L'ingegnere Triolo: "Bonus edilizi, anche Messina si ferma" - Tempostretto

L’ingegnere Triolo: “Bonus edilizi, anche Messina si ferma”

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L’ingegnere Triolo: “Bonus edilizi, anche Messina si ferma”

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mercoledì 11 Maggio 2022 - 07:00

Le restrizioni del Governo Draghi stanno provocando disagi per tutti i fruitori di Bonus e Superbonus mentre il settore edilizio torna a soffrire

Mentre una parte di Messina parla di elezioni, un’altra discute di bonus edilizi. Ai fondi europei del Pnrr (molto sponsorizzati elettoralmente), si contrappongono quelli per i privati con gli incentivi fiscali (cedibili alle banche) che variano da un 50% (ristrutturazioni) fino ad arrivare al 110% (superbonus). Abbiamo fatto il punto su cosa sta accadendo in Italia e a Messina e su cosa ci dobbiamo attendere in un prossimo futuro con l’ex presidente dell’Ordine degli Ingegneri Francesco Triolo, esperto nel settore bonus edilizi. Di seguito la sua analisi:

“Grazie ai bonus e soprattutto alla possibilità di cedere il proprio credito fiscale, in tema di edilizia si è avuta una svolta “epocale”. Finalmente, investire sul mattone non significa più necessariamente costruire qualcosa di nuovo, ma migliorare il patrimonio edilizio esistente a costo accessibile (talvolta zero) e al contempo dare fiato ad un settore economico ultimamente in forte calo.

Un boom edilizio senza consuno di suolo

Un proliferare di cantieri (anche a Messina e in Provincia) con un unico comune denominatore chiamato
“Lavoro”.

Qualcosa di eccezionale che per la prima volta nella storia aveva messo anche d’accordo i “cementificatori” del territorio con i “conservatori” del suolo. Un linguaggio denominato “rinnovo del patrimonio esistente” applicabile mediante, ristrutturazione, efficientamento energetico e miglioramento sismico. Per i più giovani (ma anche forse per quelli più anziani), a Messina non si era mai visto un tale proliferare di ponteggi collocati su facciate a simboleggiare un rinnovamento di un architettura vetusta che necessitava di “rifarsi il trucco”. Di fatto, il “boom edilizio” derivante dai bonus si è potuto concretizzare, grazie alla possibilità di attuare la cessione del credito o dello sconto in fattura da parte di qualsiasi contribuente.

Tantissime imprese e professionisti, avevano (soprattutto con il bonus facciate 90%) aderito allo sconto in fattura con la possibilità di recuperare il credito in pochissimo tempo. Meccanismo che fino a gennaio 2022 era impeccabile e garantito dalle Poste, che in poco tempo riusciva a rendere disponibile il credito per i richiedenti.

Crediti che si potevano cedere anche a terzi senza passare necessariamente da istituti bancari.

Si è bloccato il meccanismo delle cessioni

Le banche fino a tale data avevano poche richieste a seguito della complessità dell’iter telematico con l’utilizzo di “portali” tarati soprattutto per il bonus 110%. Purtroppo lentamente qualcosa è cambiato e il sistema piano piano si è inceppato fino a bloccarsi. Tantissimi cantieri si sono fermati e tanti altri pronti a partire non lo hanno fatto. L’Italia, la Sicilia e Messina sono accomunati dallo stesso problema, riconducibile a una volontà politica suprema che non vede di buon occhio i Bonus Governativi. Primo imputato, il premier Draghi che dal primo giorno del suo insediamento ha manifestato la contrarietà verso tali agevolazioni inducendo il Governo ad applicare una serie di norme e decreti (in virtù di truffe che sarebbero state commesse) che di fatto hanno bloccato le banche, fermato le imprese e gettato nel caos un sistema quasi perfetto.

Nonostante l’acclarato aumento del Pil, della richiesta di manodopera, dei materiali, del terziario e di tutto il settore edilizio, ad oggi imprese e professionisti hanno i cassetti fiscali pieni di soldi, senza la possibilità di poterli monetizzare (a causa della chiusura dei servizi bancari).

Le previsioni

Attualmente è difficile fare previsioni e se e quando la situazione si sbloccherà. Di certo, tante imprese, privati e condomini hanno chiuso accordi economici nella consapevolezza di sfruttare un meccanismo fiscale che in breve tempo avrebbe garantito soldi e lavori. Di colpo il sistema è cambiato, provocando disagi per tutti i fruitori dei bonus. Sarebbe auspicabile che tale problematica fosse condivisa anche dai nostri rappresentanti istituzionali locali. Tematiche che non solo coinvolgono lo sviluppo economico cittadino, ma l’intero territorio provinciale, sotto la bandiera del “miglioramento del patrimonio edilizio esistente””.

