La denuncia del consigliere Russo che scrive al sindaco Basile: "Fatto gravissimo con intento discriminatorio"
MESSINA – “Per la terza volta in tre anni, sul tratto di spiaggia localizzata in località Capo Rasocolmo (San Saba) oltre le cosiddette “montagne di sabbia”, interessata ormai dal 2022 dalla individuazione — per ordinanza commissariale — di un tratto di litorale nel quale è possibile l’attività di fruizione balneare naturistica, è stata compiuta da parte di ignoti una gravissima azione di vandalizzazione e di inquinamento dell’arenile con il versamento su un’ampia parte dello stesso di una notevole quantità di materiale oleoso e catramoso che impedisce la serena fruizione della spiaggia da parte dei bagnanti”. La denuncia è del consigliere del Partito Democratico, Alessandro Russo, che ha inviato una nota al sindaco Federico Basile, chiedendo un suo intervento.
Un’azione mirata contro chi pratica il naturismo?
Russo ricorda come annualmente, in concomitanza dell’apertura della stagione balneare, su questo tratto di spiaggia si verifichi sempre questo tipo di azione. “Il che – sottolinea il consigliere – porta a pensare che la matrice che anima i terzi ignoti che la compiono sia duplice: innanzitutto, sporcare il litorale per impedirne la fruizione e in secondo luogo, visto che in quel tratto di spiaggia si pratica il naturismo, colpire la comunità di cittadini che lo praticano”.

Il consigliere ricorda inoltre che quella spiaggia è “inoltre frequentata da cittadini, uomini e donne, delle più differenti inclinazioni di genere”. “Il che – continua Russo – induce a ritenere come l’atto sia chiaramente qualificabile come direttamente ostile alle diversità di genere che ivi si ritrovano per fruire naturisticamente del mare. Se così stanno le cose, e non c’è alcuna altra ragione di pensarla diversamente, stante l’evidente connessione con l’utilizzo della spiaggia, ritengo che il fatto sia gravissimo sia per l’intento discriminatorio che per il potenziale rischio per la sicurezza dei fruitori del mare: chi si perita annualmente a compiere un tale grave atto di inquinamento e intimidazione, infatti, non si ritiene possa avere scrupoli nel compiere più gravi fatti a danno dei liberi cittadini che usufruiscono di quel tratto di spiaggia”.
Le richieste a Basile
Il consigliere Russo ha chiesto quindi al sindaco Basile “un’azione di pulitura dell’arenile interessato, onde evitare inquinamento di più ampia parte della spiaggia”. In secondo luogo, viene chiesto a Basile di attivare la Polizia Municipale e, nel quadro del coordinamento interistituzionale, e di investire della questione la Prefettura di Messina e la Questura, “onde avviare delle azioni di indagine e accertamento delle responsabilità di questi gravissimi atti – aggiunge Russo – per perseguire e individuare gli ignoti soggetti che, per il terzo anno consecutivo, credono, con questi gesti violenti e inquinanti, di poter decidere della libertà dei cittadini quasi che la spiaggia fosse una cosa loro”.

“Chissi si chi sun barbari . Abbiamo un tratto di costa bellissimo per la balneazione e lo si degrada tanto per rovinare. Che si puniscano in modo esemplare.
Per poterli punire, occorre individuarli. Il che significa mettere sotto sorveglianza la zona. Chiaramente, coloro che sporcano cosi’, sono persone che non amano questi luoghi. La zona poi, ha una potenziale formidabile vocazione turistica, di cui si giovano le poche strutture turistico alberghiere, balneari e di ristorazione, ivi esistenti. Peraltro, dalla foto, si vede qualcosa che prima non c’era : un abbozzo di muretto abusivo fatto con pietre. Notate che il catrame oleoso, non è diffuso in tutta la spiaggia, ma si localizza proprio in quel punto, dopo il costone sabbioso. Le pietre sono del posto : se ne puo’ dedurre che si è voluto vandalizzare la base di un riparo, che poi viene completato, ad esempio, con teli o un ombrellone. Tipico di chi vive quel luogo. Perchè reagire cosi’ , allora ?