La nuova stagione dei No Ponte: sì allo sviluppo reale - Tempo Stretto

La nuova stagione dei No Ponte: sì allo sviluppo reale

Rosaria Brancato

La nuova stagione dei No Ponte: sì allo sviluppo reale

sabato 27 Luglio 2019 - 08:36
La nuova stagione dei No Ponte: sì allo sviluppo reale

Messina- Un corteo dire sì alle infrastrutture utili e basta al fiume di soldi finiti altrove

Se non ora, quando?”. E’ questo lo spirito che ha portato in corteo centinaia di messinesi che hanno risposto all’appello della Rete No Ponte e di numerose associazioni pronte ad aprire una nuova stagione, quella che unisce la proposta alla protesta.

Il Ponte non è stato fatto e non è nei programmi, ma nel frattempo milioni di euro sono finiti altrove lasciando la Sicilia e Messina senza infrastrutture, servizi adeguati. Per usare un paradosso “sono stati tagliati tutti i ponti con il resto del Paese”.

Il corteo

Per gli organizzatori che ieri pomeriggio hanno sfilato in corteo a Torre Faro, toccando i “luoghi simbolo” della protesta, è stata la manifestazione più difficile ma anche la più importante. I manifestanti son venuti dalla Sicilia e dalla Calabria.

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Esserci oggi

“E’ un corteo che ha avuto molti nemici, anche in casa- commenta Gino Sturniolo, tra gli attivisti No Ponte di sempre- Esserci è importante perché dire no al Ponte è molto più difficile oggi che non sembra tra le priorità, ma è determinante perché abbiamo una piattaforma programmatica. Apriamo la stagione delle richieste. Nel frattempo i fiumi di risorse sono finiti altrove e non c’è alcuna strategia infrastrutturale per la Sicilia e per Messina, diventata sempre più povera”.

Dal concentramento di via Circuito il lungo serpentone si  è mosso verso l’abitato di Torre Faro  diretto, infine, alla  piazza principale. 

Tutela del territorio

“No Ponte, per le infrastrutture utili e la difesa del territorio” è la frase che campeggia sullo striscione di testa, mentre dal megafono si ricorda che “il ponte non è stato fatto ma sono stati costruiti milioni di ponti con milioni di euro andati in studi di progettazione, carotaggi”, insomma un No ad una macchina che ha ottenuto vantaggi paradossalmente più dalla promessa del Ponte che non dalla reale volontà di realizzarlo.

Quel fiume di sprechi…

Un messaggio chiaro, scrive Domiziana Giorgianni a nome della Rete,  che punta il dito ad un modello di sviluppo distante dalle reali necessità dei territori e, nello specifico, allo spreco di soldi che ha e  sta comportando il progetto del ponte. Soldi che dovrebbero, invece, esser investiti per il miglioramento della qualità della vita delle comunità locali. 

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Attivisti

In corteo attivisti da tutta la Sicilia e la Calabria, il consigliere comunale Alessandro Russo, l’ex candidato sindaco Gaetano Sciacca, i sindacalisti Orsa Mariano Massaro e Francesca Fusco, il pacifista Antonio Mazzeo ed i rappresentanti della Comunità Nigeriana a Messina.

Il corteo è il frutto di una campagna comunicativa e un’ampia mobilitazione iniziata a febbraio anche per fronteggiare i nuovi venti del sì che porteranno nei prossimi mesi alla prima manifestazione Pro Ponte proposta dalla Cisl.

Strada facendo al corteo si sono uniti gli abitanti di Torre Faro, mentre tra i cori si gridava “Ma quale ponte sullo stretto, vogliamo l’acqua nel rubinetto“.

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Deficit nord-sud

La Rete No Ponte vuol ribadire la necessità di un investimento virtuoso dei soldi pubblici e non il loro spreco per finalità differenti dal benessere della gente. “Se devono essere usati soldi pubblici, che si usino per colmare i deficit che segnano i nostri territori- conclude Domiziana Giorgianni- per il miglioramento di tutti quei servizi che qui sono carenti e vanno potenziati come la rete ferroviaria, stradale e autostradale per non parlare di servizi sociali e sanità. Ciò che oggi abbiamo voluto ribadire è l’idea che a stabilire le sorti dei territori sono unicamente gli abitanti e oggi la comunità di Torre Faro e i messinesi tutti l’ hanno detto a gran voce“.

Il corteo si è concluso con un comizio e con la consapevolezza che quello di ieri è un nuovo inizio, proprio quando intorno sembra che sia davvero stata messa la parola fine e invece fine non è.

Dalle finestre una signora dice ai manifestanti “signorina non si biliasse, il ponte non lo fanno….” E la signorina risponde che il problema oggi non è questo: ma seguire la direzione dei soldi. Dove portano e dove vanno a finire.

Rosaria Brancato

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3 commenti

  1. visto che siamo in Democrazia si indica un Referendum Popolare,in modo da poter contare una volta per tutte i favorevoli e i contrari a questo ponte dello stretto,cosi’ potremo anche contare i tanti si’ della lega nord.

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  2. Facciamo decidere ad un referendum ?Solo così si potrà stabilire i No e Si. Inutile fare cortei inutili per la decisione, la parola al Popolo.

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  3. Mi sono reso conto che se nei secoli passati fossero esistiti i no tav no ponte ed affini, ed avessero avuto molta visibilità non avremmo ferrovie, autostrade ed aeroporti, e questi articoli li potremmo leggere solo grazie ai piccioni viaggiatori.

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