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Manifestazione anti-dehors, il centrodestra “fa acqua”

Mario Meliadò

Manifestazione anti-dehors, il centrodestra “fa acqua”

venerdì 06 Agosto 2021 - 18:32

In piazzetta San Giorgio erano di più i politici e i rappresentanti dei media che i commercianti direttamente interessati. Cittadini "non pervenuti"

Erano di più i politici e i giornalisti messi insieme, che i commercianti giunti in piazzetta San Giorgio a protestare contro l’isola pedonale istituita lungo corso Matteotti. Non pervenuta la cittadinanza.

Basterebbe questo, a racchiudere l’effettivo svolgimento della manifestazione contro i dehors di ieri sera, promossa dal centrodestra nel cuore di Reggio. Gazebo con qualche pretesa turistica, se vogliamo. Che intenderebbero la città come una Miami in piccolo, anziché una Bovalino un po’ più in grande (com’è oggi).

Minicuci “fa memoria”

Il consigliere leghista Nino Minicuci – già antagonista di Giuseppe Falcomatà anche al ballottaggio, alle Comunali dell’autunno scorso – stronca i dehors. «Vent’anni fa l’allora assessore ai Lavori pubblici, l’imprenditore Pino Falduto, disse al sindaco del tempo Italo Falcomatà che avrebbe voluto mettere i dehors. Esattamente come li vedete adesso, sulla via Marina “alta”. E il sindaco disse: non ci penso nemmeno, si distruggerebbe tutto il tessuto economico del centro città. Vent’anni dopo, il figlio quest’idea l’ha realizzata», chiude polemicamente, annunciando un ordine del giorno per chiedere al primo cittadino di ritirare il provvedimento. Un’isola pedonale, secondo Minicuci, del tutto invisa ai commercianti, che a suo dire «lamentano perdite almeno del 50% rispetto agli anni precedenti».

Opposizione (anche alla Ztl)

Tra i consiglieri comunali, Massimo Ripepi ribadisce «il senso dell’iniziativa: quello che ci hanno detto, e chiesto, i commercianti del centro di Reggio Calabria. Certo molti di loro, ora non li vediamo qui accanto a noi. E però, non possiamo prendercela con chi già è tartassato e sofferente. Ma di sicuro le “sperimentazioni” non si fanno sulla pelle di onesti lavoratori. Intanto ci siamo noi: un piccolo fuocherello può accendere un grande fuoco».

Per parte sua, Nicola Malaspina cita Contratti istituzionali di sviluppo, Pon Metro, Patti per il Sud. «Di questi strumenti, largamente inattuati, bisognerebbe parlare oggi a Reggio Calabria; a Palazzo San Giorgio e fuori. Ecco perché – commenta l’esponente di ReggioAttiva – quest’isola pedonale, questi dehors m’hanno lasciato profondamente perplesso. Sembra che ci si trovi davanti a un mezzo di distrazione di massa. Come si volesse deviare l’attenzione rispetto ai problemi veri dei reggini e agli strumenti disponibili per provare a risolverli».

Giusto in chiusura, il capogruppo di  Forza Italia Federico Milia ammette un certo disagio per «i pochi partecipanti».

da sx: Federico Milia (Forza Italia)
e Nicola Malaspina (ReggioAttiva)

Ma annuncia, un po’ coralmente insieme agli altri consiglieri comunali di centrodestra, che verrà presentata formale richiesta di revoca del provvedimento. Nella certezza che «anche coloro i quali non sono riusciti a venire qui questa sera sono della stessa opinione».

Il tutto avverrà tramite specifico ordine del giorno, come dettagliato da Nino Minicuci e ribadito dallo stesso capogruppo azzurro Milia in una successiva nota rilasciata alla stampa.

…E la città?

All’iniziativa promossa dai consiglieri comunali di centrodestra, a onor del vero, la città risponde malissimo.
In particolare i “semplici” cittadini, cui pure era stata specificamente aperta l’iniziativa serale di protesta, “semplicemente” sono non pervenuti.

Gli imprenditori dei vari segmenti, nella sostanza, non si vedono; anche quelli che magari pochi minuti prima avevano promesso di venire. E sono diversi, anche perché off records qualche consigliere evidenzia che nella zona erano stati contattati tutti. Uno per uno. «E s’erano tutti lamentati del provvedimento, nessuno escluso», è l’aggiunta.
Lillo Foti – ex presidente della Reggina, certo, ma anche e soprattutto fra i simboli dell’imprenditoria calabrese nel settore abbigliamento – saluta, ma non si ferma neanche ad ascoltare.
E parecchi altri fanno così, al di là delle ragioni dei consiglieri comunali del centrodestra reggino: non mancano infatti anche altre presenze politiche. C’è – sempre per la Lega – Peppe De Biasi. E verso la fine riesce a raggiungere piazzetta San Giorgio pure l’ex vicesindaco ed ex assessore al settore Saverio Anghelone.

Chi invece c’è, in qualche caso – come da foto – usa toni “bollenti”, francamente incongrui rispetto al tenore complessivo dell’iniziativa.

Fra i pochi a soffermarsi, al di là dei partecipanti di stretta “liturgia” politica, Nino Spezzano. Un musicista e imprenditore d’ormai lunga esperienza nella cittadinanza attiva, anche con un paio di candidature alle spalle. E Spezzano ci tiene pure a dire la sua, con pacatezza ed entrando nel merito, su una misura a suo avviso incongrua rispetto al tessuto commerciale e ristorativo cittadino.

«Cittadini e rappresentanti dei commercianti dove sono?»

Nuccio Pizzimenti

Il politico-imprenditore Nuccio Pizzimenti (e non solo lui) scandirà al megafono parole rabbiose sulla scarsa partecipazione alla manifestazione del centrodestra.
«In tanti avete votato Falcomatà. Ma il sindaco sta amministrando talmente male che non si trova un reggino che ammetta d’aver votato per lui – così il presidente del movimento Cittadini per il cambiamento –. Poi però è sempre complicato “metterci la faccia” e contestare apertamente un provvedimento sbagliato… E allora, Falcomatà tenetevelo! Ma dove sono i cittadini? Dove sono?», si chiede più volte, applaudito dai presenti.
Ma Pizzimenti è inviperito sopratttutto nei confronti dei rappresentanti delle associazioni di categoria di chi opera nel commercio. «Non so con quale faccia si ripresenteranno davanti ai propri iscritti – commenta al megafono –, dopo averli lasciati soli nel momento del bisogno».

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