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Messina: applausi per Roberto Lipari. “Per fortuna che il comico c’è…”

Rosaria Brancato

Messina: applausi per Roberto Lipari. “Per fortuna che il comico c’è…”

martedì 22 Settembre 2020 - 10:06
Messina: applausi per Roberto Lipari. “Per fortuna che il comico c’è…”

Tutti in piedi a fine spettacolo per Roberto Lipari con il suo "Non ce n'è comico". Si ride amaro per due ore, tra Trilussa, De Andrè ed Angela da Mondello

E per fortuna che c’è ancora il comico. Applausi e risate, anche amare, per Roberto Lipari all’Arena di Villa Dante, felicemente restituita al pubblico messinese in questa strana estate post covid. Si torna ad applaudire sotto le stelle dell’Arena, per lo spettacolo dell’artista palermitano, inserito nel “Messina Fest 2020” con il suo “Non ce n’è comico”, che rimanda al tormentone di Angela da Mondello.

De Andrè, Trilussa e….Angela

Nell’era in cui gli influencer diventano miti e modelli e la foto di una pasta al forno ha più like della recensione di un libro Roberto Lipari cita De Andrè e Trilussa e ci fa sorridere amaramente sulla nostra sicilianità. Sale sul palco a piedi scalzi per via di un piccolo incidente, racconta il lockdown del “siciliano medio” tra chat di famiglia e arancini fatti in casa, strappa risate e simulazioni di cori in chiesa, dipinge una Sicilia sempre più “isola” e sempre più irrimediabilmente anziana e desertificata. Fa quello che il “mestiere” del comico è: mettere a nudo vizi e difetti di una società attraverso l’ironia.

L’uno e gli zero….

E se ridiamo a crepapelle per i finti tweet che scorrono sullo schermo, compreso quello di Angela da Mondello diventata famosa a sua insaputa, resta quell’amaro in bocca, anche dietro la mascherina. Già perché la poesia di Trilussa che Lipari inserisce tra una battuta e un’altra, ci ricorda che è vero che l’Uno seguito da 7 zero diventa tantissimo, ma è pur vero che la colpa, se quell’Uno si considera Centomila, è di quegli zero che gli vanno dietro…..

L’analfabetismo funzionale

E allora sì, la sua riforma della scuola, proposta in modo a dir poco esilarante, ci ricorda invece il valore della lettura, della formazione, dell’informazione, del sapere. Nell’epoca dell’analfabetismo funzionale che ti fa credere vero non solo ciò che non lo è ma soprattutto quello che vogliono farti passare per vero, il messaggio rivoluzionario è il pensiero libero.

Liotta: grazie di essere qui

Prima dell’ingresso sul palco di Lipari, è stato Davide Liotta, emozionato, a ringraziare quanti hanno reso possibile, nell’estate della fase 2 della pandemia, fare il piccolo miracolo di esserci comunque. E non è poco. Lo spettacolo era inserito nella rassegna organizzata dall’associazione Arb ed è stato sospeso per la pandemia. “Ringrazio tutti voi che siete qui. Non è un fatto scontato, acquistando il biglietto avete compiuto un gesto importante per la cultura e lo spettacolo. Essere qui è un grande segnale di speranza. E ringrazio anche l’assessore Gallo che ha reso possibile questo spettacolo, e tutti quelli che stanno contribuendo alla ripartenza”.

Il tour in Sicilia

Lo spettacolo è stato scritto da Roberto Lipari insieme a Roberto Anelli, al suo fianco sul palco con la chitarra e Ignazio Rosato. “C’è del comico in tutto, anche in quello che abbiamo vissuto”, è il messaggio. Dopo le esperienze televisive (Eccezionale veramente su La7, Colorado su Italia Uno e Striscia la notizia su Canale 5) e dopo il suo primo film, Tuttapposto con Luca Zingaretti, l’artista palermitano è tornato in Sicilia. L’ultima tappa del tour è il 26 al Teatro Verdura di Palermo.

I siciliani “un mondo a parte”

Lipari ha saputo sapientemente dosare i mezzi “moderni” (come facebook e twetter) unendoli alla poesia, alle favole ed ai brani che sono universali. Ha raccontato l’Italia dello smart working ma soprattutto ci ha ricordato che noi siciliani siamo davvero “un mondo a parte”. Il ritratto dei componenti della sua famiglia prima, durante e dopo il lockdown è in fondo il nostro ritratto. Compreso quello dello zio che lo smart working alla Regione lo fa da sempre, da casa sul divano, mentre il collega passa il suo badge…..

C’era una volta il covid 19

Ma le risate sono un modo per riflettere, così come usavano fare gli antichi greci. Ed infatti le sue fiabe rivedute e corrette al tempo del covid si concludono con l’amara speranza: sarebbe bello dire c’era una volta il coronavirus. E se ridendo invita il pubblico a “fregare” i controlli anti-assembramenti intonando cori di chiesa, conclude con l’indimenticabile De Andrè “ dai diamanti non nasce nulla, dal letame nascono i fior”.

Tutti in piedi

Da standing ovation il “cunto”, quello dei figli siciliani, i migliori (non i raccomandati, i parenti degli onorevoli e di #leinonsachisonoio) che vanno via dalla Sicilia, lasciandola in mano a chi non sa fare nulla e quel nulla lo fa anche male ma ha avuto la spinta giusta. Tutti in piedi a fine spettacolo, selfie solo dal palco per via delle norme anti-covid e la promessa di un ritorno a Messina.

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