6 commenti

  1. Gianfranco capillo 11 Maggio 2022 08:44

    Purtroppo si assiste a una posizione totalmente sottomessa da parte dei liberi professionisti dettata da un momento di bisogno causato dalla crisi economica….il tecnico libero professionista ormai si è appiattito sulla funzione di attuatore di decreti del governo, ovvero, di fatto, il libero professionista tecnico non è altro che un funzionario dello stato tradito dallo stato stesso. Questa situazione impone una totale revisione radicale delle professioni tecniche A partire dagli atenei.

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  2. Le banche hanno ottenuto quanto richiesto, ossia la possibilità di cedere ai propri clienti sotto forma di investimento tali crediti fiscali ed hanno riaperto i rubinetti del credito. Inoltre si è aggiornato il prezziario legale di riferimento per gli aumenti di prezzo intervenuti sui materiali. Pertanto chi è in regola può andare avanti. Infine non tutti i finanziamenti vengono dati dalle banche, vi sono general-contractor che operano con grandi aziende che fanno proprio il credito fiscale come Enel X ed altri. Certo le procedure sono complesse ma vista la speculazione che grava sulla questione non è possibile fare diversamente. Il superbonus 110 è pur sempre una grande operazione in favore del Paese.

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  3. Ma il coraggio di dire che il bonus facciate, che ha rimesso in moto il settore dell’edilizia, era una misura del precedente governo Conte lo avete?? o, al contrario, dobbiamo sempre dire che il governo dei migliori è l’unico che sa far andare avanti il paese?

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  4. Rossella Bella 11 Maggio 2022 10:36

    Ovviamente chi ci rimette e sempre il ceto più basso. Draghi e Company non hanno bisogno di ristrutturazione, se la casa ha bisogno di qualcosa la cambiano direttamente, con i nostri soldi ovviamente. In tutto questo casino,solo alle persone oneste e perbene, la “coperta ” diventa corta. Per loro,tutto è possibile. Che schifo! l’Italia è amministrata solo da gente che pensa solo alle loro tasche. Il loro stipendio di un mese, un comune impiegato lo prende in un anno. Cmq penso che questo mangia mangia esiste solo in Italia. Fa bene chi se ne va, ci vuole coraggio, ma se io lo avessi lo farei. Mi sono stancata di vivere con la paura del domani.

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  5. Io non comprendo per quale motivo tutti o quasi gridano allo scandalo … se il bonus case in generale viene definito il nuovo business ci sarà un motivo .
    C’è troppa speculazione mi dispiace dirlo … per me va più che bene vedere le imprese messinesi e non, riprendersi dall’oblio, ma … ad onor del vero ci sono troppe cose fittizie dietro a questi bonus edilizi … è per me è giusto porre dei paletti e regolamentare meglio tali situazioni.
    Ben venga la richiesta di una certificazione SOA, io chiederei anche altro alle imprese per tutelare tutti … a partire dal committente … e poi diciamocela tutta … ci sono ad esempio troppe società (SRLS si fa x dire società) che aprono in tempi brevi appositamente, per fare queste lavorazioni nei Condomini.
    La cosa fa pensare e molto, per tale motivo mi dispiace x i professionisti, mi spiace x il settore che si deve momentaneamente fermare … ma ad onor del vero non si può aumentare a dismisura i prezzi delle materie prime per poi sentirsi dire che è difficile reperirle sul mercato.
    La verità è che c’è troppo sciacallaggio e tutti ne siamo consapevoli.

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  6. Carmelo Sparacino 13 Maggio 2022 21:38

    Penso che lo stato dovrebbe tutelare le ditte che rispettano i contratti d’appalto ed effettuano i lavori in norma. Io sto pagando in prima persona per lavori non effettuati come da contratto; il responsabile dei lavori in 7 mesi si è visto un paio di volte; hanno sbagliato tutto
    e hanno il coraggio di dire che non hanno preso soldi ed è colpa dello stato
    Oppure sentirmi dire con 1500 euro cosa pretendevi? Ma stiamo scherzando?
    Questa gente va mandata dritta in galera questa è truffa allo stato.

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