L'incidente in via Circuito ha messo al centro del dibattito la necessità di più controlli e strumenti di prevenzione contro il Far West in strada
MESSINA – Ancora morti sulla strada. La fine inaccettabile della sedicenne Giulia Scimone, travolta da una moto in via Circuito mentre attraversava la strada, ha messo in primo piano due aspetti su cui è importante soffermarsi. Il primo, ovvio ma fondamentale, è che il rispetto del Codice della strada non è un optional. Assisitiamo quotidianamente a manovre azzardate, impennate, passaggi con il rosso, velocità eccessive, in un Far West in strada che non si può tollerare. Di conseguenza, siamo noi cittadini chiamati al rispetto delle regole di base contro una permanente insicurezza stradale.

L’altro elemento è la richiesta, da parte della cittadinanza, di più controlli e più strumenti di prevenzione. “Basta con i bulli che fanno il bello e il cattivo tempo in strada”, commenta una cittadina, invocando l’intervento di prefetta e sindaco. E un’altra: “Segnali stradali e strisce pedonali visibili, cordoli, dissuasori di velocità, presidi fissi della polizia municipale. Bisogna fare di più sul piano della sicurezza stradale”.

E un altro: “Sindaco, ieri sera mi trovavo nella zona Nord e non c’era neanche un vigile urbano. Correvano come pazzi sia macchine, sia motorini e moto. I controlli servono nelle zone della movida”. E ci scrive un altro cittadino: “Sono anni che chiediamo che la via Circuito venga considerata una via urbana con marciapiedi continui, segnaletica, illuminazione adeguata da entrambi i lati. E soprattutto con dissuasori di velocità. E invece nulla. La via Circuito, con locali e alta densità abitativa, ville e grossi complessi residenziali, palazzi e strutture ricettive importanti, è considerata un “circuito “ vero e proprio”.
“Gare di tutti i tipi di in via Circuito tra impennate e alta velocità, dedichiamo a Giulia Scimone questa strada”
Continua il cittadino: “Le notti estive vedono lo svolgersi di gare di tutti i tipi tra impennate di motorini e moto di grossa cilindrata, con tanto di bandiera di via e controllo dei tempi, e auto che viaggiano oltre i limiti di velocità. Il tutto senza nessun controllo di vigili, carabinieri o polizia, anche se chiamiamo ogni sera, compreso il giorno della tragedia. Si intervenga d’urgenza e si cambi anche questo nome assurdo, via Circuito, che risale a quando si facevano delle gare amatoriali autorizzate e quasi tutti i terreni erano giardini. Intitoliamo a Giulia Scimone questa strada nel suo ricordo e nella richiesta di sensibilità, di rispetto e senso civico ed educazione”.
“Ho visto passare un motociclista come un missile”
E un altro: “Vengano dislocate pattuglie in borghese a distanza di 100-150-200 metri una dall’altra in via Circuito, in via Lago grande e via Ortopedico. Ciascuna pattuglia, dotata di radio collegata con altre pattuglie, in modo da segnalare le numerose infrazioni di scooter e moto alla pattuglia successiva, sia messa in condizione di procedere al blocco e al sequestro del mezzo e delle patenti. È una misura troppo drastica? Il prezzo pagato da Giulia e da altre sventurate e sventurati è troppo poco per realizzare misure del genere? Ieri sera mentre tornavo a casa verso le 21, sempre su via Circuito, ho visto accelerare nella corsia opposta, e quindi contromano, un motociclista che è passato sparato come un missile percorrendo, volendo io essere prudente, 100-125 metri in 2 secondi circa. Secondo le leggi della fisica, in base alla velocità a cui andava, l’impatto con un corpo sarebbe stato devastante”.
Sempre la stessa persona invoca un rafforzamento dell’organico della polizia municipale e un’operazione “viabilità sicure”, con l’impiego pure dell’esercito. “Quante morte e quanti morti ci dovranno essere ancora? È un crimine sequestrare mezzi e patenti di sciagurati potenziali o reali portalutto? È un crimine adottare il pugno di ferro togliendo senza pietà e in modo subitaneo i mezzi agli spericolati?”.


….l’ educazione parte dai genitori…il modo, la spocchiosità di certi individui in sella a questi mezzi che io ritengo pericolosissimi è di una assurdità estrema.
Quella innocente creatura voleva vivere …voleva vivere con spensieratezza e gioia. Sarò impopolare ma se non c’è famiglia…niente e nulla può esistere.
R.i.p Giulia…Piango e mi rattristo.
Una città ostaggio delle moto e dei motorini parcheggiati su tutti i marciapiedi.
Un comportamento sulla strada che ricorda più quello di un paese asiatico .
Totale anarchia e impunitá.
Vigli sulla strada che “sfilano” con la paletta negli stivali ma fingono di non vedere .
Adesso, dopo questa tragedia, due settimane di chiacchiere , retorica vuota e impegni che non saranno mantenuti .
I riflettori si spegneranno e … “prendiamoci un’altra granita “.
Il pesce puzza dalla testa.
Il Ministro dell’interno dovrebbe leggere questi commenti e attivare il servizio di pulizia.