Insegnante in pensione, una signora racconta: "Ci siamo sentiti abbandonati, tra l'aria irrespirabile e il caldo"
MESSINA – “Non riconosco più la mia città. Sono stata 40 anni a Milano, come insegnante, e il ritorno qui è stato traumatico. Vivo con mia madre, disabile, e siamo stati 18 ore senza luce e senza che nessuno ci dicesse nulla. Abbandonati. Dalle 23 del 25 alle 17.45 del 26 luglio”. La signora vive a Giostra, vicino all’incendio, e racconta i disagi che ha vissuto: “L’odore insopportabile di fumo rendeva l’aria irrespirabile ma era necessario aprire le finestre per via del caldo. Non parliamo poi di tutta la roba nel congelatore da buttare”.
L’amministrazione comunale è stata in contatto costante con Enel fino alla risoluzione dei problemi in ogni zona della città, da San Licandro (dalla notte fino alle 18.30) a Gazzi. “Entro la serata tutto ripristinato”, ci ha avvisato l’assessore Minutoli. Ma la cittadina avrebbe voluto sentire in quelle ore “una vicinanza d’istituzioni e forze dell’ordine. Nessun segnale. Oggi penso che l’unica soluzione sia andare via da Messina. Ci sto pensando seriamente. I tempi degli interventi erano molto più rapidi a Milano, quando nasceva un problema”.
Aggiunge l’insegnante in pensione: “Guardo quel terriccio rimasto dopo l’abbattimento delle baracche e penso: quanti secoli dovremo aspettare per vedere qualcosa di nuovo in sostituzione delle strutture abbattute a Giostra? Nel 2016 ho dovuto fare la doccia con l’acqua minerale, per via della crisi idrica, e d’emergenza in emergenza la qualità della vita è davvero bassa”.

Ma come, vuole andare via, siamo la Città della Musica, degli Eventi di Calciomercato originale. del Sindaco che vede la luce in Fondo al Tunnel…..del PONTE DEGLI ITALIANI di SALVINI e i Suoi fedelissimi sopratutto messinesi ……..cosi i pacci diciamo in gergo…
Capisco eccome il disagio, la paura e tutto il resto, ma qui l’amministrazione poteva ben poco. Bisognerebbe ricordarsi di tutto ciò quando si va a votare, perché il fatto che si pensi di spendere vagonate di soldi pubblici (da dove arrivino conta poco, sempre noi ce li mettiamo) per fare spot elettorali in una regione che non ha nemmeno le risorse per far fronte agli incendi è semplicemente vergognoso. Ricordarselo nell’urna.
È bastato pochissimo per riportarci tutti con i piedi per terra.
A Messina non funziona ancora nulla e mi dà fastidio sentire l’autocelebrazione della politica in occasioni di feste sagre concerti e inezie di altro tipo.
Ribadisco non funziona nulla nulla funzionerà viste anche le modalità di assunzione e scelta del personale che ricalca vecchie abitudini.
Non è cambiato nulla.
Consiglio alla signora di trasferirsi in Emilia Romagna!!
Purtroppo quando avvengono le calamità non si può far nulla
Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Perché la signora non parla della grandinata di Milano? Se a luglio succedono eventi del genere è anche colpa dei cosiddetti cambiamenti climatici che le città come la tanto lodata Milano e il “nord industrializzato” hanno generato con decenni di inquinamento. Qui al sud si sa che siamo stati, siamo e saremo degli incompetenti ma la sua Milano ha già chiesto i soldi per i danni. Insomma… lasciamo perdere!!!!
E, tanto per cambiare, non ha nemmeno funzionato l’IT Alert del governo che avrebbe dovuto avvisarci di avvenimenti calamitosi sul nostro cellulare.
Secondo me non è vero che non funziona nulla, forse siamo noi a non funzionare.
La signora che si lamenta della mancata comunicazione tra istituzioni e cittadini, dico che non credo che il sindaco debba chiamare tutti i cittadini per dare informazioni, ma in questo caso è la stampa che dà informazioni ufficiali per come muoversi e comportarsi.
Se poi a Milano il sindaco provvede a chiamare tutti questo non lo sappiamo.
Ricordo che se vogliamo una città più efficiente dobbiamo essere noi ad aiutarla.
La signora non parla solo del fuoco, parla anche di altro nel suo intervento.
Il fuoco è probabilmente la goccia (scusate l’ossimoro) che ha fatto traboccare il vaso.
Se pensate che tutto si possa risolvere con un botta e risposta sbagliate di grosso.
Tra il comune di Messina e quello di Milano c’è un abisso, così come tra i servizi offerti dai due.
Nessuno si aspetta che siano uguali ma neanche è giusto scagliarsi contro si lamenta di carenze chiare come di acqua e pubblico decoro. La signora parla di qualità della vita.
Vada via fino a quando potrà farlo. A Messina e in Sicilia non cambierà nulla, tanto i governi di destra o sinistra o altro sono tutti uguali, belle parole in campagna elettorale e dopo il nulla. Basti pensare che è da 100 anni che esistono le BARACCHE e solo adesso forse, e non tutte, saranno eliminate e lei pensa di voler rimanere? Vada dove c’è un po’ di civiltà a Messina, regna il fai da sé o l’amico dell’amico. Pensi che l’aeroporto di Catania a distanza di giorni è ancora in alto mare e nessuna testa è saltata, tutti a loro posto, tanto il siciliano questo si merita. A Parigi avrebbero messo sottosopra una nazione, dunque di cosa parliamo?
Messina è una città morta ormai da tempo. O meglio è un moribondo che si trascina ogni giorno.
L’amministrazione comunale, come quella regionale, è indifendibile, punto! La claque si può affannare come può ma non cambia l’opinione della gente che ha occhi per vedere la realtà e non si lascia abbagliare da festoni, coriandoli e giochi di specchi. Magari ora saranno un po’ di più.
Musumeci ieri affermava che “è assurdo che in tutto il sud Italia ci siano solo 5 Canadair”. Ma lui dov’era? Presidente della Regione a sua insaputa. Ma i siciliani hanno i governi che votano e si meritano!