Messina. Policlinico e Papardo donano attrezzature all'ospedale di Shashemene in Etiopia

Messina. Policlinico e Papardo donano attrezzature all’ospedale di Shashemene in Etiopia

Redazione

Messina. Policlinico e Papardo donano attrezzature all’ospedale di Shashemene in Etiopia

lunedì 29 Novembre 2021 - 08:37

Spedizione organizzata dall'associazione messinese Axum

Letti di corsia, barelle per sala operatoria, macchine di anestesia, tavolo operatorio, lampade scialitiche, colonne da ossigeno. Due container di attrezzature ospedaliere donate dagli ospedali Vittorio Emanuele di Catania, Policlinico di Messina e Papardo di Messina, ricondizionate e rifunzionalizzate dai parte dei tecnici volontari dell’associazione Axum, saranno destinate all’ospedale Kujera di Shashemene, città etiope di circa 100mila abitanti a 250 km a sud della capitale Addis Abeba.

La spedizione rientra nel progetto di cooperazione che l’Associazione Axum di Messina da oltre dieci anni sta portando avanti con il Ministero della Sanità Etiope, per la creazione di un polo operatorio nella regione meridionale dell’Oromia, sprovvista di sufficienti presidi ospedalieri e che ha visto coinvolti nel tempo numerosi enti pubblici, tra i quali la Regione Siciliana, gli ospedali siciliani e tanti privati che hanno dato un rilevante contributo di sostegno e aiuto.

L’Axum, Associazione di Cooperazione e Amicizia Italia – Etiopia, con sede a Messina, opera da oltre venti anni in progetti di cooperazione e di sviluppo nell’ambito scolastico, sanitario, adozioni a distanza e formazione professionale a favore del popolo etiope.

La Mangiatorella s.p.a ha fornito un determinante supporto logistico, la Casa di Ospitalità Collereale ha donato materiale vario e supporto logistico, varie realtà economiche di Messina e semplici cittadini, grazie alla donazione dell’otto per mille, hanno permesso di inviare attrezzature di vitale importanza. Il Ministero degli Affari Esteri Unhcr, l’Ambasciata Italiana in Addis Abeba e il Ministero della Sanità Etiope hanno facilitato il transito delle attrezzature. Determinante è stata inoltre la collaborazione della ong Cope di Catania che ha reso possibile la spedizione del materiale attraverso il Ministero degli Esteri.

La spedizione avviene in un periodo catastrofico per il paese che, a causa della cruenta guerra civile in corso, sta provocando enormi sofferenze alla popolazione.

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