Messina e il nuovo Piano del traffico, cosa siamo disposti a perdere? - Tempostretto

Messina e il nuovo Piano del traffico, cosa siamo disposti a perdere?

Marco Olivieri

Messina e il nuovo Piano del traffico, cosa siamo disposti a perdere?

martedì 04 Ottobre 2022 - 13:01

Il progetto di una città più vivibile appare a molti inconciliabile con le abitudini dei cittadini

MESSINA – Il Piano generale del traffico urbano è stato approvato dal Consiglio comunale. Una svolta, da attuare in dieci anni, secondo l’assessore Salvatore Mondello. Ma per molti cittadini, come si evince anche dai commenti dei lettori, Il progetto del Pgtu di una città più vivibile appare inconciliabile nel qui e ora con le esigenze dei commercianti in centro e con molti aspetti strutturali dell’attuale Messina. Ma è possibile pensare che le cose possano cambiare? Ci sono elementi sui quali puntare per concepire un cambiamento graduale di mentalità, cultura e rapporto tra cittadinanza e auto? O siamo condannati a una visione di Messina e del suo traffico come elemento irredimibile?

Dall’estensione dell’isola pedonale a partire da piazza Duomo fino a piazza Cairoli, senza dimenticare l’isola pedonale finalmente più estesa a Torre Faro, il Piano rappresenta un cambiamento culturale rispetto all’attuale “modello” caotico di città. Un modello, però. strutturato, radicato quasi nel nostro Dna di messinesi che, per ogni esigenza, optiamo, senza generalizzare ovviamente, per l’uso dell’automobile. E concepiamo come ossigeno per i negozianti la possibilità di parcheggiare ovunque, a un passo dalle vetrine.

Da una visione monocentrica alla centralità del pedone e del ciclista

Come ha annunciato l’ingegnere Guido Francesco Marino, della società di ingegneria Tps Pro di Perugia, gruppo appaltante del Piano del traffico ma anche del Pums: “Nei piani precedenti c’era una visione monocentrica sull’auto. Questo piano definisce delle priorità: abbiamo al primo posto la pedonalità, il muoversi al piedi o in bici, poi il trasporto pubblico e solo infine il mezzo privato. Così vengono ridefiniti i criteri con cui guardare gli spazi pubblici. Le strade non devono essere viste e vissute soltanto come ambito di spostamento veicolare ma come luogo d’incontro”.

Si tratta di un obiettivo ambizioso in linea con un’idea diversa di città, con un potenziamento del trasporto pubblico e zone a traffico limitato. Ma il confronto con i cittadini sarà importante per far sì che Messina partecipi al cambiamento, nel tempo, e non lo subisca. Come? Sarà da studiare.

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14 commenti

  1. Praticamente vogliono distruggere tutte la attività commerciali del centro città, io dovendo fare chilometri a piedi o prendere i mezzi pubblici preferisco andare nei centri commerciali, e come me tantissimi altri.

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  2. ANTONIO BARBERA 4 Ottobre 2022 14:29

    ” Il potenziamento del servizio pubblico ” manca . In attesa di un Servizio Pubblico degno di una Città civile , si realizzano dappertutto parcheggi a pagamento , a mio giudizio con tariffa esosa per una città come Messina . Ricordo all’attuale Amministrazione che il nuovo collegamento stradale Gazzi – Via Santa Cecilia ancora spetta chissà quale inaugurazione ( non parlo di Via Don Blasco considerati i tempi biblici per la realizzazione del sottopasso all’altezza dell’ex Macello Comunale).

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  3. Per favore Sindaco, imponga il limite massimo di 20 km/h per auto e moto in centro citta’.

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  4. VA BENE I CITTADINI SIAMO DISORDINATI E DOBBIAMO FARE UN SALTO CULTURALE.PENSO PERO’ CHE ANCHE CHI CI AMMINISTRA DOVRA’ FARLO.
    INOLTRE PER QUELLO CHE ABBIAMO VISTO SINO AD OGGI CI LASCIA PREOCCUPATI IN QUANTO IN CITTA’ IL VERDE NON E’ MAI STATO CURATO E QUELLE AREE CHIUSE NON SONO DEGNE DI ESSERE CHIAMATE ISOLE PEDONALI

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  5. Sono un commerciante e mi trovo in disaccordo con chi pensa che si paghi troppo per il parcheggio e che questo danneggi i commercianti. Secondo me il problema è che “mancano” i parcheggi perché con le attuali tariffe insegnanti, bancari ed impiegati in generale arrivano in centro città occupando tutti i posti disponibili per intere giornate senza spendere cifra eccessive. Da commerciante preferirei che i parcheggi fossero più costosi e fosse consentita la sosta per non più di 90 minuti. Per chi viene in centro a spendere soldi non è importante se il parcheggio costa uno o tre euro l’ora. L’importante è trovarlo …..

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    1. Forse a fine anno vuole chiudere, quindi aumentino pure i costi per parcheggiare.

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    2. scusa ma tu dove parcheggi per l’intera giornata? o meglio i tuoi dipendenti alla quale dovrai corrispondere un aumento di stipendio dove parcheggiano?
      forse sei fortunato ad avere un bus o un treno comodo per arrivare a lavoro ma in tanti sono costretti a usare l’auto per la totale assenza di mezzi pubblici.

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  6. Il nuovo piano di viabilità e’ ottimo, finalmente si respira aria di citta’ europea, se vi saranno più parcheggi periferici e più mezzi pubblici che rispettano l’orario sarà bellissimo, se poi sui mezzi ci fossero anche i posti per le bici saremmo a cavallo.

