La funzione religiosa nel giorno della festa della Patrona celebrata da padre Massimo Briguglio. Il figlio e assessore Giovanni: “Chi era mio padre? La risposta siete voi. Tantissimi"
FURCI SICULO – La chiesa Madre di Furci è troppo piccola per contenere la moltitudine di persone giunta per rendere l’ultimo omaggio a Pippo Catania, il sovrintendente della polizia di Stato in pensione ucciso lo scorso lunedì, nel tardo pomeriggio, sul lungomare. Ad attendere la bara, in piazza S. Cuore, la locale squadra di calcio che milita in Prima categoria e di cui era dirigente; il sindaco, Matteo Francilia, con la fascia tricolore; gli uomini della Protezione civile; i colleghi della Polizia di Stato, con Antonio Borrelli, vice questore vicario e una rappresentanza dell’Arma dei carabinieri, con in testa il capitano Giovanni Riacà. Un lungo applauso ha accompagnato l’ingresso in chiesa della salma sino ai piedi dell’altare, addobbato per la festa della Madonna del Rosario, patrona del Paese, la cui festa liturgica si celebra proprio oggi, 7 ottobre (quella esterna ha avuto luogo domenica scorsa, con la processione, il giorno prima della tragedia).






Un giorno di giubilo per Furci, divenuto invece giorno di tristezza, sconforto e lutto. Accanto alla bara i parenti, tra i quali il figlio Giovanni, assessore del Comune jonico. La funzione religiosa è stata presieduta dal parroco di Furci, padre Massimo Briguglio. Hanno concelebrato don Santino Caminiti, ex parroco di Roccalumera e per lunghi anni docente all’Istituto d’Istruzione superiore di Furci e don Pasquale Ruggeri.
“E’ un momento di grandissima sofferenza per tutti i familiari, per tutti noi”, ha detto padre Massimo Briguglio nel corso dell’omelia. “Nessuno se la sarebbe mai aspettata una cosa del genere – ha proseguito – ma ogni dolore di questo mondo lo dobbiamo vedere in prospettiva. Nulla è paragonabile alla gloria futura. Chiediamo al Signore misericordia, consolazione, sostegno, speranza e fede”. Al termine della Santa Messa ha preso la parola il figlio Giovanni: “Ti dico grazie papà – ha esordito – a nome di tutta la famiglia. Ci siamo sentiti una famiglia immensa per l’amore che ci è stato dimostrato. Chi era mio padre? Lo avete dimostrato voi, che siete tantissimi. Era l’amico di tutti, sempre col sorriso sulle labbra, la battuta pronta. Purtroppo, papà – ha aggiunto – non siamo riusciti a realizzare tutti i sogni. Hai costruito rapporti umani che nessuno potrà mai scalfire. Adesso proteggici da lassù”.
