Messina. Divise a scuola, la dirigente: "Misure anti bullismo, niente militarizzazione"

Messina. Divise a scuola, la dirigente: “Misure anti bullismo, niente militarizzazione”

Alessandra Serio

Messina. Divise a scuola, la dirigente: “Misure anti bullismo, niente militarizzazione”

lunedì 01 Settembre 2025 - 15:34

Riunito d'urgenza il consiglio scolastico, in arrivo un documento contro le polemiche. La preside: "Genitori informati da dicembre"

Messina – Una decisione concertata con i rappresentanti dei genitori, condivisa ampiamente in tutte le sedi da dicembre ad oggi, adottata autonomamente dal consiglio scolastico ed intrapresa non certo per “militarizzare” l’istituto, ma per prevenire atti di bullismo e discriminazioni.

Atto inclusivo e anti bullismo

E’ questo il senso della decisione dell’istituto scolastico Mazzini-Gallo che da quest’anno ha reso la divisa obbligatoria per gli alunni di ogni ordine e grado. Un istituto di centro città che raccoglie un grande numero di bambini e ragazzini di diverse classi sociali e nazionalità d’origine, e dove quindi l’integrazione è uno dei temi principali all’ordine del giorno.

Parola della dirigente scolastica Enrica Marano, sorpresa dall’eco avuto oggi dalla lettera di saluti per l’inizio anno scolastico inviata in questi giorni ai genitori degli allievi di prima iscrizione e degli anni successivi.

Consiglio scolastico urgente

Le polemiche scatenate dall’interrogazione al sindaco Basile del consigliere comunale Cosimo Oteri, capogruppo di Prima l’Italia, hanno convinto il consiglio scolastico a riunirsi d’urgenza nel pomeriggio. In arrivo un documento per rispondere agli attacchi andati oltre, dopo l’interrogazione, sia sui social che nei commenti ufficiali.

Oteri fa leva sulle preoccupazioni dei genitori per le spese da dover affrontare per fare fronte all’obbligo della divisa. “Si stanno già prenotando in tantissimi per la realizzazione, quasi tutti gli allievi – dichiara la dirigente Marano, amareggiata soprattutto per la strumentalizzazione dell’argomento.

Genitori informati per tempo

“E’ una decisione adottata dal consiglio scolastico, che comprende la rappresentanza dei genitori, in autonomia, dopo la proposta di una commissione incaricata ad hoc. Non soltanto è stata comunicata ai genitori la delibera del consiglio di istituto, la successiva conseguente modifica al regolamento, ma è stata mia cura comunicarlo con ogni altro mezzo possibile, anche in occasione dell’open day. E proteste non ce ne sono state. Se non un genitore che ci ha scritto, la sua lettera è stata sottoposta al consiglio di istituto appositamente riunito che gli ha risposto, in quella occasione io mi sono astenuta proprio perché è una decisione autonoma. Decisione che, lo ribadisco, è stata adottata con il preciso intento di evitare discriminazioni e bullismo. L’intento è insegnare ai nostri alunni a guardarsi per quello che sono e non per come sono vestiti e creare un legame identitario”.

11 commenti

  1. non sarà una divisa ad eliminare il problema….

    9
    4
  2. Le compri la scuola le divise senza pesare sulle tasche dei cittadini.

    13
    9
  3. Giusta decisione, condivido pienamente questa scelta. Visto che ormai è sempre più presente il bullismo su chi si veste con vestiti “NON FIRMATI”. Con la divisa sono tutti uguali e questa stupidità finirà…

    30
    29
  4. Io ricordo quando la lega voleva inserire nelle scuole del nord elementi identitari padani.
    Roba da matti e dobbiamo pure sentirli ancora.
    Il grembiule è un segno di appartenenza oltre che uguaglianza sociale.
    Io ne farei una con un piccolo logo dell’istituto altro che e se non esistesse chiederei ai ragazzi di disegnarlo.

    9
    6
  5. Divisa, divisa, divisa… a parte il fatto che se non sbaglio questa preside, ha imposto la “divisa” ai collaboratori della sua scuola…
    La divisa… nell’esercito, dal soldato semplice al generale, tutti portano esattamente la stessa divisa… salva ovviamente la differenza dei gradi. Quando si fa portare la “divisa” solo a un gruppo ristretto, all’interno di una realtà, a quel gruppo sì e agli altri no, è solo classismo. Di cui Messina è malata alla grande.
    Prendo però per buone le intenzioni di questo caso specifico. Evitare il bullismo, perché i ragazzi normali (tali per me sono quelli che non vestono con abiti firmati, peraltro a scuola), possono o vengono bullizzati per questo. Ok, obiettivo nobile. Ma quando si vedranno altrove, fuori dalla scuola, non so a Villa Dante, a Piazza Cairoli, cosa accadrà? E la Scuola fallisce sempre il suo obiettivo educativo! Come si insegna in Pinocchio, non conta il vestito firmato, ma il vestito pulito e ordinato. Si ripartisse da Pinocchio, un libro che ha tante cose da insegnare, anche oggi! Per poi continuare con altri libri, e perle di cultura, tipo “La Livella” di Totò. Per quanto ricchi o titolati si sia, tutti nel WC ci sediamo, e tutti polvere e vermi diventeremo. Ancora nel 21° secolo con queste pagliacciate da ignoranti: il vestito, i soldi, la firma!
    Ma andate al diavolo! E non censurate, se lo meritano!

