Messina, la connessione con la natura e il benessere di corpo e mente grazie al... pilates

Messina, la connessione con la natura e il benessere di corpo e mente grazie al… pilates

Giuseppe Fontana

Messina, la connessione con la natura e il benessere di corpo e mente grazie al… pilates

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domenica 04 Gennaio 2026 - 08:15

Il progetto itinerante di Ginevra Galletta ha accolto un gran numero di giovani messinesi: cos'è, com'è nato e come funziona

MESSINA – Ormai da qualche anno, soprattutto dopo la pandemia da Covid-19, a Messina molti cittadini hanno iniziato a riscoprire la bellezza dello stare all’aperto, insieme. Tra sport e trekking, “gite” culturali e networking, i gruppi di donne e uomini, giovani e meno giovani, che ogni weekend (e non solo) si ritrovano in una qualche zona della città e praticano discipline o fanno rete sono sempre di più.

C’è un progetto, tra questi, che pur essendo nato da meno di un anno ha già riscosso notevole successo. Si chiama “Pilates con Ginni” ed è il percorso ideato e portato avanti da Ginevra Galletta, giovane messinese tornata in città dopo aver studiato e lavorato fuori Messina. Qui ha deciso di fare ciò che ama e di far riscoprire la città ai suoi concittadini.

Pilates con Ginni a Messina: cos’è e com’è nato

Ma cos’è e com’è nato “Pilates con Ginni” (qui il link alla pagina Instagram del progetto)? A raccontarlo a Tempostretto è la stessa Ginevra. “Il mio è un progetto che sposa connessione con sé stessi, quindi benessere emotivo, al benessere fisico – ha raccontato -. Essendo un’istruttrice di pilates ho voluto coniugare le due cose creando una lezione esperienziale. Prevede momenti di riflessione e introspezione. Il risultato fin qui è stato ottimale. Basti pensare che alcuni dei partecipanti mi hanno detto che è come essere in terapia. Inoltre è un progetto outdoor, quindi all’aperto. Avendo studiato marketing e valorizzazione del territorio ho puntato anche su questo aspetto, scegliendo luoghi da scoprire o riscoprire. Ad esempio Parco Aldo Moro, ma anche la zona della litoranea”. Ginevra ha portato la sua iniziativa anche in una nota fattoria urbana della zona sud o “rooftop” panoramici con il supporto di aziende locali e centri benessere.

Ginevra ha proseguito: “Principalmente questo progetto è nato dal bisogno di creare uno spazio che fosse più di una semplice lezione. L’obiettivo è ascoltare il proprio corpo e ciò che ci portiamo dentro. Il pilates ha movimenti precisi e profondi, ma qui non si parla soltanto di esercizio fisico. Per questo ho coinvolto psicologhe e psicoterapeute per creare uno spunto ulteriore di riflessione dopo una parte finale di introspezione. ‘Cosa hai pensato?’, ‘Cosa ha provato?’. Queste domande a fine lezione ci hanno portato a interrogarci su noi stessi e a creare un gruppo molto unito. Tant’è che ‘Pilates con Ginni’ è nato a giugno 2025 ma già a fine estate in tanti mi hanno chiesto di proseguire anche d’inverno, nonostante sia tratti di attività all’aperto”.

L’idea prende forma durante la gravidanza

Questo “bisogno” che ha spinto Ginevra a far nascere il suo progetto ha radici ben precise. Tutto è partito durante la gravidanza della giovane messinese: “Avevo qualcosa in mente e a fine gravidanza, con la maternità, ho sentito ancora più forte questo desiderio di creare qualcosa di mio. Sentivo il bisogno di trovare un nuovo equilibrio e di offrirlo anche agli altri. Non era solo la voglia di allenarsi, ma anche voglia di ascolto, semplicità e contatto umano. Dai primi feedback penso e spero di esserci riuscita. E se la gente torna forse vuol dire che sta bene. Ci sono tanti bravi professionisti che fanno pilates, è vero. ‘Pilates con Ginni’ vuole essere di più: una scoperta di Messina, una riscoperta di se stessi e un’esperienza condivisa. È qualcosa di autentico e volevo che fosse così e che fosse in grado di creare legami umani”.

Non solo pilates: “Si parla sempre meno”

Quest’autenticità ricerca da Ginevra le ha permesso di proseguire “fuori” dalle palestre e dai luoghi al chiuso anche durante i mesi autunnali e ora invernali. Tanto che più volte si è ritrovata a dover raddoppiare gli appuntamenti e già per gennaio ci sono iniziative organizzate. Ma perché questo successo? La messinese ha spiegato che “purtroppo nella società moderna si parla sempre meno. Questo della socializzazione è un aspetto che, insieme alla collaborazione con due psicologhe, Flavia Forestieri e Laura Mazzara, ha influito molto. Alla prima lezione in assoluto del progetto ho capito che c’era il bisogno di parlare. Ho avvertito questa necessità. E da lì ha influito tanto anche il passaparola”.

Gli obiettivi di Ginevra

E gli obiettivi di “Pilates con Ginni”? “Ho iniziato tutto per gioco e già sono contenta così. Mi piacerebbe che l’iniziativa fosse ancora più conosciuta e riconosciuta. C’è qualcosa di diverso in città e il mio obiettivo è quello di far capire che non è vero che a Messina non c’è niente. Ci sono tante iniziative di ragazze e ragazzi giovani, in ogni ambito. E aggiungo: spesso mi dicono che sono sempre in giro nonostante un figlio piccolo. Siamo ancora a questi livelli? Io sono sicura che mio figlio un giorno mi ringrazierà per non essere ‘solo’ una mamma. Ci sono tante persone brave quanto e più di me. Questo progetto non è una competizione con altri, ma è l’aver trovato il mio modo di fare qualcosa che amo e che può aiutare le persone”.

Il ritorno e la domanda: “Sono felice davvero?”

“Io ho studiato fuori Messina – ha poi raccontato Ginevra -. Pensavo che la città non potesse offrirmi niente. Ho fatto anche il militare nella mia vita. Vivere fuori mi ha fatto vedere diversamente le cose. Sono andata a lavorare in un’azienda dopo aver studiato marketing ed è stato allora che ho capito di non stare facendo ciò che volevo. Mi sono chiesta: ‘Sono felice davvero?’. In azienda ho toccato con mano ciò che non volevo fare. Ho deciso di tornare giù, per stare con la mia famiglia e i miei amici. Ho scelto un lavoro diverso, infatti sono un’insegnante di sostegno. Avevo bisogno di rapporti sociali e umani, non di un computer davanti per tutto il giorno. E le competenze per cui avevo studiato e lavorato me le ritrovo oggi nel curare il mio progetto”.

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