Attivate le procedure di raffreddamento e conciliazione
È rottura sul fronte sindacale a Messinaservizi Bene Comune S.p.A. FP CGIL, FIT CISL, UIL Trasporti e FIADEL, insieme alla RSU, hanno formalmente attivato la prima fase delle procedure di raffreddamento e conciliazione, coinvolgendo anche la Commissione di Garanzia, la Prefettura di Messina e il Sindaco.
“Una decisione che arriva dopo mesi di incontri, verbali, impegni e promesse che, secondo le Organizzazioni Sindacali, non hanno prodotto le risposte concrete attese dai lavoratori”.
Il quadro denunciato dalle organizzazioni sindacali è pesante: “mezzi vetusti e non adeguatamente sicuri, criticità in alcuni siti aziendali, in particolare ME Nord, DPI insufficienti o obsoleti, gestione non uniforme delle domeniche lavorate e ricorso al lavoro straordinario oltre il limite delle 150 ore annue previsto dal CCNL”.
A questo si aggiungono “i Contratti di Prossimità già predisposti ma non applicati, la mancata definizione dei Contratti di II livello per l’ERAP e il mancato completamento degli impegni relativi agli inquadramenti e agli interpelli”.
«Non è più il momento delle rassicurazioni: è il momento delle risposte», affermano le Organizzazioni Sindacali.
Particolare rilievo viene dato agli impegni assunti dal sindaco nella riunione del 29 luglio 2026 e a quelli contenuti nei verbali aziendali del 20 maggio 2025, 25 febbraio 2026 e 2 luglio 2026, tra cui “il corretto inquadramento al terzo livello del personale che utilizza i costipatori e la predisposizione degli atti di interpello per tutte le qualifiche previste dalla pianta organica approvata dal Socio Unico. Impegni che, a distanza di mesi, non hanno ancora trovato una soluzione definitiva”.
«Abbiamo atteso, discusso, sottoscritto verbali e dato fiducia agli impegni assunti. Ma la pazienza dei lavoratori ha un limite. Quando si parla di sicurezza, diritti contrattuali, orario di lavoro e corretto riconoscimento professionale, non siamo davanti a questioni secondarie: stiamo parlando delle condizioni quotidiane di chi garantisce un servizio essenziale alla città».
Le Organizzazioni Sindacali contestano inoltre la gestione delle domeniche lavorate, chiedendo “criteri chiari, uniformi e trasparenti, affinché non si determinino situazioni di disparità di trattamento tra i lavoratori”.
Analoga attenzione viene posta “sul ricorso allo straordinario oltre il limite contrattuale delle 150 ore annue, sul quale i sindacati chiedono un puntuale chiarimento in merito alle modalità di autorizzazione, contabilizzazione e gestione delle ore eccedenti”.
«Non accetteremo che il servizio pubblicao venga garantito sulla pelle dei lavoratori».
Le Organizzazioni Sindacali ritengono ormai indispensabile un confronto nelle sedi istituzionali competenti, considerato il mancato superamento delle criticità attraverso il confronto aziendale.
A rendere ancora più delicata la situazione, secondo i sindacati, vi è anche ‘la mancata definizione del nuovo CdA e del relativo Presidente, nonché l’assenza di un confronto istituzionale con il nuovo Direttore Generale e il mancato riscontro alla richiesta di accesso agli atti avanzata dalle Organizzazioni Sindacali”.
«Non chiediamo privilegi. Chiediamo sicurezza, rispetto dei contratti, trasparenza e pari trattamento. Chiediamo che gli accordi sottoscritti vengano rispettati e che le professionalità dei lavoratori vengano riconosciute».
Con l’attivazione delle procedure di raffreddamento, il sindacato ha dunque formalizzato il passaggio ad una nuova fase. «Se anche questa volta non arriveranno risposte concrete, verificabili e risolutive, le procedure saranno considerate esperite con esito negativo e ci riserviamo di assumere tutte le conseguenti determinazioni previste dalle norme e dal contratto. I lavoratori di Messinaservizi hanno già dato. Adesso tocca all’Azienda e alle Istituzioni rispondere».

