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Messina. Blitz di De Luca e Puccio alle Poste, sbloccati i conti correnti Amam

Marco Ipsale

Messina. Blitz di De Luca e Puccio alle Poste, sbloccati i conti correnti Amam

mercoledì 14 Ottobre 2020 - 19:04

"Solo dopo il mio post su Facebook" dice il sindaco De Luca, che aveva parlato di "rapina" alle Poste

A luglio il pignoramento dei conti correnti Amam da parte di Hera, il 4 agosto la sospensione da parte del giudice, il 4 ottobre l’annullamento nella sentenza di merito.

Ma mentre la Banca popolare dell’Emilia Romagna aveva sbloccato i conti di Amam già dal 4 agosto, Poste Italiane non lo aveva ancora fatto. Ecco perché prima l’annuncio e poi la protesta da parte del presidente di Amam, Salvo Puccio, e del sindaco Cateno De Luca, che aveva impropriamente parlato di “rapina” alle Poste.

Eppure – spiega De Luca – lo sblocco del conto corrente di Amam è stato comunicato con una mail da Poste Italiane solo dopo la pubblicazione del post di ieri su Facebook, proprio quello in cui annunciava la “rapina”. Il “blitz” di stamani a piazza Antonello (lì c’era la vecchia sede delle Poste, ora in corso Cavour, a poche centinaia di metri) è stato solo dimostrativo, per ricostruire la vicenda.

“Il danno derivante dal blocco è stato economico, a causa dell’impossibilità di far fronte ai creditori e fornitori, ambientale e sociale a causa dell’impossibilità di avviare con rapidità i cantieri relativi alle infrastrutture di cui ai bandi Masterplan e che risultano tutti aggiudicati ma per i quali non risultava possibile liquidare le anticipazioni qualora fossero stati consegnati i relativi cantieri, che invece oggi possono finalmente partire”.

La storia del debito

Ma perché era arrivato il pignoramento? A giugno 2018 Amam aveva circa 100 milioni di crediti e altrettanti di debiti, in gran parte coi fornitori di energia elettrica, con tanto di decreti ingiuntivi esecutivi da parte di Enel Energia (36 milioni) e Hera (18 milioni).

Un anno dopo, Amam ha chiuso una transazione con Enel, riuscendo a tagliare il debito fino a 24 milioni, dei quali 12 liquidati nell’ultimo anno e gli altri 12 rateizzati in otto anni. La transazione ha permesso l’acquisto dell’energia mediante il lotto Consip (Concessionaria Servizi Informativi Pubblici) con risparmio del 35% rispetto alla gestione precedente (spesa annua diminuita da 12 a 8 milioni).

Hera non ha invece voluto accordare alcun tipo di transazione né di stralcio interessi, rendendosi disponibile solo a una rateizzazione triennale, quindi 6 milioni all’anno, che Amam non era in grado di pagare perché stava già pagando la transazione Enel, che rischiava di decadere.

Nello scorso luglio, come detto, è stato notificato un pignoramento da parte di Hera, col conseguente blocco dei conti correnti Amam, impugnato dall’Azienda Acque per evitare il rischio del blocco dei pagamenti degli stipendi dei dipendenti, dei fornitori e quindi del servizio.

Prima la sospensione poi l’annullamento del pignoramento

Lo scorso 4 agosto è arrivata la sospensione del procedimento di blocco per “i gravi e irreparabili danni che l’azienda avrebbe subito dalla mancata disponibilità economica delle somme staggite e di quelle che nel frattempo confluivano nel conto corrente di Amam presso Poste Italiane, in quanto la gestione di un servizio pubblico non può prevedere delle somme pignorate se non viene prima notificata l’immediata esecutività dello stesso decreto ingiuntivo”. Per gli stessi motivi, il 4 ottobre la sentenza di merito ha annullato il pignoramento ma solo ora sono stati sbloccati i conti correnti.

Il contenzioso con Hera, però, resta in piedi. Amam chiederà di nuovo una transazione “compatibile con una fase di ristrutturazione del debito”.

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3 commenti

  1. QUANTO SEI BRAVO TU E LA TUA CIURMA ,ALLORA GRIDARE FA BENE LO POSSIAMO FARE ANCHE NOI CITTADINI NON TUTELATI NE DA LEI NE DALLA GIUSTIZIA NE DALLE ISTITUZIONI!!! DA DOMANI INIZIA UN NUOVO PERCORSO GILETTI ASPETTACI PERCHE’ C’E TANTO DA PARLARE DEL EX SINDACO DI FIUMEDINISI OGGI DI MESSINA , DEL VERMINAIO DI MESSINA E DI TANTE ALTRE COSE !!!

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  2. Ma basta con queste sceneggiate. Se poi qualcuno vuole credere che Poste Italiane si sia mossa spinta dalla pressione irresistibile di De Luca lo faccia pure.

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  3. Pinuccio di striscia la notizia avrebbe commentato : COINCIDENZE……….

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