L'assessore alla Cultura Enzo Caruso ricevuto dal suo omologo genovese Giacomo Montanari. Molti i tratti comuni storici tra le due città
GENOVA – Messina e Genova sono più “vicine” di quanto si pensi. O almeno lo sono dal punto di vista artistico, culturale e storico. Lo hanno certificato gli assessori alla Cultura delle due città, Enzo Caruso e Giacomo Montanari, durante un incontro che si è tenuto nei giorni scorsi nel capoluogo ligure, a Palazzo Tursi.
Caruso: “Messina e Genova legate da forti e commercio”
Caruso, di passaggio da Genova per motivi personali, è stato ricevuto da Montanari nella sede del Comune, per un confronto durante il quale si è parlato dei tratti comuni tra le due città. E non sono pochi, a cominciare dalle fortificazioni fino al legame storico legato “sia agli scambi commerciali del XVI e XVII secolo (a Messina esisteva il Consolato Genovese), sia per la presenza nel porto di Messina, nell’agosto del 1571, di Giannandrea Doria al comando delle Galee genovesi (presso il Palazzo Doria è esposto l’arazzo della concentrazione della Flotta della Santa Lega nel porto di Messina)”.
Tra i temi anche Antonello e Caravaggio
L’assessore messinese su Facebook ha anche sottolineato come siano stati molti i temi comuni nella storia di Messina e Genova: “Antonello, Caravaggio, Matthias Stomer e il Risorgimento, hanno piacevolmente animato l’incontro e aperto prospettive di dialogo culturale tra le due città, anche con una serie di protocolli che saranno sottoscritti prossimamente dai rispettivi sindaci, Silvia Salis e Federico Basile”.
Montanari: “Messe le basi per collaborazioni future”
Tra i possibili progetti, un percorso condiviso per la Convenzione del Consiglio d’Europa “Faro per i forti”, già firmata da Messina durante la sindacatura De Luca. Anche Montanari sui propri canali social ha parlato dell’incontro, sottolineando come le due città abbiano “tantissimo in comune a livello storico, artistico e monumentale e questo pomeriggio abbiamo gettato le basi per importanti collaborazioni che avverranno in futuro”.
