Mastroeni: «Quasi un milione di giovani in 15 anni hanno lasciato il Sud» - Tempo Stretto

Mastroeni: «Quasi un milione di giovani in 15 anni hanno lasciato il Sud»

Danila La Torre

Mastroeni: «Quasi un milione di giovani in 15 anni hanno lasciato il Sud»

martedì 17 Settembre 2019 - 17:08
Mastroeni: «Quasi un milione di giovani in 15 anni hanno lasciato il Sud»

Il massimo rappresentante sindacale della Cgil in città ha snocciolato numeri impietosi. Chiede la convocazione urgente Stati Generali dell’area metropolitana di Messina

MESSINA – Il dramma dell’emigrazione giovanile, il cambiamento climatico, i nuovi modelli di sviluppo sono stati gli argomenti al centro dell’ l’iniziativa organizzata all’hotel Royal , che ha visto un’ampia partecipazione anche grazie alla presenza del segretario generale della Cgil nazionale Maurizio Landini.

Gli interventi

Nel corso della mattinata si sono susseguiti gli interventi del segretario generale della Cgil Sicilia Alfio Mannino, del prorettore dell’Università di Messina Giovanni Moschella, del commissario straordinario dell’Autorità portuale Antonino De Simone, del presidente della Camera Commercio e Sicindustria Messina Ivo Blandina, del deputato nazionale del Pd Pietro Navarra, della consigliera comunale Cristina Cannistrà e di Francesca Molica, studentessa in Giurisprudenza e rappresentante Udu.

La relazione di Mastroeni

Ad aprire i lavori è stato il segretario generale della Cgil Messina Giovanni Mastroeni , che nel suo intervento ha toccato vari temi: dal cambiamento climatico alla globalizzazione, da cui è partito per arrivare ad affrontare il nodo spinoso della questione meridionale.

«All’interno di questa fase economica nazionale molto delicata e complessa – ha detto Mastroeni – vi è il dramma del Sud con in testa quello della provincia di Messina.

La fuga dal Sud

La ripresa dei flussi migratori, si legge nel rapporto Svimez è la vera emergenza meridionale, e non la ipotetica invasione degli immigrati che è solo nella testa di Salvini. Ad aggravare questa tematica è la proiezione che lo stesso istituto fa del pil per il Sud per il 2019, laddove si prevede un segno negativo che testimonia un’economia in fase di recessione. Il rapporto Svimez ci ricorda che fra il 2002 e il 2017 si sono avuti due milioni di emigranti, di cui 132.187 nel solo 2017 di cui 66.557 sono giovani. Di questi ultimi il 33% sono laureati. Tutto ciò significa che nel Mezzogiorno quasi un milione di giovani in 15 anni hanno lasciato il Sud con un’età compresa tra i 15 e i 34 anni. La nostra realtà soprattutto,  la città ha avuto un calo di 9,4 messinesi al giorno che sono andati via .

I problemi del Sud

Messina e la sua Provincia vivono una situazione caratterizzata da una disoccupazione di massa e da un debole tessuto produttivo. Messina oggi è un territorio che vive fondamentalmente di trasferimenti pubblici, pensioni e sussidi con una popolazione segnata da un’alta età media. Nel mentre si allarga il divario tra il Nord e il Sud vi è un crollo degli investimenti in macchinari e attrezzature a indicare la volontà delle imprese di non investire e il peggioramento della fiducia degli operatori economici.

La Cgil e il movimento sindacale complessivamente – ha sottolineato ancora Mastroeni – hanno messo al centro della propria azione il rilancio del Sud attraverso un vasto piano di interventi sia nella politica ordinaria che in quella straordinaria da parte del Governo».

La piattaforma della Cgil

Il segretario della Cgil Messina  ha quindi illustrato i 10 punti della piattaforma proposta dal sindacato, tra cui:

  • un piano di interventi ordinari e straordinari per rilanciare le politiche di coesione, portando la spesa ordinaria in conto capitale dello Stato verso del regioni del sud ad almeno del 45% del totale per i prossimi 5 anni;
  • la nascita dell’Agenzia nazionale per lo sviluppo industriale con alla base un programma nazionale di sviluppo in cui l’istruzione, la ricerca sono i motori del cambiamento e della crescita;
  • la crescita delle infrastrutture, specie al Sud;
  • l’avvio di un piano straordinario per la messa in sicurezza e la valorizzazione del territorio.

La critica a De Luca e gli Stati generali

A conclusione del suo intervento Mastroeni  ha criticato , come ha fatto anche il altre occasioni pubbliche, il sindaco di Messina Cateno De Luca e ha  invitato tutti i soggetti istituzionali, politici, sociali, professionali, della cultura a realizzare tempi i più rapidi possibili, la convocazione degli Stati Generali dell’area metropolitana di Messina per discutere e confrontarsi sulle varie ipotesi progettuali di crescita.

«Tutto questo percorso unitario e collegiale – ha dichiarato – deve superare il clima che per 14 mesi ha creato purtroppo per Messina il sindaco De Luca. Solo divisioni, spaccature, odio, blitz e altre sceneggiate varie, talvolta gravi, che non hanno risolto nulla dei drammatici problemi che aveva questa città, tranne avere creato con un aumento dei costi per la collettività tre nuove partecipate le cui funzioni sono un mistero per tutti».

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