Il presidente della Regione siciliana non ha voluto parlare della revoca del sub commissario al risanamento. Solo un piccolo accenno
MESSINA – Niente risposte sul caso Scurria. Il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, in visita a Palazzo Zanca e alla Prefettura di Messina, non ha voluto parlare della revoca del sub commissario al risanamento. Solo un laconico: “È venuta meno la fiducia politica”. E al Comune nemmeno un “no comment”.
A essere delusa è soprattutto la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia Matilde Siracusano: “Schifani non ha voluto confrontarsi con me. Non ha risposto a un mio messagio e non mi ha contattato prima di procedere con la revoca. Si tratta di un attacco a me e di una decisione folle”. E Cateno De Luca: “Andate a cercare i responsabili della scelta politica di rimuovere Scurria all’interno di Forza Italia. E non da noi”.
Nel decreto di revoca 4 note da Palazzo Zanca e la “fiducia politica venuta meno”
Nel decreto di revoca, si rimanda a quattro note del sindaco Basile, del vicesindaco Mondello, di Arisme e Patrimonio Messina Spa. Ma soprattutto si fa riferimento al “carattere altamente fiduciario della nomina del sub commissario da parte del commissario straordinario per il risanamento, la bonifica e la riqualificazione urbana e ambientale delle aree ove insistono le baracche di Messina”.
“A causa dei fatti accaduti, del mancato raccordo con il commissario e la mancanza d’informazione preventiva su fatti successivamente divenuti di dominio pubblico, a insaputa del commissario”, è venuta meno la fiducia politica, si legge nel documento.
