"Lei implorava aiuto in silenzio", parla il vigile che salvò la prima vittima di Santo Bonfiglio

“Lei implorava aiuto in silenzio”, parla il vigile che salvò la prima vittima di Santo Bonfiglio

Alessandra Serio

“Lei implorava aiuto in silenzio”, parla il vigile che salvò la prima vittima di Santo Bonfiglio

mercoledì 18 Marzo 2026 - 08:00

Domenico Azzarello ricostruisce l'episodio del 2008 e del femminicidio Zinnanti dice: "Com'è possibile che sia accaduto di nuovo?"

“Aspettavo che mio figlio rientrasse e quando ho sentito rumore ho temuto il peggio, ho pensato ad un incidente e sono uscito in fretta in strada. Invece ho visto una donna a terra”. Così Domenico Azzarello, ricorda la sera in cui, nel 2008 a Spadafora, ha strappato l’allora compagna di Santo Bonfiglio alla fine che sarebbe anni dopo toccata a Daniela Zinnanti. Per quell’aggressione Bonfiglio venne arrestato processato e poi condannato in appello a 3 anni per lesioni e non più tentato omicidio, che era l’accusa iniziale.

“Implorava aiuto con gli occhi”

L’ex vigile urbano ricorda come fosse ieri quella notte di 18 anni fa: “Lei era a terra, diceva di avere il braccio rotto, era chiaro che avesse bisogno di aiuto. Lui vicino, in mutande, la esortava ad alzarsi e rientrare. Ma lei mi guardava fisso negli occhi, mi chiedeva aiuto in silenzio, e io ho insistito; ho invitato lui ad entrare e rivestirsi, io nel frattempo avrei chiamato il 118. Quando è rimasta sola lei mi ha chiesto di non abbandonarla, raccontandomi che era stata picchiata in casa, era riuscita a fuggire in strada dove però lui l’aveva riacchiappata e gettata a terra, rompendole il braccio. Mi implorava aiuto, ho chiesto a mia moglie di chiamare la polizia. Lui nel frattempo è tornato fuori, non mi sono accorto che sotto la camicia aveva un coltello, si è chinato su di lei dicendo di volerla aiutare a rialzarsi, invece l’ha colpita con la lama. Io sono riuscito a farlo cadere a terra, anche il coltello è caduto, e insieme a mia moglie abbiamo offerto riparo alla ragazza, dentro il nostro portone, l’atrio di è riempito di sangue. Solo a quel punto lui è fuggito, sentendoci urlare che stavamo avvisando le forze dell’ordine”.

“Giovani, intervenite sempre se qualcuno è in pericolo”

Azzarello è conscio di aver rischiato grosso anche lui, ma non esiterebbe a rifarlo: “Ricordo che è tornata a ringraziarmi, quando è uscita dall’ospedale. Purtroppo poi non ho più visto quella ragazza, aveva preso una casa in affitto insieme a Bonfiglio, poi è sparita anche lei”. Azzarello ha ricevuto un encomio per quell’intervento salvifico, ma non si sente un eroe: “Tutti devono farlo, lo dico soprattutto alle nuove generazioni, se c’è un pericolo dovete intervenire”.

Una targa e tanta amarezza

Il vigile urbano oggi ha 75 anni, è in pensione da 11, di quella notte gli resta una targa d’encomio che mostra fiero (foto d’apertura) ma anche una amarezza impossibile da digerire: “Quando ho sentito del femminicidio di Messina ho pensato: ma come è possibile che un tizio come quello se la sia cavato con soli 3 anni, come è possibile che sia accaduto ancora?”. Una domanda e una amarezza condivisa, come dimostrano le dichiarazioni ai funerali di Daniela Zinnanti, funerali ieri pomeriggio in Cattedrale a Messina, e la fiaccolata svolta in serata in suo onore e contro tutti i femminicidi.

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Un commento

  1. GiuseppeDaMessina 18 Marzo 2026 09:39

    Ci si chiede come si possa pensare a condannare solo per lesioni e non per tentato omicidio, un atto così descritto dal testimone. In Italia vi é troppo garantismo e sicuramente non è un buon deterrente per gli aspiranti delinquenti.

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