La Regione dà ragione a Croce: "La competenza è dell'Anac"

La Regione dà ragione a Croce: “La competenza è dell’Anac”

Redazione

La Regione dà ragione a Croce: “La competenza è dell’Anac”

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martedì 13 Febbraio 2024 - 10:50

Per i dirigenti, il consigliere non è incompatibile e può rimanere a Palazzo Zanca. Russo: "Incompatibilità non è ineleggibilità"

MESSINA – Il consigliere comunale Maurizio Croce è compatibile o incompatibile? Per i dirigenti regionali sì, considerando l’Anac l’autorità più autorevole, nel caso specifico, a pronunciarsi. Il presidente Schifani, di recente, ha infatti scritto al “suo” dirigente generale del Dipartimento delle autonomie locali per avere un nuovo parere. Il quesito nasce dal ruolo dell’ex candidato sindaco del centrodestra come soggetto attuatore delegato del Commissario di governo per il contrasto del dissesto idrogeologico nella Regione siciliana. Nel documento – firmato dal funzionario direttivo Giovanni Cocco, dal dirigente del servizio Giovanni Corso e daldirigente generale Salvatore Taormina – si dà risalto al parere dell’Autorità nazionale anticorruzione.

La risposta dei dirigenti è stata inviata pure al presidente del Consiglio comunale Pergolizzi e al diretto interessato. Nel frattempo, oggi il Consiglio, in seduta straordinaria, dovrà proprio discutere “la proposta di delibera relativa alla contestazione al consigliere Croce delle cause di ineleggibilità e/o incompatibilità sopravvenuta di cui agli articoli 9 e 10 della legge regionale 31/1986″.

Nel documento si citano i vari orientamenti: quello dell’Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, che sostiene che il consigliere sia incompatibile, e il pronunciamento dell’Anac, favorevole a Croce. Secondo i dirigenti della Regione siciliana, in base all’articolo 16 del decreto legislativo del 2013, su “inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico”, “per la materia in questione” si assegnano “tali competenze all’Autorità nazionale
anticorruzione”.

“L’Anac è competente in materia” e dunque Croce è compatibile

Quest’ultima “vigila sul rispetto, da parte delle amministrazioni pubbliche, degli enti pubblici e degli enti di diritto privato in controllo pubblico, delle disposizioni di cui al presente decreto, anche con l’esercizio di poteri ispettivi e di accertamento di singole fattispecie di conferimento degli incarichi”. E, mettono in evidenza i dirigenti, queste “funzioni di vigilanza sono state effettivamente esercitate dall’Anac”. Da parte sua, il Consiglio di Stato ha chiarito, si rieva nel documento, che “il potere di accertamento attribuito all’Anac si traduce in un provvedimento di accertamento costitutivo di effetti giuridici”. Ovvero, il parere dell’Autorità è “produttivo di conseguenze giuridiche, perciò ha carattere provvedimentale. Nel caso di incarico già conferito, l’Anac, ove ritenga violata la legge, accerta la nullità dell’atto di suo conferimento”.

In sostanza, dando centralità alla competenza dell’Autorità nazionale anticorruzione, la posizione di Croce, per i dirigenti del Dipartimento delle autonomie locali, non è d’incompatibilità.

Pergolizzi: “Per il Consiglio non cambia nulla”

Da parte sua, il presidente Nello Pergolizzi aveva precisato in precedenza, in merito alla lettera di Schifani: “Nulla cambia per il Consiglio comunale, chiamato a pronunciarsi in seduta straordinaria. Rilevo che nulla cambia perché il Consiglio si occuperà dell’incompatibilità come consigliere. Al contrario, ciò che preme verificare alla Regione è l’incompatibilità come soggetto attuatore, in base all’interpretazione del decreto legge 39 su inconferibilità e incompatibilità”.

Russo: “Incompatibilità non è ineleggibilità”

Sottolinea l’ex consigliere Alessandro Russo (Pd), che potrebbe subentrare a Palazzo Zanca: “Incompatibilità non è ineleggibilità. Siamo al capovolgimento della stessa gerarchia delle fonti per cui un dipartimento regionale di nomina politica di Schifani sostiene che l’Avvocatura dello Stato (organo di consulenza giuridica della Regione stessa) vale meno di una Autorità come l’Anac. E che Anac prevarrebbe anche per materie di competenze regionali esclusive come sono le fattispecie di ineleggibilità (ripetiamo: ineleggibilità, non Incompatibilità per il testo unico 39/2013). Incompatibilità: nomina di Croce come soggetto attuatore (rilievo e interesse per Schifani). Ineleggibilità: ruolo di vertice amministrativo dello Stato che rende ineleggibile per sé chi ne è investito (L.R. 31/1986, che con il 39/2013 non c’azzecca nulla. Come non c’azzecca l’Anac). E tutto questo per cosa? Per difendere l’indifendibile: ossia il più assenteista consigliere della città di Messina (Croce invia le pec alla presidenza in quanto assente per motivi di lavoro, n.d.r.). Colui il quale è mancato a 146 consigli comunali su 155”.

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