Messina. "Partiti deboli e senza coraggio sulla scelta dei loro candidati a sindaco" - Tempostretto

Messina. “Partiti deboli e senza coraggio sulla scelta dei loro candidati a sindaco”

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Messina. “Partiti deboli e senza coraggio sulla scelta dei loro candidati a sindaco”

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lunedì 14 Marzo 2022 - 15:38

La riflessione di Giuseppe Bottaro, docente della facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Messina

di Giuseppe Bottaro*

MESSINA – Tre brevi considerazioni sulle prossime elezioni amministrative, sulle candidature a sindaco della città di Messina e sullo stato della politica e dei partiti nella città dello Stretto.
La prima riflessione riguarda le dimissioni dell’ex sindaco Cateno De Luca. A prescindere da come la si pensi sulla sua esperienza a Palazzo Zanca, un sindaco, qualsiasi sindaco possiede soltanto un modo per capire se la sua amministrazione ha agito bene e nell’interesse della città: ricandidarsi al termine dei cinque anni del mandato e chiedere ai cittadini cosa ne pensano delle scelte politiche operate, degli atti amministrativi esitati, dei servizi sociali erogati, delle politiche pubbliche perseguite. Ciò significa render conto ai cittadini del proprio operato (accountability). L’ex sindaco ha deciso altrimenti precludendosi anche la possibilità di completare il lavoro programmato che, si è visto in molte esperienze amministrative, necessita di almeno due mandati per dare i frutti sperati.

La scelta del candidato sindaco

La seconda considerazione prende spunto dal dover ricorrere, per la carica di sindaco, a figure preminenti della società civile o ai cosiddetti tecnici e/o esperti. È chiaro che i partiti, in queste circostanze, esprimono la loro debolezza, quella della loro classe dirigente, e l’incapacità o la mancanza di coraggio di molti esponenti nell’affrontare una competizione spesso rischiosa così come, in caso di vittoria, anche la difficoltà dello svolgimento dell’incarico. Sia chiaro, se alla fine dei giochi le coalizioni di centrosinistra e di centrodestra dovessero giungere a candidare, ad esempio, personalità quali Gaetano Giunta e Maurizio Croce, ciò potrebbe essere una buona cosa per la città, ma un pessimo segnale per i quasi venti partiti che stanno discutendo di tutto ciò in queste ore.

Due donne per Messina

L’ultima riflessione riguarda, a mio giudizio, l’unica nota positiva che i partiti e le coalizioni possono vantare in questa vicenda. I candidati più credibili, per meglio dire, le candidate più credibili che gli stessi numerosi partiti, grandi e piccoli, del centrodestra e del centrosinistra possono esprimere in città sono due donne: Matilde Siracusano e Valentina Zafarana. Questa è certamente un’ottima notizia e anche un bel segnale per Messina.

*docente facoltà di Scienze Politiche Università di Messina

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2 commenti

  1. Senza più speranza 14 Marzo 2022 18:11

    E infatti, guarda un po’, dopo essere fallita la candidatura di una donna deluchiana, alla fine non si candiderà neppure nessuna delle due altre autorevoli donne da lei citate.
    Che tristezza infinita.

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  2. Rossella Bella 15 Marzo 2022 13:46

    Ho come la sensazione, che la gente abbia paura di questo parasacchi di ex sindaco. Ma Messina è diventata nuovamente a città “babba”? Ma è possibile che dobbiamo fare comandare a uno di tanta lontana via? E farlo impossessare della nostra città come ha fatto fino ad oggi? Ma i politici a Messina che fine hanno fatto? C’è stata un’epidemia e sono scomparsi tutti? O non hanno le 🏀🏀 per mettersi in gioco? Ancora non hanno capito che funziona anche qua il detto: l’importante è partecipare.

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