Figlia di Salvatore Pugliatti, a lei si devono oltre 200 contributi scientifici e ha donato 25mila volumi destinati al Polo culturale Unime
MESSINA – Aveva 92 anni ed è stata una figura autorevole nel campo della storia dell’arte. È morta stanotte a Messina Teresa Pugliatti, ordinaria in pensione di Storia dell’arte moderna all’università di Palermo, terminato il percorso accademico nella sua città.
Figlia del giurista e intellettuale Salvatore Pugliatti, la storica dell’arte ha donato, nel 2020, all’università di Messina la sua biblioteca personale. Un fondo costituito da circa 25.000 volumi, ai quali si aggiungono album fotografici, scritti autografi personali, una densa corrispondenza privata con storici dell’arte e personalità italiane e straniere. Un enorme patrimonio destinato al Polo culturale Unime dell’ex Banca d’Italia.
La famiglia Pugliatti aveva già donato 8000 volumi che costituiscono il Fondo Pugliatti Letterato alla Biblioteca regionale universitaria “G. Longo”, che aveva già acquisito i testi musicali che compongono il Fondo musicale Pugliatti.
Oltre duecento contributi scientifici
In particolare, a Teresa Pugliatti si devono oltre duecento contributi scientifici e ha spaziato dalla pittura medievale e dal Quattrocento siciliano al Rinascimento, al Manierismo e al Seicento, fino al Simbolismo europeo e all’arte contemporanea. Parallelamente alla ricerca universitaria, ha svolto per decenni una lunga attività nella tutela dei beni culturali, nella critica d’arte militante e nel dibattito pubblico sulla conservazione e sull’uso del patrimonio storico di Messina e della Sicilia.
“Quel parere discordante sull’attribuzione ad Antonello della Tavoletta ora rubata”
Impegnata prima nel Pci e poi in Rifondazione comunista, negli anni Ottanta aveva fondato, con amici e allievi, un Comitato per la salvaguardia dei beni culturali di Messina e della provincia, del quale era stata presidente. E aveva coinvolto il grande studioso Federico Zeri nella battaglia per la salvaguardia dello storico quartiere Tirone. E in altre occasioni ebbe incontri e un costante dialogo pure con Vittorio Sgarbi.
Ricorda il suo allievo Daniele De Joannon, anche giornalista: “Teresa Pugliatti non aveva paura di fare scelte non sempre condivise (come le dimissioni dal consiglio di amministrazione del Teatro) o di prendere posizioni nei testi scientifici e nei dibattiti che, potenzialmente, le potevano ritorcersi contro o creare frizioni. Un caso su tutti, il parere discordante sull’attribuzione ad Antonello della Tavoletta bifronte, recentemente rubata al Museo” (fonte testata online LetteraEmme).
Sempre De Joannon ne ricorda il percorso: “Teresa Pugliatti può essere considerata anche una figura centrale per l’arte contemporanea messinese negli anni Ottanta, come testimonia il volume di Luigi Ferlazzo Natoli (compagno della studiosa e morto nel 2022, n.d.r.), Arte contemporanea a Messina (1980-1997) (Intilla, 2009), che contiene i profili degli artisti trattati a cura della studiosa, molti dei quali lanciati da lei stessa. Nel novembre 1984 ha curato a Palazzo Zanca la mostra fotografica Il patrimonio storico-artistico messinese. Immagini e problemi, una ricostruzione capillare delle sopravvivenze storiche cittadine, comprendente non soltanto i monumenti principali ma anche ruderi e frammenti”.
“I suoi interessi spaziavano dal cinema alla letteratura”
Foto dalla pagina Facebook della professoressa Eva Di Stefano, che la ricorda così: “Ho avuto la fortuna di essere amica e collega della storica dell’arte Teresa Pugliatti, morta stanotte a Messina. Una donna piena di interessi, che andavano dal cinema alla letteratura, con cui era un piacere confrontarsi. Unica presenza rigenerante all’ Istituto di Storia dell’arte, facoltà di Lettere di Palermo, che ha a lungo diretto. Tutt’altro che prigioniera dell’asfissiante specialismo locale prevalente tra gli studiosi siciliani, i suoi interessi e le sue pubblicazioni spaziavano da Antonello e dalla pittura del Cinquecento in Sicilia fino al Simbolismo europeo tra Otto e Novecento a cui ha dedicato ben tre poderosi volumi, che ho avuto il privilegio di presentare con lei a Milano e Roma oltre che a Palermo. Mi addolora dirti addio oggi, cara Teresa”.


La Famiglia Pugliatti aveva già donato 8000 volumi che costituiscono il Fondo Pugliatti Letterato alla Biblioteca Regionale Universitaria G.Longo, che aveva già acquisito i testi musicali che compongono il Fondo Musicale Pugliatti Giusto ricordarlo
La sola o una dei pochissimi che ha affermato pubblicamente che la famosa tavoletta non è di Antonello, data la evidente modestia dell’ opera.
La tavoletta, vista dal vivo insieme a opere certamente di mano del maestro e quindi confrontata a brevissima distanza dalle stesse, dimostrava in modo imbarazzante la propria mediocrità