    9
    8
  6. Per Franco….ma quale CLASSISMO???? Da piccola portavo.il grembiule come tutte le mie compagne, fino alle medie e non ho mai avuto alcun problema! Che si ritorni a questo è una cosa positiva ! Tutti uguali! È segno di ordine, pulizia, rispetto anche per gli altri! In alcune aziende fanno mettere la divisa, come anche ad esempio in un centro estetico… allora è CLASSISMO???MA SMETTIAMOLA DI FARE POLEMICA PER OGNI COSA! ANCHE BASTA!!!!

    3
    4
  7. Prendo decisamente parte per la preside.
    E a chi parla addirittura di “militarizzazione” dico: ma sulla dichiarazione governativa del ponte come “opera di interesse militare” perchè non vi siete accalorati tanto? Non ho sentito un così alto coro di dissenso come per i grembiuli di scuola. E quella spropositata cifra di oltre 40 miliardi – attinta dalle nostre sudatissime tasse – e destinata alla spesa militare attraverso 46 programmi di riarmo e non alla sanità pubblica e alla pubblica istruzione, non vi fa gonfiare il petto di sdegno? Per quella non vi mobilitate?
    Per i grembiulini sì e per 40 miliardi di spese in armi no?
    Dimostrate di non avere il senso della realtà, della misura, delle proporzioni e di non conoscere la differenza – e il significato – tra l’avere addosso una divisa militare o un grembiule di scuola. E la differenza che c’è tra una divisa militare e un fucile e un grembiule di scuola e un libro è, con esattezza millimetrica, quella che c’è tra la Guerra e la Pace.

    4
    4
  8. Concordo pienamente con la Preside, non sarà certo risolutivo ma è certamente un buon inizio!! Per quanto riguarda il consigliere Oteri …no comment!!!

    2
    3
  9. Giuseppe Panzera 2 Settembre 2025 07:49

    Complimenti. Decisione saggia, pedagogica , direi “ normale “ se questo ventennio social non ci avesse oscurato la mente . Brava e coraggiosa dirigente illuminata , bravo il consiglio scolastico . Ripartiamo dalla scuola nell’ insegnamento dell’educazione, del rispetto , dell’equità sociale, della dignità alle giovani generazioni che abbiamo l’obbligo di formare facendo ricorso a tutti gli insegnamenti del passato , formativi , deviando questa ondata degenerativa di liberi tutti .

    3
    3
  10. Certo che per fare polemica sterile e inutile siamo il top. E’ una decisione della dirigente e stop. Vi siete dimenticati da piccoli come funzionava? non mi sembre che ci siano stati problemi derivanti dalle divise. Fate polemica sui problemi veri non sulla decisione dell’autorità scolastica.

    2
    3
  11. Per Sera. Se imponi il camice solo ai bidelli, e non al resto resto del personale ATA, e non ai docenti, è classismo, della peggior specie. Siccome diversi bidelli di ultima generazione, a differenza di quanto accadeva in passato, sono persone di cultura, talvolta addirittura laureate, addirittura qualche docente in attesa di nomina altrove, che deve comunque, mangiare… (parlo con cognizione di causa, non per sentito dire!) questi bidelli di nuova generazione, per come si pongono e per cultura, si confondono facilmente con docenti. Allora qualcuno preferisce mettergli il camice. E lo si chiama signor Giuseppe, e non signor Rossi, senza dargli del lei. Questo ribadisco, è classismo! E per quanto ne so, questa preside, ha fatto questo: ha imposto il camice ai bidelli! Ecco perché ho citato l’esercito: tutti la stessa uniforme, dal Generale al soldato semplice, con gradi diversi. Nella Scuola, l’uniforme? Ok, dal preside al bidello, e allora ok. Non solo i bidelli! Inoltre, questi bidelli di nuova generazione, in linea di massima, non sono fannulloni, lavorano! E se lavorano, sudano. E se sudano, il camice è un problema, perché li fa sudare di più! Non è come il resto del personale ATA che magari sta seduto in scrivania, con l’aria condizionata!
    Quanto agli studenti ribadisco… finita la scuola che succede? Li si educhi a rispettare chi non ha soldi da sprecare con vestiti firmati. Che mi sembra molto più importante.
    In breve: per chi lavora, o tutti o nessuno.
    Per chi studia, il primo obiettivo deve essere la formazione. E invece non ci si preoccupa di accogliere la persona che non si può permettere delle scarpe di marca! Qualcosa non quadra!

    0
    0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED