La tempesta di scirocco sferza la tirrenica, ora arriva la mareggiata sulla costa ionica - Tempostretto

La tempesta di scirocco sferza la tirrenica, ora arriva la mareggiata sulla costa ionica

Daniele Ingemi

La tempesta di scirocco sferza la tirrenica, ora arriva la mareggiata sulla costa ionica

lunedì 22 Aprile 2019 - 13:17
La tempesta di scirocco sferza la tirrenica, ora arriva la mareggiata sulla costa ionica

Registrate raffiche di vento superiori ai 140 km/h sui Peloritani, in serata atteso un nuovo picco del vento

Ampiamente prevista da giorni la tempesta di scirocco stamane ha sferzato l’intera costa tirrenica e l’area dello Stretto di Messina, con raffiche che allo sbocco delle fiumare hanno raggiunto i 100 km/h, localmente anche più. Specialmente lungo le strette vallate dei Peloritani, dove la particolare topografia permette ai forti venti di sfogare e amplificare tutto il flusso eolico attivo in libera atmosfera (in quota, dove non sono presenti ostacoli). Tra i valori anemometrici più elevati spiccano i 155 km/h registrati dalla stazione di Novara di Sicilia e i 144 km/h di San Pierniceto, entrambi appartenente alla rete del Sias (Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano). Parliamo di valori di tutto rispetto, anche se lontani dai record storici.

Difatti la stazione meteorologica di Novara di Sicilia, assieme ad altre stazioni limitrofe, come quella di San Pierniceto, è particolarmente esposta alla furia dei venti di caduta, originati dai possenti flussi sciroccali che investono in pieno la Sicilia ed il bacino centrale del Mediterraneo, in determinate situazioni sinottiche, accompagnate da un fitto “gradiente barico orizzontale”, spesso disposto con i propri massimi lungo il bacino tirrenico (isobare molto strette). Non di rado la stazione, durante fasi sciroccali particolarmente intense, con una sostenuta ventilazione meridionale nei bassi strati, riesce a registrare picchi di raffica veramente ragguardevoli, con punte che possono oltrepassare agevolmente la soglia dei 120-130 km/h, mentre nelle stazioni attigue, meno esposte alle raffiche “catabatiche” che tendono a incanalarsi lungo le strette vallate dei Peloritani e dei Nebrodi, in genere non si va oltre gli 80-90 km/h.

Ciò significa che la stazione detiene una particolare propensione alle raffiche di caduta, le quali tendono ad acquistare ulteriore forza e velocità quando si trovano a scendere lungo le strette vallate o i pendii, che degradano verso la costa tirrenica. Lo scirocco è un vento che molte volte arreca violente burrasche di vento, se non vere e proprie tempeste sulla fascia tirrenica siciliana, dato che le correnti da SE e S-SE, dopo aver scavalcato rapidamente i crinali di Nebrodi e Peloritani, si buttano con raffiche impetuose di caduta verso la fascia litoranea, acquistando ulteriore velocità durante la brusca discesa e presentando una componente molto turbolenta e rafficosa, causa lo scavalcamento orografico.

In queste situazioni, quando nei medi e bassi strati prevale un flusso sud-orientale ben strutturato fino ai 1500-2000 metri, le vallate dei Peloritani, che degradano da SE a NO verso il Tirreno, favoriscono una più rapida “canalizzazione” del flusso eolico sciroccale, il quale tende ad acquistare notevole velocità, amplificandosi per l’effetto dell’incanalamento orografico (“channelling”), specie in prossimità dei grandi torrenti (fiumare). L’effetto dell’incanalamento orografico, all’interno delle valli che caratterizzano la dorsale dei Peloritani, va a sommarsi all’infittimento delle isobare e al calo della pressione atmosferica, determinando quelle che in meteorologia vengono chiamate “downslope wind”, venti forti dai pendii (caratteristici del territorio messinese).

Se poi le isobare, già strette fra loro, tendono a disporsi quasi in parallelo con l’orientamento delle vallate dei Peloritani, le intense correnti attivate dal fitto “gradiente barico orizzontale” possono localmente “degenerare” in vere e proprie tempeste o autentici fortunali, con raffiche molto turbolente che toccano agevolmente i 100-130 km/h all’uscita delle principali vallate. Se a ciò aggiungiamo la presenza di un forte “gradiente barico orizzontale” disposto proprio sul bacino tirrenico, con un fitto addensamento di isobare a prevalente curvatura ciclonica, si scatena il massimo eolico associato a quel determinato tipo di situazione sinottica.

Nelle prossime ore, dopo un temporaneo calo, il flusso sciroccale entro sera dovrebbe far registrare un nuovo picco, anche se sarà meno intenso di quello registrato in mattinata, con raffiche forti e turbolenti ancora presenti sulla costa tirrenica e nella parte nord dello Stretto, mentre da Capo Alì a Giardini Naxos la ventilazione non subirà particolari variazioni, rimanendo debole o temporaneamente moderata. La sciroccata, inoltre, sta causando delle mareggiate lungo tutto il litorale dello Stretto, e dalla serata mareggiate da onda lunga flagelleranno la costa ionica, dove arriveranno treni d’onda alti fino a 4 metri. La scirocco finirà definitivamente non prima del pomeriggio di domani, lasciando dietro di sé un ambiente caldo e intriso di umidità, spray marino e polvere desertica.

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