Sei mesi di arresto in appello all'imprenditore Paolo Siracusano che nel 2016 aveva in villa 40 kg di botti di capodanno vietati

Condanna ridotta per l’imprenditore messinese Paolo Siracusano. Nel gennaio 2016 i Carabinieri sequestrarono nella sua villa quasi 40 chili di botti vietati. La Corte d’Appello lo han ritenuto responsabile soltanto di una contravvenzione, riducendo la pena a sei mesi di arresto, contro l’anno e due mesi inflitti in primo grado.

Per gli avvocati Nino Cacia e Nunzio Rosso è comunque una pena ingiusta, per questo annunciano ricorso in Cassazione.
“Pur dando atto che la Corte – disattendendo le richieste del pg Lima – ha riconosciuto la non micidialità dei materiale pirotecnico rinvenuto, rimane irrisolta la questione nodale: il dottor Siracusano si era rivolto ad una ditta specializzata cui aveva consegnato anche un assegno per lo spettacolo pirotecnico. Aveva fornito alla Procura ampia collaborazione al fine di rintracciare il soggetto che aveva predisposto i giochi pirotecnici e che lo aveva assicurato sull’avvenuta comunicazione all’Autorità di ps.La mancata individuazione di quest’ultimo non può determinare sotto il profilo giuridico lo spostamento della penale responsabilità a carico del nostro assistito.”, spiegano i legali.
Nel Capodanno di quasi 5 anni fa erano stati i militari dell’Arma della stazione di Ganzirri a fare irruzione nella villa del titolare della ditta di rivendita di automobili, rinvenendo nel giardino una vera e propria santa barbara pronta per i festeggiamenti di mezzanotte. Che però non avevano le necessarie autorizzazioni e in barba all’ordinanza dell’allora sindaco Renato Accorinti, che li vietava.
