Oggi la solenne celebrazione in Duomo e poi la storica processione
MESSINA – “Questo pomeriggio ho partecipato alla solenne celebrazione del Corpus Domini al Duomo, a cui segue la tradizionale processione del Vascelluzzo. Due appuntamenti che custodiscono una parte importante della storia, della fede e dell’identità di Messina. Essere presenti significa rinnovare un legame profondo con le nostre radici. È fondamentale custodire e tramandare la memoria della nostra città, affinché le nuove generazioni possano sentirsi parte di una storia che continua a vivere attraverso le nostre tradizioni. Grazie alla Confraternita di Santa Maria di Portosalvo dei Marinai e a tutti coloro che continuano a mantenere viva una delle testimonianze più autentiche e significative della nostra città”. Così il sindaco di Messina Federico Basile.


Dopo l’appuntamento della Madonna della Lettera, sempre nel segno della tradizione religiosa, oggi un altro momento intenso per i fedeli.

Le radici antiche del Vascelluzzo
La storia del Vascelluzzo ha radici antiche. Si tratta di un vascello a tre alberi lungo circa un metro con l’anima in legno rivestito da lamine d’argento che riproduce in maniera molto fedele un galeone. Il tutto è finemente lavorato a cesello. Sull’intera struttura compaiono varie date a partire dal 1644 (le date sulla base, 1767 e 1792, fanno pensare che questa sia successiva al vascello), ma documenti della fine del XVI secolo fanno accenni alla realizzazione dell’opera che la Confraternita dei Marinai aveva il privilegio di portare in processione.
Su due dei tre alberi viene fissato un reliquario che contiene i capelli con i quali, secondo la tradizione, la Madonna legò la lettera inviata ai messinesi. Sopra, due argentei puttini alati reggono una corona. Dalle fiancate sporgono otto cannoni per parte; altri sono presenti sulla poppa che mostra anche quattro cariatidi dorate. Sempre sulla poppa è presente l’immagine della Madonna sullo sfondo di Messina. Ed è visibile la Palazzata di Simone Gullì cominciata nel 1622.
Il vascello poggia su una base incisa con il motivo a onde marine, ornata con foglie e fiori, e sulle facce vi sono raffigurati i volti che secondo la tradizione sarebbero i marinai fondatori della Confraternita di S. Maria di Portosalvo.
L’assedio di Messina, le suppliche alla Madonna e la carestia del 1603
Vi sono inoltre quattro medaglioni con le effigi della Madonna della Lettera, di S. Alberto con la Bibbia e un giglio, S. Placido insieme ai fratelli (secondo la tradizione martirizzati e sepolti a Messina) e la Madonna di Portosalvo con la veduta di Messina.
A questo prezioso simulacro sono legati alcuni avvenimenti storici. Il più antico si rifà all’assedio di Messina da parte del duca Roberto di Calabria nel 1302. La città stava capitolando per fame quando, secondo la leggenda religiosa, grazie alle suppliche alla Madonna formulate da Alberto, monaco del convento di Pozzoleone, giunsero in porto delle navi cariche di grano e viveri che salvarono i messinesi. Ancora oggi il Vascelluzzo viene ricoperto di spighe di grano.
L’episodio collegato più spesso al Vascelluzzo risale al 1603, quando una terribile carestia colpì la città. Il fatto era risaputo e le imbarcazioni straniere cercavano di evitare il passaggio nello Stretto per non incorrere nelle azioni di pirateria degli affamati messinesi. Mentre una grossa nave proveniente dalla Grecia, carica di grano, transitava nello Stretto, sempre secondo la leggenda religiosa, una miracolosa tempesta provocata dalla Madonna costrinse l’imbarcazione ad approdare nel porto falcato, salvando la città. Ancora oggi il Vascelluzzo, adorno di spighe di grano, dopo la funzione del Corpus Domini, viene condotto a spalla dalla chiesa di S. Maria dei Marinai al Duomo, dove gli viene aggiunta la reliquia con i capelli della Madonna. Nel pomeriggio, dopo un giro attraverso la città, viene riportato alla chiesa dei Marinai, dove viene spogliato delle spighe che vengono distribuite ai fedeli insieme a piccoli pani di grano.
Alcune foto sono tratte dalla pagina Fb del sindaco Basile.