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  7. Io lavoro all’ast e passo da boccetta e arrivo fino al policlinico 4 volte al giorno, è diventato impossibile rispettare i tempi di guida, ben vengano questi cambiamenti perché così è impossibile… il problema più grande sono le mamme che portano i bambini a scuola che a modo loro sono leggittimate a lasciare la macchina nei modi più assurdi creando file chilometriche…

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  8. Per me il piano dovrebbe prevedere il restringimento di tutte le strade ad alto traffico, così da non permettere il transito ai ciclisti. Corsie del tram più ampie, costruendo aiuole laterali più grandi. Le piste ciclabili vanno bene solo come vie per passeggiare i cani o per chiacchierare camminando. Insomma, dobbiamo risolvere questa piaga dei ciclisti che intralciano e fanno calare la vivibilità. Ottime anche le rotatorie altamente trafficate. Le precedenti amministrazioni hanno fatto molto ma non basta, sembra non bastare mai. E poi bisogna mettere pochissimi parcheggi, così la gente continua a girare per ore nelle vie cittadine disincentivando i ciclisti.

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  9. Come sempre i soliti Messinesi anche nei commenti, quelli che poi girano per l’italia o per il mondo, camminano a piedi prendono autobus, tram ecc. meravigliandosi o forse non avete mai visto un posto diverso (direi che questo è piu giusto).
    Ci sono città che non hanno milioni di parcheggi, non hanno prezzi “popolari” ma hanno km e km di piste ciclabili, la gente cammina usa i mezzi, i negozi funzionano anche benissimo e magia magia fa anche più freddo di Messina.
    Chiedere all’asino di correre come un cavallo e non ottenere il risultato sperato non è mica colpa dell’asino direi.

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    1. I km di pista ciclabile dipendono dal territorio pianeggiante…

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      1. Appunto, Signora Ann! Dobbiamo occupare tutte le vie pianeggianti con corsie di tram sufficientemente ampie da non permettere il transito dei ciclisti nelle carreggiate stradali. Le aiuole laterali del tram sono ancora troppo piccole, bisognerebbe raddoppiarle. Qualcosa è stato fatto ma non è ancora sufficiente. E poi tanti bei paletti centrali tra le carreggiate per impedire che auto e camion possano superare agevolmente i ciclisti. Ancora oggi ce ne sono tanti che circolano, nonostante vengano letteralmente strusciati dai motori dei TIR. Direi quindi riempiamo tutte le strade pianeggianti di corsie di tram abbastanza ampie per sanare questo scempio dei ciclisti che, nonostante tutto, insistono con il loro vizio. E poi ci vorrebbe anche la depenalizzazione del ciclisticidio, una legge di civiltà, ma qui forse sto entrando nell’utopia, specialmente in una cittadina dalle aspirazioni minimali come Messina. Io mirerei ben più in alto…
        Sono sempre stato un sognatore, l’ammetto!
        L’abbiente e il ciclista non vanno d’accordo! Tuteliamo l’abbiente; se non vogliamo farlo per noi facciamolo per il futuro dei nostri figli!
        Ps: non sono affatto contrario alle piste ciclabili, purché vengano usate per portare i cani a fare i loro bisogni o per chiacchierare, piacevolmente accarezzati dalla brezza marina! (E magari per prendere qualche multa a quei ciclisti furbetti che vorrebbero insistentemente continuare ad usare le carreggiate stradali per i loro vizi, nonostante la ciclabile). Io dico: se ti piace pedalare, compra una cyclette e pedala davanti alla tv. Impara anche tu a tutelare l’abbiente!
        Dimenticavo! Ottima anche l’idea dell’abbientalista Accorinti di fare una ciclabile strettissima accanto alla corsia preferenziale dei bus! Godo quando li vedo superare a filo da quei giganti della strada, soprattutto dai pullman a due piani che sembra quasi li inghiottano, per poi sputarli dalla marmitta. Poesia pura…

        Meno ciclisti, più abbiente!
        Questo è il mio “I have a dream!” personale…

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  10. Egregio Cronista, nel Suo articolo non c’è alcun accenno sul degrado ambientale della città, mentre emerge soltanto il grado di arretratezza culturale nel quale siamo costretti a vivere rispetto ad altre città vicine per colpa di una minoranza di minorati. Purtroppo nell’articolo non c’è il minimo cenno sull’inquinamento acustico ed atmosferico in cui versa il nostro centro urbano. Peccato, perché forse avrebbe allargato la platea dei consensi al Suo scritto dato che i nostri concittadini, a differenza della cultura imperante in ogni parte del mondo, si ostinano a considerare questo argomento con l’agone tipico della tifoseria calcistica. Purtroppo questo approccio sub-culturale è trasversale a tutte le fasce sociali della nostra comunità. Se mi consente un suggerimento, il prossimo articolo su questi argomenti lo incentri sulla salute pubblica, corredandolo dei dati fornitele dall’Asp sulla qualità dell’aria nell’area del centro cittadino dove dovrebbero essere istituite le Ztl con le relative pedonalizzazioni. Non dimentichi anche i valori acustici espressi in decibel, insomma ciò che “volgarmente” si chiama inquinamento acustico e atmosferico e poi si chieda perché mai i “politici” destinatari di questi report comunicati sistematicamente all’Ispra li hanno ignorati fino ad oggi. Le assicuro che per un lettore come me e come tanti altri messinesi sarebbe bello assistere ad una rivoluzione copernicana dell’informazione cittadina “ di indagine” in grado di sradicare il pensiero debole degli ignoranti presuntuosi su questi temi, visto che stavolta riguarderebbe la “salute pubblica” e quindi anche la LORO!
    Auguri.

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