Il collettivo di scrittori e autori risponde punto per punto alle dichiarazioni dell’assessore alla Cultura
Il collettivo “Messina Scrive” torna ad attaccare l’amministrazione comunale sulla polemica legata alla manifestazione di interesse per la Biblioteca “Tommaso Cannizzaro”, replicando alle parole dell’assessore alla Cultura, Enzo Caruso.
La distinzione tra spazi gratuiti e lavoro retribuito
Il collettivo chiarisce subito la propria posizione. “Messina Scrive è contentissima della possibilità che il Comune metta gratuitamente uno spazio a disposizione di un autore, di un’associazione o di un cittadino che desideri organizzare autonomamente una presentazione o un’iniziativa culturale”. Ma, sottolineano gli autori, “il problema è che l’avviso pubblicato dal Comune non parla affatto di questo”.
Il nodo dei fondi ministeriali e del bando “Città che legge”
Il punto centrale della controreplica riguarda la copertura finanziaria delle attività richieste dal bando. Il collettivo evidenzia che per le attività che la manifestazione di interesse chiede di espletare gratuitamente, l’ente ha ottenuto risorse specifiche. Come si legge nel comunicato del Comune dello scorso 1° luglio, l’amministrazione si è classificata al terzo posto nazionale della sezione dedicata ai comuni con oltre 100.001 abitanti del bando “Città che legge 2025”, promosso dal Centro per il Libro e la Lettura, ottenendo “un finanziamento di 69mila 938 euro destinato alla realizzazione di un progetto integrato per la promozione del libro e la lettura”.
Gli autori si rivolgono direttamente all’amministrazione: “Quindi, se abbiamo capito bene, lei chiede a noi di lavorare gratis per svolgere mansioni per le quali il Comune è stato finanziato. A cosa serviranno, allora, quei soldi, se gli operatori non verranno pagati?”.
La denuncia sui contenuti dell’avviso e la replica social
Il gruppo rimarca che il bando pubblicato il 25 settembre parla chiaramente di inserire nel programma della Biblioteca eventi, laboratori di lettura, narrazione e scrittura creativa, gruppi di lettura e attività didattico-creative, specificando nero su bianco che tali proposte “non prevedono alcun compenso” pur essendo selezionate in base alla “qualità dell’offerta”.
Il collettivo definisce poi come una “provocazione” la risposta social data dall’assessore, il quale aveva prospettato le opzioni di lasciare l’avviso aperto solo a chi ha ben interpretato le intenzioni o di ritirarlo. Per gli autori si tratta di un’affermazione “terribilmente contraria ai principi di oggettività nella selezione, nonché a quelli della Costituzione, che un’amministrazione meritevole di cotanto denaro pubblico dovrebbe garantire a tutti i cittadini, compresi quelli dissidenti”.

