La messinese ha suonato due volte la viola a Sanremo: "Ma che emozione essere sul palco a Messina con i Pinguini Tattici"
MESSINA – È stata a Sanremo due volte, l’ultima nel 2023. Nello stesso anno ha suonato allo stadio Franco Scoglio con i Pinguini Tattici Nucleari, “un’emozione veramente bellissima, indescrivibile”. Sharon Scalera suona la viola e il violino, è un’artista di alto livello che con la musica è cresciuta, portandola con sé per tutta la vita. La giovane messinese, infatti, ha iniziato a suonare a 5 anni. Ed è proprio ai bambini che vuole lanciare un messaggio “educativo”.
Sharon Scalera: “Suono da quando avevo 5 anni”
Ma andiamo con ordine. Sharon Scalera ha raccontato a Tempostretto il suo percorso, da quel primo approccio al pianoforte all’età di 5 anni: “Ho iniziato a suonarlo sin da bambina, appunto a 5 anni. A 9 anni sono passata al violino, a 20 ho cominciato a suonare la viola. Mia madre era una pianista e per questo ho cominciato così. Poi piano piano ho preso la mia strada, prima studiando privatamente e poi al conservatorio”. Un percorso musicale affiancato allo studio e all’Erasmus, che ha portato avanti contemporaneamente.
Nella musica esperienze di vario tipo, fino a Sanremo: “È un’esperienza bellissima e almeno una volta nella vita per un musicista va fatta. Ogni artista ha la sua personalità, la sua passione e il proprio talento. Uno che mi è piaciuto più degli altri non c’è, perché ogni canzone mi ha dato un’emozione diversa”. Ma a proposito di emozioni, il concerto dei Pinguini Tattici Nucleari con cui è salita sul palco dello stadio Franco Scoglio è un ricordo speciale: “Suonare a Messina, la mia città, è stata un’emozione veramente bellissima”.

Partire o restare? Sharon: “Ognuno fa la sua scelta, ma…”
Difficile “partire” da una città del Sud Italia nel proprio percorso musicale? Sharon Scalera ha spiegato: “Ho avuto tante opportunità grazie a Dio, ma penso che Messina offra poco attualmente. Soprattutto a livello musicale. Anche perché forse la musica è poco capita. Io ho deciso comunque di restare, ma consapevole che a livello musicale c’è ben poco. Amo Messina, ognuno fa le sue scelte”.
Il messaggio educativo: “La musica è un’esperienza di vita”
Poi un messaggio ai più piccoli, a quei bambini che stanno iniziando a studiare musica: “Direi loro di dedicarsi alla musica per passione, di amarla e di prendere tutto ciò che può dare perché dà tanto. Io sono contenta di averlo fatto perché per me la musica educa a vivere: alla pazienza, all’ascolto, al rispetto verso gli altri. La musica apre gli orizzonti, come esperienza di vita. Io la consiglio a tutti i bambini. Ti fa crescere in maniera diversa. Lo studio della musica si porta avanti insieme agli altri, non è una cosa da sottovalutare. I musicisti come gli sportivi hanno bisogno di una squadra e di tanta resistenza”.
“Siamo in periodi difficili – ha aggiunto Sharon – e lo abbiamo visto anche durante il periodo del Covid. Bisogna sempre credere nei propri sogni, ma anche essere consapevoli che non è facile. Le orchestre sono poche, la pandemia ha acuito i problemi perché la cultura è stata messa da parte. Resta che secondo me tutti i bambini dovrebbero avere la musica nella loro vita. Chi è più portato può continuare a suonarla, ma non sempre si suona per tutta la vita. Te la porterai comunque dentro sempre”.
