Al Nuovo Teatro Scaletta, per la rassegna "Abitare il tempo" diretta da Puglisi, una accattivante pièce. Regia di Sensi e interpretazione di Sturiale
Dallo script di Rosa A. Menduni e Roberto De Giorgi, Tiziana Sensi ha diretto Maria Stella Sturiale nella accattivante pièce “Qualcosa di lei”.
Una produzione L’aria del continente, andata in scena il 22 febbraio alle 18:30 al Nuovo Teatro Scaletta per la stagione 2025/26, nel solco della rassegna “Abitare il tempo”, con la direzione di Maurizio Puglisi.
Da tempo in tournée, l’odierna performance ha messo il focus sul personaggio sfaccettato di Claudia,affermata manager nel settore della moda, resa magistralmente in questa rappresentazione monologante.per ben75 minuti,da M.S. Sturiale, artista a tutto tondo, non solo come interprete, ma attiva altresì quale doppiatrice e nel campo della formazione ,sempre in ambito teatrale.
Tema centrale gli albori della sua relazione con Francesco con connotazioni di progressiva intensità,che via via,però andrà ad appannarsi fino a consumarsi.
Così , se le motivazioni della rottura, che sembrerebbe inspiegabile, hanno dato vita ad un piccolo giallo, non sono mancati gli spunti esilaranti come in qualsivoglia rapporto sentimentale ; si è sorriso, allora, ma riflettuto al contempo, fino al momento finale che ha svelato qualcosa di sorprendente,collegata alla richiesta di un ultimo incontro fra i due amanti.
Claudia nel ripercorrere le tappe di quel legame, che sembra giunto davvero al capolinea per sua scelta,appare risolta ed a proprio agio,senza alcuna traccia di rimorso,anzi lasciando trasparire un certo senso di compiaciuta vittoria,pur se già nell’incipit qualcosa sembra non corrispondere a tale lettura…la preparazione di quelle dieci goccine,di ansiolitico,può presumersi,con cui è stato presentato il personaggio,azione che si è reiterata nella chiusa,a sottolineare il suo pur mascherato disagio esistenziale.
La magia iniziale ha lasciato il posto alla caduta dell’incanto, alle prevaricazioni della protagonista, che pare godere nell’aver reso l’esistenza del partner un incubo.
E così litigi ripetuti hanno via via messo la sordina alla passione,e la gelosia di una donna del passato di Francesco, pure oramai un ricordo “tout court”, ha contribuito a compromettere il menage, generando sordo rancore,unitamente al sospetto su presunte attenzioni del partner nei confronti della fidanzata del suo capo. Le pesanti dinamiche di potere che governano i rapporti di coppia sono state vieppiù messe a nudo secondo il punto di vista, quello femminile del nostro personaggio, che è apparso risoluto nel rendere un inferno la vita del compagno e farcelo percepire quale un fallito. La scena,con ambientazione nella dimora di lei,si è presentata strabordante di mobilio e suppellettili colorate,utensili,rituali e reperti che di quel rapporto sono stati testimonianze e Claudia ha indossato e dismesso indumenti vari, più vesti a mostrare la complessità del suo essere donna. Un ben dosato uso della illuminazione scenica ha evidenziato i momenti clou della “piece”.La musica,invece, non è stata volutamente elemento preponderante. La facciata ha mostrato dunque solo l’eccitazione di Claudia senza il minimo segno di rimorso, che sembrerebbe non abitarla.
Il quadretto si è completato,apparentemente in guisa monolitica,con la rivelazione della protagonista del suo far ricorso ad uomini da comprare,modalità che una visione patriarcale ancora ai nostri tempi ha infarcito di disprezzo.Una prova ben congegnata,sotto l’abile regia di T.Sensi,che con discrezione ha disegnato un ruolo non facile, a tratti sgradevole, anzi, perché apparentemente infarcito di prepotenza a senso unico, che la resa della Sturiale ha saputo consegnarci in modo impeccabile, lasciando poco a poco venir fuori i toni sommersi,i chiaroscuri, fino a rendere la Claudia di finzione meno coriacea e molto più credibile e a restituirle l’anima che avrebbe voluto celarci.
Apprezzamento è stato ripetutamente espresso dal numeroso pubblico,che ha meritatamente premiato una rappresentazione che ha ben scandagliato i gangli a prima vista insondabili delle relazioni amorose ,che se per lo più sono indecifrabili, se si gratta via il primo strato,quello che traspare “prima facie”, fanno emergere sotto coperture nascoste aspetti assai rilevanti nella loro contraddittorietà.
