Nel Reggino, una delle zone maggiormente colpite in Calabria dal maltempo dei giorni scorsi, il mare ha sfondato argini, lasciando dietro danni e infrastrutture messe in ginocchio. La violenza del ciclone Harry si è abbattuta con particolare forza lungo la fascia ionica della provincia di Reggio Calabria, dove lungomari, tratti di litorale e opere di protezione costiera hanno ceduto sotto l’impatto di mareggiate eccezionali, aprendo problemi concreti di sicurezza, accessibilità e tenuta dei sottoservizi.
Prosegue intanto il monitoraggio della grave ondata di maltempo. La stima dei danni è ancora in corso, ma si parla già di almeno due miliardi di euro: oltre un miliardo in Sicilia, almeno mezzo miliardo in Sardegna e centinaia di milioni in Calabria.
Lunedì il Consiglio dei ministri delibererà la dichiarazione dello stato di emergenza nei territori colpiti dall’eccezionale ondata di maltempo, anticipando un primo stanziamento per fronteggiare le necessità immediate e garantire i primi ristori, in attesa di una valutazione complessiva dei danni. Lo ha annunciato la premier Giorgia Meloni al termine della riunione tenutasi presso la sede della Protezione civile a Roma.
In Calabria le squadre sono al lavoro senza sosta, soprattutto lungo la fascia ionica, dove sono stati già portati a termine oltre 600 interventi. A Locri si registrano cedimenti in aree centrali e lungo il fronte mare, con disagi alla circolazione e la prima conta dei danni avviata già nelle ore successive alla notte più intensa.
