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Messina: in Aula scoppia il caso dei consiglieri Crifò e Vaccarino. Decadranno?

Rosaria Brancato

Messina: in Aula scoppia il caso dei consiglieri Crifò e Vaccarino. Decadranno?

lunedì 22 Febbraio 2021 - 16:04
Messina: in Aula scoppia il caso dei consiglieri Crifò e Vaccarino. Decadranno?

Condannati in via definitiva per Gettonopoli rischiano la decadenza in base alla legge Severino

La sentenza della Cassazione, che nei giorni scorsi ha confermato le condanne emesse per Gettonopoli, potrebbe avere conseguenze in Consiglio comunale, dove attualmente siedono in Aula due dei consiglieri coinvolti. Giovanna Crifò e Benedetto Vaccarino infatti, per effetto della sentenza definitiva ed in base all’art.10 lettera d della legge Severino, rischiano la decadenza.

La notifica della sentenza

E proprio la notizia della notifica della sentenza della Cassazione a Palazzo Zanca ha portato l’attenzione in Aula (era infatti in corso la seduta) sulle possibili conseguenza della conferma delle condanne. Al momento si tratta del primo passaggio, ovvero la trasmissione del dispositivo di sentenza (nelle prossime settimane si avrà anche la motivazione), perché ci sono poi ulteriori passaggi che spettano sia al presidente del Consiglio comunale Claudio Cardile che alla segretaria generale Rossana Carrubba. Ma andiamo per ordine.

Crifò e Vaccarino

Il 17 febbraio la Cassazione ha confermato le condanne d’appello per Giovanna Crifò ad un anno e 5 mesi e per Benedetto Vaccarino ad 1 anno e 9 mesi, nell’ambito dell’inchiesta Gettonopoli. Le pene quindi sono diventate definitive. Tra i 15 consiglieri comunali coinvolti nell’inchiesta, sono stati rieletti alle amministrative del 2018 Crifò e Vaccarino. Fino alla Cassazione non si è posto né il problema della decadenza né quello della sospensione. Il nocciolo della questione riguardava infatti alcuni aspetti della Severino che secondo alcune interpretazioni non si applicano al caso in questione, secondo altri invece sì.

La legge Severino

In linea generale, per quanto riguarda la parte della legge che interessa i consigli degli Enti locali la Severino oltre alla decadenza per una serie di reati pone una soglia (2 anni e mezzo) oltre la quale scatta l’incandidabilità o la decadenza se si è già eletti e la sentenza è definitiva.

La lettera d) dell’art.10

In realtà nei giorni scorsi si è fatta strada un’interpretazione che guarda all’art.10 della legge Severino. Stando alla parte della norma che riguarda i consiglieri provinciali, comunali e circoscrizionali viene prevista l’incandidabilità e la decadenza in caso di sentenza definitiva oltre che per una serie di reati che non sono quelli individuati in questo caso anche per alla lettera d) coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva alla pena della reclusione complessivamente superiore a sei mesi per uno o piu’ delitti commessi con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione o a un pubblico servizio diversi da quelli indicati nella lettera c).

Competenza al Consiglio

Le sentenze definitive di condanna emesse nei confronti di presidenti di provincia, sindaci, presidenti di circoscrizione o consiglieri provinciali, comunali o circoscrizionali in carica, sono immediatamente comunicate, dal pubblico ministero presso il giudice indicato nell’articolo 665 del codice di procedura penale, all’organo consiliare di rispettiva appartenenza, ai fini della dichiarazione di decadenza, ed al prefetto territorialmente competente.

Decadenza di diritto

Chi ricopre una delle cariche indicate all’articolo 10, comma 1, decade da essa di diritto dalla data del passaggio in giudicato della sentenza di condanna o dalla data in cui diviene definitivo il provvedimento che applica la misura di prevenzione. Resta da capire se il presidente del consiglio comunale Claudio Cardile intenda chiedere o meno un parere giuridico in merito.

Eletti nella lista di Forza Italia

Giovanni Crifò e Benedetto Vaccarino (esponenti politici di lungo corso a Messina) sono stati eletti entrambi eletti nel 2018 nella lista di Forza Italia che sosteneva la candidatura a sindaco di Dino Bramanti. Hanno poi deciso di aderire al gruppo Ora Sicilia che rappresenta in consiglio comunale la frangia che fa riferimento al deputato regionale Luigi Genovese. Giovanna Crifò lascerebbe il Consiglio comunale dopo un quarto di secolo che l’ha vista sempre confermata negli scranni dell’Aula.

Subentrano Tamà e La Paglia

Al loro posto in caso di decadenza subentrerebbero i primi dei non eletti nella lista di Forza Italia, Sebastiamo Tamà e Rita La Paglia. Due volti già noti all’aula consiliare di Palazzo Zanca. Tamà era stato consigliere durane la sindacatura Buzzanca dal 2008 al 2013. Poi alle amministrative 2013 per un soffio rimase fuori dall’aula dopo un ricontrollo dei verbali che all’epoca diede il posto a Fabrizio Sottile. Rita La Paglia, invece, fu consigliere comunale durante l’amministrazione Accorinti, dal 2013 al 2018, eletta tra le fila di Sicilia Futura di Beppe Picciolo e poi transitata al Misto un anno prima delle nuove elezioni che la videro candidata con Forza Italia. I nuovi eletti non dispiacerebbero al sindaco Cateno De Luca. Infatti Rita La Paglia è vicina al deputato regionale Tommaso Calderone (a sua volta vicino a De Luca) e anche Tamà è dato come vicino al sindaco.

Rosaria Brancato e Francesca Stornante

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