chiara, di tale amministrazione è quella di riqualificare il personale interno, per interno si legga dipendenti della Messina Social City che hanno frequentato un corso professionale di 900 ore acquisendo il titolo ASACOM che attualmente svolgono altri ruoli (nello specifico assistenza educativa e assistenza igienico personale), ruoli che chi scrive tiene a precisare siano di fondamentale importanza per i bambini (“l’assistente all’igiene o di base ha il compito di occuparsi dei bisogni del minore quali ad esempio portarlo al bagno, aiutarlo durante i pasti ecc..” ). Difatti, come è stato affermato in una sentenza del TAR del Lazio n.9926 del 2007 l’assistente all’autonomia e alla comunicazione e l’assistente igienico personale contribuiscono a far vivere meglio all’alunno disabile “la quotidianità della scuola” e, come si evince più avanti dalla stessa sentenza, “ciascuna di queste figure ha un ruolo completamente diverso e complementare” ma pur sempre di aiuto alla piena e fattiva integrazione dell’alunno disabile.

Chi scrive è consapevole della dura, sacrificante e meritevole “battaglia” che i lavoratori dei servizi sociali hanno dovuto affrontare (alcuni per 20 anni o più) per ottenere solo lo scorso Marzo l’internalizzazione dei servizi sociali da parte di una società partecipata del Comune di Messina e uscire dal baratro del precariato.

È per tale consapevolezza che lungi dall’autore di queste parole e delle altre ASACOM del comune di Messina voler ottenere gli stessi diritti di chi da molto più tempo lotta e soffre.

Le ASACOM del comune di Messina non vogliono ottenere il contratto a tempo indeterminato, non vogliono scavalcare,superare, precedere o sorpassare nessuno.

Le ASACOM del comune di Messina vorrebbero solo continuare a lavorare in un servizio che è nato con loro, vorrebbero solo non dover lasciare i bimbi che da uno o più anni assistono, supportano e amano.

Le ASACOM del comune di Messina vorrebbero non deludere le aspettative dei genitori che a Settembre le aspettano a scuola a fianco dei loro figli e che hanno, a tale scopo, inviato una raccolta firme al Sig. Sindaco e ai Consiglieri Comunali “chiedendo con forza la continuità di questi professionisti laureati e con comprovata esperienza”.

Chi scrive ha solo la colpa di essere finito invischiato in una battaglia sindacale, in una guerra tra poveri e tra lavoratori che avrebbero dovuto invece coalizzarsi e far fronte comune, aizzati gli uni contro gli altri nella “guerra dei 0.72 centesimi” ( tale è infatti la differenza di retribuzione oraria tra le figure in questione).

Chi scrive, pur essendo consapevole dell’irrisorio valore di queste parole, nutre ancora la speranza che chi legge e in particolare le istituzioni pubbliche non siano “sorde” e non continuino a trattare gli ASACOM come una categoria invisibile e non meritevole della loro attenzione.

Roberta Scuderi

Un’ASACOM aspirante precaria