"Discriminazione è non consentire agli studenti di vivere il proprio tempo nell’Ateneo" - Tempostretto

“Discriminazione è non consentire agli studenti di vivere il proprio tempo nell’Ateneo”

Redazione

“Discriminazione è non consentire agli studenti di vivere il proprio tempo nell’Ateneo”

mercoledì 08 Settembre 2021 - 07:01

MESSINA. Il dibattito sul green pass all'Università

Gent.ma redazione, sono Antonio Centofanti assegnista di Ricerca in Anatomia umana e da poco eletto a rappresentare la mia comunità (assegnisti e dottorandi) in Senato accademico. Ho constatato come il documento dei 150 docenti abbia suscitato grande attenzione mediatica e ho trovato molto corretto concedere il diritto di replica al Magnifico Rettore. Il giorno dopo quel documento ho esposto il mio pensiero, che ho il piacere di sottoporre alla vostra attenzione. Nel ringraziarvi per come interpretate il giornalismo, in un’epoca buia, vi porgo cordiali saluti.

Il testo della lettera:

“In questi giorni ho letto il documento di 150 docenti universitari italiani, tra cui 8 messinesi, che si sono dichiarati contrari al green pass, poiché a loro avviso lede l’articolo 32 della costituzione. Questo perché le università italiane, hanno deciso che per riprendere regolarmente la vita di Ateneo dopo oltre un anno e mezzo, docenti, personale amministrativo e studenti dovessero possedere il green pass. Quello che lascia perplessi non è l’espressione di una posizione ideologica da parte di questo gruppo esiguo, ma l’assenza di una proposta costruttiva, per consentire ad una comunità di riacquisire il diritto di abitare il proprio Ateneo, in un contesto di sicurezza sanitaria. Per carità, si può essere contrari o meno ad un provvedimento, l’indossare la mascherina, il green pass, il lockdown rappresentano un chiaro stravolgimento della vita di ognuno di noi che abbiamo subito, ma queste “sanzioni” sono rese necessarie dai dati provenienti dalle terapie intensive, dai reparti Covid e dal numero dei positivi, non sono il risultato di una deriva. Per questo il solo dirsi contrari costituisce un esercizio fine a se stesso, non genera alcun impatto favorevole, fa impietosamente trasparire una evidente mancanza di visione, legata al fatto che gli studenti hanno subìto un allontanamento coattivo per oltre un anno e mezzo, la formazione culturale è stata azzoppata dalla teledidattica, è stato impedito loro di respirare l’aria delle aule universitarie, di vivere i propri colleghi, di assaporare la spensieratezza che solo gli anni universitari ti donano. Il nostro vivere quotidiano è guidato da una Pandemia, parola che racchiude tutta la drammaticità del momento, che ci ha divisi, allontanati: generare altri solchi , solo per mostrarsi , risulta poco accorto. Quando poi la posizione ideologica è accompagnata da parole come autoritarismo o  discriminazione, si comprende come sia scoordinato il pensiero e sembra far emergere una sete di visibilità che li porta a cercare una sovraesposizione mediatica sui social. La discriminazione più grande è non consentire agli studenti universitari e a tutta la comunità accademica di vivere il proprio tempo all’interno dell’Ateneo. (Antonio Centofanti)

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10 commenti

  1. Bravissimo Centofanti, è proprio così: il covid-19 è innanzitutto un problema scientifico, e poi politico. Ed è veramente deludente sapere che docenti di area scientifica si mettano di traverso per contrastare decreti ministeriali….

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  2. bonanno giuseppe 8 Settembre 2021 10:34

    come non concordare….poi docenti di area scientifica, mandiamoli a casuccia per un periodo , secondo me migliori di loro in giro ce ne saranno non solo 180 ma 360 …..e forse piu……………..

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    1. Perfettamente d’accordo. Non capisco perché si tergiversi. L’Ateneo normalmente è inflessibile quando ha uno straccio di legge che ti dice inequivocabilmente, di mandare a casa qualcuno. Non farlo può anche configurarsi come danno erariale. Sono stipendi da favola per i comuni mortali, quindi a casuccia fino a quando non “rischiano” di vaccinarsi così come , anche per sensibilità civica, hanno fatto milioni di italiani.

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  3. Docenti di “Area scientifica”? Non mi sembra proprio.

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  4. Manciaficu Filippu 9 Settembre 2021 13:02

    Ma come mai non si legge un commento dissidente?? Siete tutti contro i docenti immagino vero?? Nessuno libero non vaccinato si sente abusato vedendosi negato il diritto allo studio vero?? Nessuno sente il peso di una censura al pensiero contrapposto a quello che ormai viene propagandato dovunque, vacciniamoci vacciniamoci vacciniamoci.. Ma siete seri?? Ma avete studiato un po di storia?? Ma volgete mai gli occhi agli altri paesi d’europa e del mondo?? Conoscete il curriculum dell’uomo piu ricco del mondo che vende questi fantomatici vaccini?? Se ne puo parlare e discutere di sta cosa oppure no?? No perche media e giornalai passano il pensiero unico, la voce delle piazze viene censurata, manifestazioni a Roma Milano Torino ecc ecc, ma sono tutti pazzi va.. dobbiamo farci il siero sperimentale o per si o per forza, prima seconda terza e quarta dose, alla quinta c’è la Bialetti in omaggio, ma per favore va.. Ma fate i seri va.. L democrazia ha lasciato il posto alla dittatura quando non c’è piu libertà, ne d’azione ne di pensiero..

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  5. Il tampone salivare gratuito sarebbe la vera soluzione x tutti considerando che lascerebbe libertà a ciascuno di scegliere se accettare o rifiutare l’obbligo vaccinale con un prodotto che non assicura nemmeno l’immunità.

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  6. Quando si vuole trovare una soluzione mi sembra intelligente trovarla x esempio con i tamponi salivari, ma è evidente che non si vuole. Questa rigidità è incomprensibile se si vuole il bene comune cioè che tutta la comunità accademica viva il proprio tempo all’interno dell’Ateneo. Se poi qualcuno ha voluto “rischiare” di vaccinarsi mi sembra che sia un suo diritto così come quello che non ha “rischiato”. Quindi vedremo queste discriminazioni a cosa ci portano…temo che la storia non abbia insegnato niente!

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  7. C’è un errore nella considerazione del signor Centofanti, quei 150 docenti richiedono l’apertura di un dibattito politico di modo da trovare una soluzione per un rientro per tutti in sicurezza. In un intervista il portavoce chiede, per esempio, l’utilizzo del tampone salivare (poco costoso) per chi non possiede il green-pass, di modo da essere tutelati sia il diritto alla salute che il diritto allo studio e all’insegnamento. La proposta costruttiva è presente anche se lei non è riuscito a vederla.

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  8. Le soluzioni sono davanti ai ns occhi se realmente si perseguisse la lotta al contagio! Tamponi a tutti all’ingresso e senza tracciabilità successiva! Tamponi rapidi e gratuiti. Ma si vuole realmente perseguire il contagio?

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  9. Il tampone, salivare, orofaringeo, ecc., dice se c’è o no la malattia. Il vaccino PROTEGGE DAL CONTAGIO. E proteggerà tutti al 95% se tutti si vaccineranno, mettendo un MURO alla diffusione del virus, e ancor più alle sue varianti.
    Il messaggio che deve giungere quando si verificano positivizzazioni su vaccinati, NON E’ “il vaccino non funziona”, quanto piuttosto “A causa dei non vaccinati il virus trova terreno fertile e si trasforma in varianti più aggressive”.

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