"Messina, città di Antonello": il concorso di idee per il logo non convince i giovani artisti

“Messina, città di Antonello”: il concorso di idee per il logo non convince i giovani artisti

Giuseppe Fontana

“Messina, città di Antonello”: il concorso di idee per il logo non convince i giovani artisti

venerdì 03 Marzo 2023 - 14:00

Tante le critiche e una giovane graphic designer, Valentina Giocondo, ci spiega ciò che non va secondo lei nel bando lanciato dal Comune:

MESSINA – Il “concorso di idee” lanciato dal Comune di Messina per la realizzazione di un logo che possa rappresentare al meglio il progetto “Messina, città di Antonello” fa discutere. Sui social in tanti, da disegnatori a artisti, passando per graphic designer e professionisti del settore, hanno espresso perplessità per vari aspetti del bando stesso, sia per le caratteristiche sia per la cifra in palio, 500 euro lordi. L’obiettivo era quello di aprirsi al mondo giovanile, ma le polemiche sono dietro l’angolo soprattutto tra i più giovani e tra sta cercando qui la propria storia, prima di pensare di andar via.

La storia di una giovane graphic designer

Valentina Giocondo è una di loro. La 25enne, fondatrice di Spazioquattro insieme ad Antonio Giocondo, Rocco Luvarà e Massimo Di Prima, ha studiato per anni tra Messina e Catania, e si ritrova delusa dalle opportunità che la città non dà ai giovani artisti e graphic designer della sua città: “Ho avuto la fortuna di studiare 5 anni a Catania e di specializzarmi in design della comunicazione visiva. Quindi poi vedere che la mia città non mi consente nemmeno di poter partecipare ad alcune iniziative che partono e che è giusto che partano. Questo è un po’ triste, accade a Messina ma anche in altre città. Mi è dispiaciuto, ad esempio, leggere di bandi che non sono adatti né a me come professionista né agli artisti in generale”.

Valentina racconta: “La città non riconosce la professionalità”

Il riferimento è alle polemiche sul bando relativo al concorso di idee lanciato dall’amministrazione per la realizzazione del logo da associare al brand “Messina, città di Antonello”. L’idea del Comune di Messina era quella di coinvolgere i giovani, ma intorno all’iniziativa si sono creati molti malumori sui social, tra artisti e professionisti del settore, per il “premio” di 500 euro. Valentina spiega il suo punto di vista: “La cosa che ha fatto più scalpore è stata questo discorso del premio, che in realtà deve essere una retribuzione. Ma è il bando stesso che ha qualche problema, perché aperto a gruppi, illustratori, disegnatori. Quando si deve presentare un logo o un marchio, però, non si può fare riferimento a tutte le figure del campo artistico. Persone come me a Messina ce ne sono diverse e bisogna studiare anni per fare questo, per progettare marchi e loghi. Così finisci per non sentirti riconosciuta. Il punto è questo: la città non riconosce la figura del grafico, che è una professione a tutti gli effetti e valide come tutte le altre”.

“E ci sono state anche altre cose – continua Valentina Rotondo -. Ad esempio il bando propone un concorso di idee, non come progettazione di un logo. Questo significa che il Comune non cerca chi progetta il logo stesso, ma qualcuno nel campo artistico che dia un’idea di quello che può essere il logo e se questa idea dovesse piacere? Il rischio è che venga affidato ad altri e modellata poi su altre esigenze, pur restando quella l’idea. Ma un brand va progettato e seguito dall’inizio alla fine, non si può spezzettare in varie fasi e persone. Ero stupita nel leggere il bando anche per questo”.

Lo sguardo sulla città di Valentina, pronta a partire

“Posso dire di non aver trovato il mio ambiente in questa città – prosegue la 25enne – quindi la mia idea attuale è di andare via, che sia ora o tra qualche mese o anno. C’è un problema di mentalità che si riflette anche in queste professioni. Per trattenere i giovani serve che venga riconosciuta la loro professionalità. Nel caso del bando, ad esempio, non è stato così. Bisogna richiamare i giovani della città nel modo giusto, per creare progetti validi affinché anche altri via via possano restare”.

Il futuro di Valentina sembra essere lontano dallo Stretto: “Non so se ho un sogno ben definito ma purtroppo mi immagino altrove. Spero di poter creare qualcosa che mi possa piacere, anche mischiando analogico, digitale, crescere professionalmente in posti che danno stimoli e opportunità.

2 commenti

  1. Messina è una città per impiegati. Fai la tua esperienza altrove. Ritorna ogni tanto per salutare i parenti e gli amici. (Purtroppo)

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  2. davide castellano 9 Luglio 2023 09:24

    Perfettamente d’accordo con la Valentina di ben 40 anni più giovane di me. Designer da una vita, ho partecipato al concorso per principio non certo per il premio. Curioso di vedere come va a finire.

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